-ventiquattrore-

27 Ott
come dicevo ad ale proprio ieri (o ormai avantieri…) ?
"sai quando ti cadono le braccia? quando la delusione è talmente tanto forte e immediata ke a malapena senti dolore… senti solo un crac dentro, d qualcosa ke si spezza in un punto non ben preciso, e poi puoi rovistare all’interno quanto vuoi, tanto non ci sono rottami da raccogliere, già sono stati portati via… dalla corrente…"
quant’è vero ke il buon giorno si vede dal mattino, io ho subodorato la pessima giornata sin dalla sera prima.
 
giuro ke imparerò a essere + egoista. a pensare a me, ai miei bisogni, ai miei desideri, alle mie necessità. alla mia vita.
xkè se essere buona significa essere sempre l’unica ke ci rimette allora sono proprio stufa.
ieri sera dopo tutta la fatica e la stankezza e il tempo e lo sbattimento impiegati (x carità, im maniera assolutamente spontanea… anzi, quel ke è peggio, è stata mia l’iniziativa!), sono stata trattata a pesci in faccia allegramente e abbondantemente e soprattutto gratuitamente.
come? stasera aspetti la mia telefonata? certo. aspetta aspetta.
oggi, non uno sguardo, non una parola cattiva o anke solo un minimo aspra sono stati emessi nei miei confronti… ma ke peso il silenzio in cucina con solo lo scroscio dell’acqua e lo sbattere dei piatti come sottofondo.
e nonostante ieri fossi arrabbiatissima io con loro… non mi è toccato kiedere scusa? embè, del resto ho sbagliato io, mica loro……
poi nel pomeriggio, la mazzata finale: la piena dimostrazione della mia stupidità. non intellettualmente parlando, ma socialmente. sono un disastro. veramente patetica. ma vi pare ke x aiutare gli altri io affondi me stessa? in un campo poi in cui già a malapena mi mantengo oltre il pelo dell’acqua, una distesa di mare axto in cui non vedo all’orizzonte atolli o imbarcazioni ke mi diano rifugio, in cui se non trovo il modo di darmi una svegliata sicuramente finirò x annegarci… è triste, troppo triste. mi guardo indietro e cerco, trovo giustificazioni ke han ben ragione d essere, ke non sono giustificazioni ma dati d fatto, ma questi pensieri non mi consolano + ormai. e ho paura, una fottuta ed enorme paura ke questo non sia solo una nuvola passeggera, un’eclissi momentanea, un colpo d testa. ho paura ke in fondo al suo essere abbia una profonda e tremenda e tragica razionalità.
e infilare i libri a casaccio nello zaino, scendere dallo scalone centrale sotto lo sguardo attonito del prof sbattendo forte la porta alla spalle, sbucare davanti alla sala studio con gli okki colmi d lacrime, vagare senza meta piangendo e imprecando proprio lì, in via zanolini… umpf.
ho pensato ke è proprio vero: mai bisogna neanke solo pensare ke tutto stia andando x il verso giusto, xkè neanke il millisecondo necessario x formulare qst pensiero in testa ke zaaac, ti piomba tra capo e collo una brutta notizia, + veloce d zeus con le sue saette.
 
ke poi non so quanto è giusto scriverlo. quanto è giusto farlo leggere.
sicuramente questo lo dico a cuore axto: grazie della splendida e spensierata serata. grazie x avermi ridato il sorriso, grazie x non avermi fatto pensare x tutte qst ore a quanto di brutto è accaduto e x avermi fatto concentrare su, invece, quanto d bello è successo in questi giorni… 😉
e mi spiace non avertelo detto, mi dispiace 3 volte, xkè meritavi ke te lo dicessi, xkè non è da me essere così, xkè probabilmente x lo stesso motivo mio forse era bene ke tu lo sapessi.
non lo so cosa mi succede. generalmente sono una gran confusionaria. faccio e disfo. dico, dico tutto. anke troppo. non ho segreti nè remore d nessun tipo.
in certi frangenti invece, stasera non ero io. a tratti sembrava il gatto mi avesse mangiato la lingua. proprio me! ke x impedirmi d parlare d solito l’unica soluzione possibile è anestetizzarmi… o farmi mangiare. 😀
e cmq, non c’è bisogno d convincermi… nemmeno lo sguardo ha parlato x me…?
 
cmq, in questa notte (ke è l’ultima, giuro sul serio stavolta! ho segnato il 13 dicembre sul calendario…), non posso non pensare. ricordare, riflettere, elaborare infine una riflessione. nel bene e nel male, sono stata plasmata dal mio passato. la mia forma non è ke il risultato di un duro lavoro fatto di scalpellamenti, pitture su ripitture, restauri e nuovo tokki. un labor limae su carne. quello ke sono oggi non può assolutamente prescindere da quello ke sono stata nei giorni precedenti.
una riflessione piuttosto comune e anke abbastanza ovvia ormai, certo…
ma stasera mi è quasi di sollievo nei riguardi di pensieri ke invece vorrei cestinare senza alcun ripensamento. e di altri ke ho cercato d analizzare senza successo.
 
 

2 Risposte to “-ventiquattrore-”

  1. Valentina ottobre 29, 2006 a 4:03 pm #

    Per forza io non lascio commenti…insomma!In questo quadro deprimente cosa dovrei scrivere?
    Citando una frase che ormai è leggenda ti dico:Wè fantasmì…te vu fè nu peppott?
    E con questo chiudo.Muahahahahahahah!!!

  2. Roberta novembre 1, 2006 a 4:56 am #

    scusami tanto se questa è stata una giornata di merda! 😦

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