Map of the Problematique

5 Set

Settembre come sempre giunse col suo carico di malinconoia, amplificata da un’estate noiosa e irritante come poche.
Stavolta però reagisco bene, meglio.
Ho una nuova consapevolezza: posso fare una scelta.
Potrei arrendermi – ancora – al mio essere, in fondo, irresistibilmente buona e perdonare tutto, le telefonate lunghe km colme di inezie, le chat inspiegabilmente vuote ma lasciate lì a memento di chissà cosa, le faide familiari, gli appelli ad cazzum… Oppure potrei entrare nel mood FOTTESEGA. Ed è quel che farò.
Cortesia a piccole dosi, con chi la merita, senza più mandare quel messaggio perché devo, chiamare Tizio perché se no sta male, uscire con Caio perché se no se la prende. F O T T E S E G A. Perché se vai ad analizzare, Tizio, Caio e tutta la loro compagnia se ne fregano di indagare come sto io, se ho da fare, se ho tempo da perdere con le loro emerite cazzate. E prima di arrivare a sbroccare e a urlargli in faccia che le loro sì, sono autentiche cazzate, direi che è il caso di disattivare il mode Empatia ed entrare in quello Egoismo. Sano, sanissimo, eccitante e liberatorio. Ooooh.

I am Mine

26 Lug

Sono un paradosso vivente.
So che a molti piace definirsi così e poi, vai a vedere, sono le persone più noiose sulla faccia della Terra.
Il punto è che io non ne faccio un vanto, anzi, lo trovo un grandissimo difetto. Perlomeno momentaneo. Perché se è vero che al momento vago nella nebbia, ho sperimentato in passato periodi di serenità e solidità in cui, ben ritta sui miei piedi per terra, niente e nessuno poteva farmi cambiare idea.
Ecco, ora invece le mie idee sono confusissime. Il risultato è che le mie decisioni resistono per pochi secondi e poi puff, il castello crolla e va ricostruito. E’ stancante.
Non sono dotata di pazienza, eppure tergiverso spesso e volentieri. Spesso temporeggiando mi sono salvata il culo, ma tante altre volte ho solo perso prezioso tempo.
Bisognerebbe fissare bene in mente ciò che si vuole, ma è proprio questo che mi fotte. Forse sarebbe più facile (ri)partire eliminando quello che non voglio, che mi crea confusione, che mi fa vacillare, forse da qui sarebbe più facile.
Mettere me e solo me al centro, e non gettarmi più via in niente che non ritenga davvero valido o che non voglia davvero, ché spesso ci vuole un attimo a confondere i confini, a fare qualcosa per rabbia, noia, perché ce lo chiede qualcun altro… Lo so, è arduo, ma vale la pena almeno tentare.
well anchored

The unbearable lightness of Being

29 Mag

Dovrei sempre, e dico semprefidarmi del mio istinto.
Ho un’estrema consapevolezza di me stessa, scarna e fioca nei pregi, ma i miei difetti, i miei limiti non hanno segreti per me.
Così come so benissimo cosa e chi dovrei evitare, come la peste, ma è proprio in virtù di quei difettucci di cui sopra che ci finisco sempre con tutte le scarpe. Nell’abisso che portano dentro di sé.
Sto facendo progressi, però.
Se adesso mi affaccio nell’abisso, faccio 2 passi indietro, poi un passettino in avanti mettendo in scena un pericolosissimo cha cha cha su una china scivolosa… ma alla fine non precipito, in un modo o nell’altro, confido che entro i prossimi 5 anni arriverò a sporgermi, verificare lo spaventoso baratro innanzi a me e fare dietro-front senza neanche voltarmi. Anzi, scapperò a gambe levate.
Sì, sarà così necessariamente.
Stavolta me lo sono proprio meritata. Karma is a bitch, dicono. Oh, sì.
Questa è stata la punizione esemplare per la mia hybris, mi sono sentita tanto superiore da disprezzare ciò che avrei potuto avere, non valutandolo alla mia altezza, in cambio di cosa? Parole vane e al vento, parole lanciate così, senza peso.
Io in fondo sono una debole, sempre pronta a tornare sui miei passi in cambio di molto poco… ma questo per me è un peccato mortale. E’ come infilarmi uno spillo e spingere in maniera decisa sull’unico tasto reset che io possieda.
Io so mentire, so omettere e so inventare, mantenendo sempre la mia (dis)onestà intellettuale. So adattarmi a ciò e a chi ho davanti, facendo le mie considerazioni, decidendo il mio piano d’azione e il comportamento che terrò. E attenzione, non è falsità. Se tu sei sincero con me, io con te lo sarò il doppio. Se mi deludi non avrai più neanche una stilla di me. Come la Sabina di Kundera, questa è per me l’unica verità possibile. La sola e vera. Di cui le parole sono ambasciatrici.
Le parole hanno il loro peso. Sono proiettili, una volta sparate non puoi risucchiarle nella canna del fucile. E devi prenderti la responsabilità delle ferite che possono provocare.
Se non sei pronto a farlo, per me vali meno di zero. 
Le persone cambiano, i sentimenti cambiano, cambiano persino i piani d’azione! E’ lecito. Ma cambiare è un conto, scrollarsi la responsabilità di quanto detto con banali scuse è un altro, molto salato al mio tavolo.
Perciò il succo di tutto questo ciarlare qual è? Che il mio unicorno non esiste.
Non vanno bene per me né l’abisso, né il prato pieno di fiorellini di campo, perché me lo dice il mio istinto e posso sentirlo, fin dentro le ossa.
Ma non mi accontenterò mai, perché senza alcuna immodestia, so quanto valgo. So cosa merito.
Devo solo trovare la giusta via di mezzo, e non smetterò di cercarla perché so che è lì fuori.

Se il sole muore…

17 Feb

L’orgoglio è sempre stato il mio peggior nemico.
Spesso mi sono convinta di aver ingoiato rospi e essermi rimboccata maniche solo perché sono forte e sono ganza e io faccio tutto da sola. Certo. Anche, forse.
Ma ammettiamolo. La maggior parte delle volte è che non ho le palle di dire “Ok, ho fatto una vaccata, sono sprofondata nella melma fino al collo, ho bisogno di una mano per tirarmi su” e continuo a nuotarci, nella melma. Tutto pur di non ammettere errori di calcolo (che quelli mi fregano sempre, vedi i giorni che servono per preparare gli esami… me ne manca sempre 1. O 3, più probabile).
Comunque. Sono ancora convinta di star guadagnando tempo per poi spiccare il volo. Per me lo sto perdendo, e forse sto perdendo cose e persone che potrebbero essere più valevoli di quanto io abbia stimato.
Sarebbe bello essere più simile all’Oriana, quella donna forte e indipendente che era. Invece mi (ri)scopro pavida e cinica, e non mi piace, vorrei vivere con più leggerezza e meno acrimonia, con meno calcoli e più fiducia, ché magari mi prendo qualche mazzata ma almeno in buonafede.

I tuoi fiori si sono rovinati, non hai abilità

21 Gen

Oggi alla radio (bugia, era deejay tv) hanno detto che scrivere un diario migliora l’umore e allunga la vita, perché aiuta a tirare tutto fuori, e mettendo nero su bianco ansie, problemi, paure è più facile “vederli” davvero e cercare una soluzione.
Allora ho pensato subito a questo mio diario virtuale, che mi accompagnava fedelmente anni fa e ora giace qui solo e abbandonato. Ed è un gran peccato perché in effetti ho sempre pensato mi giovasse scrivere, cioè è pur sempre meglio che parlare da sola come una pazza come ho fatto stamattina facendo cyclette, no?
Ma la verità è che se mettessi per iscritto anche solo la metà dei miei psicodrammi, mi esploderebbe la testa, e poi sarebbe un bel casino da pulire. Quindi farò come mio solito, testa sotto la sabbia fino all’Inevitabile.

C’era una persona cui, fino a pochi anni fa, pensavo di poter dire tutto. La mia anima gemella, pensavo. Poi è venuto fuori il Blob e ancora oggi metto insieme pezzi e capisco sempre meglio la situazione. Credo (potrei sbagliarmi, ma non penso cit.) abbia un enorme senso di inferiorità nei miei confronti, il che è paradossale se pensiamo che non è che io sia propriamente una persona di successo. Com’è o come non è la situazione, sta di fatto che mi è caduta dal cuore, come si suol dire. Fa ancora parte della mia vita e, suppongo, ne farà parte anche in futuro, ma c’è stato un inevitabile e irremovibile declassamento… what a pity (anche no, meglio saperlo prima).

Non so quando è successo, ma ho iniziato a mettere molta più energia e pazienza e onestà nelle amicizie che nell’amore. Generalmente questo avviene più quando si è piccoli, le amicizie sono tutto, saremo BFF for evah e cagate varie. Io invece faccio tutto al contrario, che novità. Proprio per questo, se viene meno qualcosa che ritengo imprescindibile, non riesco assolutamente a sorvolare. Ciao, crolla tutto. In amore sono più tollerante, chi l’avrebbe detto? Sarà perché sono la prima a pisciare fuori dal vaso?

Non riesco a credere che qualcosa possa davvero essere per sempre. Credo sia questo che mi fa desiderare di non restare mai ferma troppo a lungo.
Tutto si consuma. Se si è fortunati, si riescono a modificare rapporti, situazioni e quant’altro in modo tale da rimanere in accordo, ma francamente credo che queste siano le eccezioni e non la regola.
Ma vorrei tanto sbagliarmi.
E nella mia incoscienza, è una speranza che in fondo coltivo ancora. E spero non faccia la fine delle mie millemila orchidee.

Puoi chiamarlo nuotare, se ti spaventa

1 Giu

Devo semplicemente imparare a galleggiare. Tutto qui.
Ci saranno altre tempeste e altre mareggiate e venti e uragani e tifoni e insomma, lì per lì si vedrà che fare (ah, che bella la mia filosofia di vita! Che bello come cozza con il mio carattere ossessivo-compulsivo!). Da qualche parte mi aggrapperò fin quando non sarà finita.
Tuttavia mai e dico mai, che questo mi sia ben chiaro, ci sarà calma piatta.
Non è nella mia indole e mai lo sarà. Purtroppo. E qualche volta per fortuna.

It comes with a price

22 Mar

A volte mi sfiora il cervello l’idea che sono io a lasciar andare le cose, le persone troppo facilmente.
Vedo gente terrorizzata dai cambiamenti, gente che non si rassegna, gente che dimentica persino l’orgoglio e la dignità. Forse che io ne ho fin troppo, di orgoglio? Forse che per me ad un certo punto diventa più importante potermi guardare allo specchio (e indietro) e potermi dire “Pazienza, in quel momento era giusto andasse così”, piuttosto che rimanere con 4 cocci in mano e provare e riprovare tutte le combinazioni possibili per riassemblarli? E’ indice di forza, rimettersi in piedi e andare avanti lasciandosi tutto alle spalle, oppure di debolezza?
Io questo non lo so, o meglio non posso parlare per altri, c’è chi dirà che l’amicizia e l’amore sono tutto e l’orgoglio è un errore, c’è chi dirà che gli altri si fottano e ciascuno di noi vien prima degli altri… Io credo di pormi nel mezzo.
Non sono indifferente, non sono insensibile. Anzi. Finché ce n’è, credo di dare molto alle persone.
E ne faccio di cazzate per carità, e ciò che mi salva dall’esaurimento nervoso è una generosissima dose di incoscienza che mi dice “non ci pensare, vai avanti”.
Ecco, ad un certo punto, non so bene come né perché, è questa parte di me a prendere le redini. Spegne i bottoni scomodi e dice proprio così, “non ci pensare, vai avanti” e francamente a quel punto poco importa di chi rimane indietro.
Perché una cosa è certa: se mi interessa averti al mio fianco, mi sarò girata ben più d’una volta a dirti “Accellera, ti sto perdendo”. Ma se non riesci a stare al mio passo, io prima o poi diventerò un puntino sempre più piccolo all’orizzonte. E non tornerò indietro a vedere che fine hai fatto. Perché se tu ci avessi tenuto, non ti sarebbero stati necessari tutti questi avvertimenti.
Dite che così mi pulisco la coscienza e basta?
Non so, e del resto conta solo che sia pulita.