Archivio | gennaio, 2007

una menzogna tagliata a verbale, che assurda non trova dissenso

29 Gen
dire che sono piuttosto arrabbiata è a dir poco un eufemismo.
odio e disprezzo la burocrazia italiana e la cosiddetta giustizia.
dato che ho così pochi pensieri per la testa e così poche cose cui badare, perchè non aggiungercene altre? perchè non costringermi per la vostra incapacità e idiozia a fare giri assurdi per bologna, chiamate interminabili, gitarelle in paesucci contigui? a perdere pomeriggi interi, e soldi che non mi spettano?
non so se la gente sia più stupida o menefreghista. è un grosso dilemma.
"eravamo davvero curiosi di conoscere questa storia, sa? è alquanto intrigante…"
non so cosa mi abbia dissuasa dall’idea di rivoltare la scrivania, salirci sopra e strozzarlo.
e poi.
quante parole. parole vuote.
che me ne faccio se non ho un riscontro nei fatti?
anche se a volte i fatti incarnano i pensieri?
insomma, di cosa ci si può davvero fidare?
se non si tiene fede alla propria parola, se non si hanno riscontri oggettivi, se non bastano assicurazioni e conforto, su cosa si può fare affidamento?
ed è poi così giusto ricercare la costanza, quando tutto in questo mondo è mutevole e instabile?
soprattutto le persone.

e trovo difficile dirtelo

28 Gen
non sentire abbastanza. sentire.
non credo di riuscire a spiegarlo a parole.
un insano desiderio di fondersi completamente. di invadere i confini altrui e lasciar invadere i propri, di perdere l’individualità. mescolarsi.
e dire che qualcosa di simile è già successo. ma non c’è modo di viverlo in quanto tale. e questo è un altro discorso…
mi chiedo da cosa derivi. e mi chiedo perchè solo adesso per la prima volta, e perchè in questo momento!
mi sento profondamente scombussolata. per tutto ciò che è successo in questo mese. per le molte cose che ancora non riesco a osservare con la giusta prospettiva e dalla distanza più appropriata.
ma mi sento anche più stabile, anche solo rispetto alla settimana scorsa. e nonostante ci sia ancora molto da lavorare.
 
 
ho vergogna delle notti che hanno invaso il piacere,
vergogna di me stessa e paura,
che possa ancora ripetersi,
che io diventi acqua e che tu mi beva dal limbo della tua luce segreta
 
 
cioè, alda merini, ti adoro! meriti che spenda gli ultimi soldi del mensile nel tuo libro. e nello speciale di nana. ma soprattutto, in tre gerbere rosse e due tulipani gialli…

ERRATA CORRIGE

27 Gen
neanche minù riesce a riscaldarmi. cristo, fuori si gela. io d’ora in poi esco solo col piumino omino michelin, chi se ne frega dell’immagine.
e uno.
certo, ci son riuscita abbastanza bene anche da sola. era piuttosto facile. e questo è un altro fatto.
alcune idee si confermano, altre si denudano e scoprono la loro vera natura, seppur per un attimo.
c’era da aspettarselo.
al diavolo, sì che ho fatto bene.
e adesso sotto il piumino, non sarà solo il freddo fuori, nè un caso se sto tremando.

la quiete dopo la tempesta

26 Gen
negli ultimi giorni non mi sento molto motivata a scrivere.
mi rendo conto che ultimamente il mio blog era diventato primariamente una valvola di sfogo e dunque un contenitore di scleri, inquietudini, attacchi d’ira più o meno diretti, momenti di sconforto e buio totali.
certo, non avevo niente di particolarmente allegro e gioioso da raccontare, come avevo fatto nei mesi scorsi.
ma nell’ultima settimana, è cambiato qualcosa. forse una data. una sicurezza. l’ineluttabilità. certo, il peggio deve ancora venire. e questa tranquillità è meramente illusoria.
però c’è. c’è, e voglio godermela, fino in fondo, fino a quella data. in cui tutto forse crollerà nuovamente, ma intanto chi se ne frega.
intanto mi sento leggermente più serena, mi sento viva, sento che non è un peccato mortale se riesco a divertirmi e a gioire per piccole cose, materiali o meno.
e in fondo poi, non tutto è venuto per nuocere.
sono stata troppo dura, con una persona. ho ancora qualche riserva, ma dopo essersi salvata in corner, ci sta mettendo tanta buona volontà. questo glielo devo. e le devo un’altra chance.
con un’altra ancora, invece, abbiamo discusso, abbiamo pianto, non ci siamo proprio capiti, nè parlati davvero. forse per paura. sua. per incaponimento a restare nei ranghi, a tenerla fuori da questa storia. mio.
mi dispiace. ma fino a un certo punto. perchè forse ha fatto più bene che male. perchè dopo aver fatto dieci passi indietro, ne abbiamo fatti cinquanta avanti.
ma… posso ammetterlo? posso dirlo senza che chi mi è stato davvero vicino insorga?
è sulle mie gambe che mi sono rialzata.
però certamente senza il vostro appoggio sarebbe stato molto più difficoltoso e triste. perciò, grazie. di cuore.
in particolare ad una persona. e scusami per oggi pomeriggio se puoi! :-/

ode alla solitudine

25 Gen
io amo la solitudine. anelo alla solitudine. ci sguazzo come una rana in uno stagno melmoso.
certo, dipende dagli stati d’animo. a volte piace stare nella baraonda, in mezzo a tanta gente, a ridere, scherzare, fare la buffona. in compagnia.
e venerdì si preannuncia un megaseratone, con tanto di shorts, top e capello liscio, con buona grazia di annina.
spesso però, soprattutto ultimamente, voglio star sola. cerco di star sola.
il massimo sarebbe la casa completamente vuota: sai che bello vagare di qua e di là mezza nuda senza problemi (eccezion fatta per i muratori, sarebbe bene evitare di mostrar loro le mie grazie o presunte tali, dato che le impalcature giungono alle mie finestre…), musica o tv o quant’altro a tutto volume senza che nessuno bussi al muro per un semplice bisbiglio (o quasi, ehm…).
betta, tu sì che eri una splendida coinquilina. mitica, soprattutto perchè eri fuori dai maroni dal venerdì al lunedì. XD
ma poi. dell’inverno amo solo il freddo sul viso, i cappotti e le sciarpe colorate, la nanna sotto il piumone calderrimo. per il resto mi fa schifo.
odio pioggia vento neve; freddo/caldo-caldo/freddo entrando e uscendo da case negozi e quant’altro, ma soprattutto il freddo; di conseguenza, non si può pascolare come d’estate in giro nullafacendo, perciò che si fa? si va in qualche locale? si va in casa di qualcun altro? ma che due palle.
a meno che la compagnia non sia tremendamente attraente o il cibo incredibilmente gustoso, per quale motivo dovrei abbandonare la mia calda e confortevole casa, col mio lettino morbidino e tutto ciò di cui ho bisogno a portata di mano?
cioè, dai… non mi schiodo, a meno che la causa non sia davvero giusta. basto a me stessa. non è una cosa favolosa? c’è tanta gente che rincorre questa condizione per tutta la vita senza raggiungerla mai, perchè mai io dovrei vanificarla?
e poi, sinceramente.
normalmente, io non faccio la buffona: lo sono. e venerdì, ubriaca o meno, si balla. il problema non sussiste più di tanto.
mi chiedo, però, fin quando mi condizionerà. e la risposta non è così ovvia.
 

giungla nord, ancora

22 Gen
andare o restare? non so, sono piuttosto indecisa…
ognuna delle due ha i suoi pro e contro.
non sono al massimo della forma. quindi potrei restare e fare tutte le mie cose con calmina. compreso studiare, il che non sarebbe affatto male.
se resto però, corro il rischio di non trovare più quel che cerco. allora la domanda è: quanto lo voglio davvero, quanto lo desidero?
vero è anche che, nonostante io affermi da sempre il contrario, spesso e volentieri mi piace lasciar fare al fato, così comunque vada mi metto l’anima in pace dicendomi "era destino, evidentemente…".
sì, forse è pigrizia. o forse furbizia.
d’altronde, sento di dovermi coccolare per l’immeritata condizione in cui verso.
imparare a volersi più bene.
a volte credo di non aver ancora ben capito quale sia il bene e quale il male, almeno per me… e quale il bianco e quale il nero. difatti…
nebbie di qui…
sempre lo stesso identico effetto. a distanza di anni, a distanza da persone e situazioni.
 
 

giungla nord

21 Gen
nebbie di qui
ci avvolgono
come titoli di coda
su storie a lieto fine
vivere qui
insieme a te
nel freddo stringerti
negli anni stringerti