Archivio | novembre, 2006

insperata accidunt…

30 Nov
non sprecare la tua vita a tracciar confini: se superi la paura e decidi di correre il rischio, la vita dall’altra parte è spettacolare…
e infatti, alla fine, chi ci credeva più?
amore? e cos’è? la solita storiella della buonanotte per bimbe buone? che incominciano a credere già dalle fasce nel principe azzurro con cui "e poi vissero felici e contenti per sempre"?
per poi crescere e scoprire all’improvviso che la tua vita non è come la favola di biancaneve o della bella addormentata, quanto più quella di cappuccetto rosso…
e che homo homini lupus, e anche e soprattutto foeminae (o foeminis? boh, sto invecchiando e le 5 caratteristiche cliniche dell’infiammazione han preso il posto delle declinazioni latine…).
che non si magna solo la nonna, ma pure te!
insomma, dopo una serie incredibile di batoste, di cui l’ultima piuttosto pesanterrima, per non dire quanto un grattacielo di 20 piani crollatomi addosso, dopo un’estate passata a leccarmi queste ferite e a spezzare e calpestare e far dissanguare poveri cuori innocenti colpevoli solo della loro mascolinità e quindi comunque rei e meritevoli di pagare per l’intera umanità maschile il prezzo del mio dolore…
dopo un’estate a scervellarmi su possibili giustificazioni e/o possibili cause o motivazioni più o meno valide, dopo essere giunta al minimo grado di dignità chiedendomi dove, dove diavolo avessi sbagliato e perchè mai fossi stata così stupida…
dopo aver finto di essere la persona che non ero, che non sono mai stata e mai sarò, ma tanto aspiravo a essere quest’estate…
dietro questa splendida e raggiante facciata, c’era un palazzo in rovina.
demolizione. macerie. progettazione, ricostruzione. dalle fondamenta.
e il 28 agosto, rieccomi qui.
un pò più fredda e cinica, calcolatrice quel tanto che basta. tanto diffidente. indipendente più che mai.
con le idee molto chiare. su tante cose.
su una in particolare: basta uomini. davvero, basta uomini. per quel che valgono…
e in effetti, alla mia vita non mancava nulla. tanto divertimento, allegria, amicizia , affetto.
studio, esami, tirocinio, internato già pianificati da settembre a maggio 2008.
grandi progetti di viaggi estivi.
sempre in giro, tanto che le uniche frasi scambiate con le mie coinquiline-mamme per giorni son state "insomma, dove sei stata? questa casa non è un albergo!" e "euh……."
e forse per la prima volta nella mia vita, avevo trovato l’equilibrio, tanto agognato e rincorso per tutto questo tempo.
stare bene con me. fare quello che mi va. pensare a me. io prima di tutti, prima di chiunque altro.
ed essere contenta, cacchio, contenta di essere sola con me!
due giorni prima ero lì, a testa china, a cospargermi di cenere giustificandomi con tipiche frasi fatte da maschio "ma sai, non sei tu che hai qualche problema, il problema sono io… sono tanto confusa e non voglio far male a nessuno, quindi adesso stacco da tutto, è meglio se sto sola per un pò…"
giuro che ci credevo sul serio!
"ma dai, almeno proviamoci, vediamoci ancora, dammi una possibilità!"
"no, no, è inutile, io non credo nel momento giusto, credo nella persona giusta: evidentemente deve ancora arrivare perchè non sei tu…"
bè, a questo invece, disillusissima, non credevo più di quanto credo in babbo natale…
invece, poi, arrivi tu.
come un fulmine a ciel sereno.
totalmente inaspettato e assolutamente non cercato, non voluto quasi.
ma liberatorio come un acquazzone d’estate.
non so in realtà, se qualcuno dovesse farmi una domanda precisa e diretta, come tu abbia fatto a farti strada verso me.
piccoli gesti, piccoli passi… poche parole.
non riuscirei a ricostruire razionalmente il percorso che ci ha portati fin qui.
e in fondo, va bene così.
voglio godermi questa pace.
per una volta, una sola ancora, voglio tornare bambina, voglio tornare a sentirmi una principessa delle fiabe.
voglio tornare a credere nel lieto fine.
 
 
 
 

falsi positivi

29 Nov
"felicità, dono solo se ognun n’è ignaro…"
dicono le clamp, e ancora:
"…perchè chi si innamora non deve dirlo a nessuno…"
da una canzone che da tre giorni 3, cavolo, ho in testa perennemente e non so perchè, non è che sia una canzone propriamente allegra…
 
comunque.
tornando dall’ospedale ci riflettevo su.
subito dopo aver pensato: che faccio stasera? potrei chiamare questo… o quest’altro… o quest’altro ancora…
e ho realizzato che ho pensato a persone che non vedo da una fracca di tempo.
…da almeno almeno una ventina di giorni.
ora, certamente io stessa in questo periodo mi sono immersa nella mia vita sparendo alla vista, se non dei più cari, con cui ho mantenuto la stessa frequenza nel vederci e sentirci…
ma non mi dimentico le ultime telefonate fatte proprio dalla sottoscritta ai disertori.
telefonate in cui, seppur con moooolta cautela e circospezione, manifestavo una certa allegria riguardo una certa situazione ancora tutta da definire…
tutt’altro a che vedere con oggi: non dico neanche pronto, ma direttamente "la vita è bella e il mondo meraviglioso", risultando piuttosto molesta nei confronti del prossimo, lo so, me ne rendo conto… :-/
comunque, tornando al discorso principale…
mumble. mumble mumble.
forse qualcuno pensa che, poichè ho un ragazzo, non posso più ridere scherzare giocare divertirmi uscire invitare a cena andare a ballare abbracciare i miei amici?
bè, non andiamo tanto lontano, luigi me l’ha detto…
o forse si pensa che adesso non ho più tempo o voglia di sbattermi per altre persone? che mentre prima mi si chiamava e io correvo, adesso bisogna prima "verificare la mia disponibilità"?
e per qualcun altro, senza essere maliziosa, ma con senno, posso dire che è il mio non essere più libera ad aver fatto perdere interesse nella mia compagnia?
e a qualcun altro ancora, chissà cosa frulla in testa…
mi dispiace.
non per la loro assenza, perchè a questo punto non risultano così meritevoli della mia nostalgia; ma per averli ritenuti tali finora.
 
ma… non piacciono le persone felici? forse fanno paura… o invidia?
in ogni caso, qualunque sia la causa o la motivazione, mi atterrò alla golden rule: mai cercare, inseguire, convincere le persone.
d’altronde, io sono qui. conoscete l’indirizzo. il cellulare è acceso. sapete dove e come trovarmi.
attendo notizie.
entro la data di scadenza.

senza frizione

28 Nov
mentre studio i polimorfismi del dna. mentre rido e scherzo bevendo il tè con sara ed ele. mentre guardo la tv con minù accoccolata affianco. mentre cammino per strada.
dappertutto, ci sei tu.
 
nuova ossessione che brucia ogni silenzio
e ormai ci sono dentro…
 
quando mi sei accanto, potrei assistere alla fine del mondo senza fare una piega o muovere un sol muscolo.
quando non ci sei, sono inquieta. turbata. svuotata dalla tua mancanza.
un animale in gabbia che si guarda ossessivamente intorno alla ricerca di una via di fuga.
 
tutto si muove non riesco a stare fermo
sbandando ti cerco in tutti i canali
fuori visione dirotti il mio buonsenso
 
vorrei riuscire a concentrarmi davvero su ogni gesto e pensiero e movimento e discorso che faccio.
ma tu rimani lì, saldamente ancorato proprio sotto la superficie.
e mi rendo conto che non è una cosa sana, questa.
ma al tempo stesso… non è anche così incredibilmente e splendidamente………… bella?
 
fuori controllo e ormai mi pulsi dentro
sento il contagio di un’infezione
senza ragione disprezzo ogni argomento, ogni contatto, ogni connessione…
 
ooooohhhhh, aiuto! che mi succede?!
cosa è successo alla cara vecchia roberta, altera e fredda e cinica e controllata?
puff. dissolta nella nebbia.
è andata a far compagnia all’adorata hermione, in cerca di funghi…
 
non c’è più pace o consolazione
ti cerco perchè sei la mia distrazione
 

alla ricerca del puntino nero

27 Nov
mmmmm.
io non so stare tranquilla e serena.
forse perchè mai lo sono stata?
forse inconsciamente la ritengo una condizione per me impossibile da ottenere e/o da mantenere?
 
sto bene, benissimo, sia chiaro. io con me, io con luca, tutto più che bene. ma…….
è come se vedessi svariate cose e situazioni e persone per la prima volta.
come se provassi un senso di… inadeguatezza. non appartenenza. forse. non riesco a definirlo. ed è una sensazione così passeggera da sembrare eterea, effimera, non reale.
 
qualcosa probabilmente è davvero cambiato.
paura? gelosia? preoccupazione?
qualcosa c’è sempre stato, ma io non gli davo peso.
e quando, viceversa, ci sono tanti puntini neri ci si sofferma maggiormente su quei pochi bianchi, no…?
 
comunque… ma perchè penso così tanto?
non dovrei nemmeno farmi sfiorare da certe macchinazioni.
sono proprio fatta male.
 
complesso, tormentato e misterioso, tenebroso, passionale e estremista, possiede una lucidità istintiva che lo spinge a penetrare nei più profondi segreti dell’anima.
è acuto osservatore di tutto ciò che accade intorno a lui.
come un serpente muta la sua pelle, così lo Scorpione di sbarazza della propria e si presenta agli altri come una persona diversa.
è davvero incredibile la sua capacità di trasformarsi, di risorgere dalle ceneri anche dopo la più cocente sconfitta.
quando vuole qualcosa, è animato da uno slancio irrefrenabile: in quel momento niente esiste per lui, se non il desiderio e la volontà di ottenere ciò che ha in mente, costi quel che costi.
afferma la propria personalità senza troppo clamore, e si fida solo dell’istinto, che il più delle volte non lo tradisce mai.
tale comportamento può sbalordire o sconcertare chi gli vive accanto, ma egli non si preoccupa minimamente di quel che gli altri possano dire o pensare di lui, anzi, senza volerlo, emana un magnetismo che attira e seduce.
spesso non si accorge dei traumi che provoca il solo suo apparire; anzi, sovente accerchia tutte le manovre su quell’unica persona che pare non averlo notato e gli resiste.
nessuno può dire di conoscerlo a fondo, nè lui pretende di essere capito: esige solo amore sincero per vivere giorni paradisiaci e anche a condizione, qualche volta, di visitare le profondità dell’inferno.
coraggioso e combattivo, è pronto a tutto pur di pervenire ai suoi fini, e più gli ostacoli sono grandi e le situazioni difficili e pericolose, più si sente stimolato alla lotta, nella sicurezza che, alla fine, la vittoria sarà sua.
la sua sensibilità intuitiva gli permette di indovinare i più reconditi pensieri degli altri. può darsi che non sia cosciente di ciò o che sfrutti questa sua dote o che ne sia vittima, comunque è certo che possiede un sesto senso. forse tutto ciò è il risultato dell’intensità delle sue sensazioni, che percepiscono la realtà , la penetrano e ne colgono ogni particolare.
la sua volontà di rompere con le abitudini, di ricostruire tutto su basi nuove, di conoscere il volto nascosto delle cose, fa sì che la sua maturità debba passare attraverso una fase di distruzione, trasformazione e rigenerazione che provoca sconvolgimenti notevoli nella sua esistenza.
diventerà padrone di sè quando riuscirà a controllare i suoi istinti, le sue pulsioni e i suoi desideri.
tende a vivere in modo complicato, si crea problemi per poi risolverli. è presente in lui una vena autolesionista. è severo e addirittura crudele, soprattutto verso se stesso.
nelle amicizie è leale e generoso. eccentrico, guidato da spirito di contraddizione, è incapace di mentire e non dimentica i torti e le offese, non sa perdonare. non ammette sconfitte.
non è facile andare d’accordo con lui. pretende molto da sè, ma anche dagli altri.
molto sicuro di sè in apparenza, spesso nasconde un animo tormentato dall’incertezza e dalla diffidenza.
la sua vulnerabile sensibilità genera uno stato di continua tensione e di conflittualità di passioni opposte.
il carattere generalmente è impenetrabile, tuttavia è capace di sentimenti duraturi e spesso anche morbosi.
è pieno di fascino; la sua ironia può diventare sarcasmo tagliente. la sua vitalità è prorompente: vuole accanto persone che assecondino il suo entusiasmo e che partecipino alla sua energia.
avere nemici o incontrare opposizioni non lo disturbano affatto, anzi, gli servono da stimolo. egli dà di matto solo di fronte all’indifferenza.
la Donna del segno è affascinante, sensuale, spigliata e aggressiva. non è certo timida nè diplomatica e tende a vivere eccessi in ogni campo della vita.
a volte deve vedersela col proprio senso morale, ma la necessità di soddisfare i propri desideri è quasi sempre più forte.
nessuna considera altrettanto seriamente gli affetti, ma non bisogna ferire la sua dignità: anche se perdona, non dimentica!
ha un’indole davvero complicata: non mente, ma non fa mai niente contro la propria natura.
tende ad operare su diversi fronti contemporaneamente e questo va a detrimento della qualità delle cose che fa.
è inquieta e passionale, diffidente per natura; la sua emotività la rende vulnerabile e questo le impone di essere sempre sulla difensiva e di mostrarsi aggressiva.
in amore è ardente, sensuale, forte, ma anche autoritaria, e la sua capacità di amare è molto profonda, ma chiusa e quasi introversa.
in lei il coinvolgimento cerebrale, istintivo e fisico è tale che può spaventare chi dà all’amore un significato più leggero, idealista e romantico.
ma in fondo vuole solo lasciare un segno profondo e indelebile.
non è costante, ma sa amare con passione, trasporto, gelosia e tormento. quando il tormento non esiste, lo crea lei stessa. anche questo è rompere la monotonia, e lei non può accettare di vivere tra grigio e routine.
finchè esiste serenità, esiste lealtà e coraggio. ma se il rapporto muta, è pronta, senza remore, a cambiare strada e a fare ciò che le detta il cuore.

to me, you are perfect

25 Nov
tempo tiranno.
ore che passano come minuti.
non so quante ore potrei passare di seguito solo a fissarti dritto negli occhi. anche senza dire nulla.
e tutto quel che so è…
che non hai nulla da temere, perchè voglio star con te, solo con te, e non me ne vado da nessunissima parte.
perchè mai lasciarti, ora che ti ho finalmente trovato? sarei pazza, da legare!
le vocine nella mia testa mi dicono che no, non è il caso e no, non è il momento, ma non me ne frega nulla.
è irrazionale, lo so; prematuro, probabilmente; spaventoso…
dio solo sa quanta paura ho a esprimerlo. anche solo a pensarlo tra me e me.
ma… quando si paleserà uno solo dei tuoi difetti, già non sarà più tale, perchè lo amerò.
come ormai amo tutto di te. luca.

nebulose stagnanti

24 Nov
accondiscendente. accomodante.
molto spesso mi sono stati affibbiati tali aggettivi.
perchè effettivamente, tanto sono intransigente e volitiva allo stato normale delle cose (senza ledere così fortemente il rispetto e la libertà altrui, ovviamente), quanto divento mansueta e buona con le persone che amo.
e mi chiedo: in quale misura risulta un difetto?
quando esula dalla naturale tendenza a voler far stare gli altri meglio possibile e diventa un patologico annullamento dei propri bisogni in virtù della realizzazione delle necessità altrui?
questo l’ho chiaramente ereditato per linea diaginica. e il bello è che tuttora continuo a rimproverare certi comportamenti a mia madre così assurdamente altruistici! non so dove trovi la forza, non con certe persone, non dopo determinati eventi.
anche se, anche se…
si potrebbe parlare di matteo. ma quante ne ho sopportate?
potremmo parlare dei miei ex coinquilini.
potrei discorrere ore ed ore su una svariata serie di cosiddetti "amici".
nonostante tutto, non riesco a considerarlo completamente un difetto.
perchè sono felice, se posso e riesco a dare a qualcuno cui voglio bene tutto di me, se posso aiutarlo, stargli vicino, sostenerlo in qualunque modo.
senza nulla in cambio.
perchè so che ne ho accanto, di persone che apprezzano e mi amano e mai se ne approfitterebbero.
questo per le persone di sempre. collaudo già effettuato.
ma come porsi con persone nuove?
la regola d’oro vorrebbe che non ci si mostrasse mai troppo disponibili, troppo presenti, troppo trasparenti.
si rischia la fregatura. o alla meno peggio, la noia.
e mi domando ancora… perchè ci si annoia?
perchè ci si annoia delle cose tranquille, serene, stabili, collaudate, chiare?
perchè a volte si cerca imperiosamente il brivido, il rischio, l’incertezza?
capita di fermarsi, di tanto in tanto. e se si è fortunati, di trovare il proprio baricentro.
niente più giochi da equilibrista. niente più salti nel vuoto e abissi sotto di sè.
e allora come zittire una volta per tutte queste voci?
ah non so. forse è inevitabilmente proprio della mia natura, anche in un’immensa distesa di bianco luminoso, andare a ricercare quell’unico e minuscolo puntino nero.
 
ieri mi sono incantata non so per quanto, minuti, tanti minuti a guardare il tramonto.
ha assunto tinte troppo assurde per essere così reali.
potrei restar immobile con il naso all’insù a guardare albe e tramonti per ore, se solo durassero tanto. 
invece sono così sfuggenti, e ogni volta così diversi da se stessi.
mi fa uno strano effetto osservare il cielo e le sue variazioni.
perchè, checchè se ne possa dire, seppur scientificamente non valido, il cielo su bologna è diverso dal cielo sulla mia città.
e per quanto a bologna manchi qualcosa di fondamentale per me, il mare… solo qui mi sono resa conto di quanto il cielo a volte completi il mio essere. di quanto mi spinga alla riflessione e mi renda più facile, a volte, capire il mio stato d’animo.
o forse più semplicemente quando ancora vivevo a monopoli ero spensierata?
anche, forse.
 
mancano anche a me le nostre passeggiate alla pentima, sai?
il vento che scompiglia i capelli. il prepotente odore del mare. le onde che si infrangono contro le mura del castello.
mi mancano gli inseguimenti in macchina. mi mancano le nottate al porto, a mangiar patatine fritte affogate in ketchup e maionese, e ridere, ridere di tutto e di niente, fino a slogarci la mandibola.
mi manca casa.
3 mesi… ma non la sopportavo più.
bisogna fuggire per ritrovare.
 
ho freddo.

il suono ha ragione di ME

23 Nov
che emozione vedere cronache terrestri.
e pensare che in 3 delle date riprese…io c’ero!
ero lì a urlare saltare pogare ballare sudare cantare.
c’è anche la mia voce, in quel coro.
c’è il mio viso, da qualche parte, lì, in quel marasma di nasi bocche occhi.
 
se non ci fossero stati loro, l’anno scorso, che triste periodo sarebbe stato.
è stato ugualmente un anno di merda, però da aprile in poi c’erano loro, c’era il seguirli in giro per l’italia… che risate se ripenso a me che corro come una pazza per la stazione di bologna investendo tutto e tutti senza neanche voltarmi nè chiedere scusa, dopo essere scappata via dal lavoro senza permesso, tra l’altro…
c’era il conoscere tanta gente e far amicizia con persone troppo lontane da me per conoscerle se non sotto il palco, a scambiarci sigarette e bottiglie di alcolici, come facessimo tutti parte della stessa gran famiglia.
c’erano quegli schifosi che mi rovinavano la vita e c’era comprare il biglietto e sentirmi scoppiare il cuore, perchè sapevo che quel giorno anche il loro pensiero si sarebbe dissolto nell’aria e che per svariate ore avrei disconnesso la mente per lasciarmi guidare e muovere soltanto dal ritmo e dalla musica, per svariate ore solo io sarei esistita, io in quel microcosmo ovattato eppur rumorosissimo, accogliente e solitario seppur affollatissimo, io e la mia personale cascata interna di serotonina e dopamina a tutta birra.
c’era il ritorno a casa, con un senso di vuoto opprimente che trovava conforto solo nell’aprire il cassetto e vedere il biglietto della data seguente già pronto, ma anche con una grinta in più, una speranza più concreta e forte di essere in grado di cambiare le cose.
 
può una band produrre di questi effetti sulla psiche di una persona?
è assurdo, lo so, ma su di me hanno questo effetto allucinogeno/sedativo/eccitante, a seconda di come sto io stessa.
quasi sempre riesco a tradurre nelle loro parole i miei stati d’animo, i più disparati.
 
mi mancate, maledetti!
invece di rimixare il vecchio album perchè non vi date da fare per uno nuovo? eh?!
e invece di darvi ai progetti paralleli perchè non tornate sul palco? eheheheheheh?!?!?!?!?!?
 
per il resto, ormai si può dire che (e prendo in prestito loro parole) ormai sono completamente disarcionata dalla realtà.
ma sai che mi frega del caminetto…
 
e già che ci sono, dato che ho raggiunto limiti verbali tali da non trovare parole che possano incarnare quel che sento… mi sparo l’odore nei padiglioni auricolari.
 
 
sei il suono le parole di ogni certezza persa dentro il tuo odore
 
forse nel mondo non sapevamo stare così distanti ad aspettarci ancora
così prudenti così distanti
 
probabilmente lasciandomi cadere a peso morto al tuo cospetto
avrei sicuramente permesso la visuale sulle mie alienazioni sui miei tormenti sui miei frammenti
 
voglio che tu piano piano scivoli dentro me
ma voglio che tu nell’insinuarti sia incantevole
ma voglio che tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso tra la mia anima ed il suo riflesso
 
quanti graffi da accarezzare per tutti i cieli che possiamo tracciare