Archivio | febbraio, 2007

perchè la sincerità è per pochi

28 Feb
odio parlare a vanvera.
odio dire qualcosa e non essere ascoltata.
odio che mi si ripeta una cosa.
odio ripetere qualsiasi cosa.
odio i bis, di qualunque genere, di qualunque natura.
odio dover essere comprensiva.
odio non essere mai compresa.
odio che si giunga ad una conclusione prima ancora che finisca un discorso.
odio giungere subito ad una conclusione.
odio le cattive prime impressioni.
odio le pessime sensazioni. perchè in tutti e tre i casi, spesso e volentieri ci prendo.
odio che mi si chieda scusa giusto per darmi un contentino.
odio che esistano e respirino la mia stessa aria persone così stupide e ottuse da ritenersi sempre nel giusto e non chiedere mai scusa.
odio la faccia tosta di certa gente.
odio non avere la faccia tosta, a volte. sarebbe cosa buona e giusta mandare a fanculo un po’ di bella gente, di tanto in tanto.
odio la mia incapacità di andare fino in fondo alle cose. comunque, questo è un altro discorso.
ma adoro la pazienza che ho nel valutare le persone, perchè mi salva in situazioni di merda, mi premia di tanto in tanto, ma soprattutto mi permette sempre di osservare dalla seconda linea.
e di vedere un po’ tutto nella giusta prospettiva.
questo di me non cambierà mai.
e sono nervosa e incazzata, con tutti e con nessuno, con qualcuno in particolare.
sono profondamente delusa dall’immaturità e dall’irresponsabilità dilaganti.
sono incredibilmente incazzata dall’insolenza di certe parole.
ma sono anche paradossalmente divertita dalla penosità della cosa. al limite della noncuranza.
pertanto faccio un passo indietro. doveroso.
ristabiliamo ordine e equilibrio. perchè non ne vale la pena. non ne vale assolutamente la pena.
e credo che non ci possa essere niente di peggio.
se non raschiare il fondo, ma per quello non c’è più rimedio, ormai.
 
se solo potessi tornare indietro.
presterei più attenzione alle tue preziosi lezioni.
all’epoca non avevo abbastanza acume per capirne la sottigliezza.
anche se qualche seme lanciato qua e là ha dato i suoi frutti…
 
vedi, per esempio, vorrei avere la tua faccia tosta.
per dire qualcosa, non tutto, ma qualcosa.
giusto un attimino far capire a chi di dovere che la pacchia è finita.
invece no.
perchè sono invischiata in meccanismi più grandi di me.
tipo così. solo che lei pare gradire, a me non piace molto sguazzarci.

black shores and pure coffee

27 Feb
tutto è cominciato da faber est quisque fortunae suae, di Appio Claudio Cieco. mi ricordo alla perfezione perfino il trafiletto sul libro di letteratura. in effetti, era famoso solo per quella frase. e per la costruzione del primo acquedotto, se non erro. bè, neanche poco, povero Appio, quanta scarsa considerazione!
comunque.
non è che io non ci pensi. anzi, lo faccio continuamente.
sono convinta che chiunque faccia parte della nostra cerchia viva o ha vissuto almeno una volta momenti come questo. ritengo sia logico per noi, con la mole di studio con cui dobbiamo confrontarci.
io poi, francamente, in tutta onestà e coscienza, la forza di volontà di preparare un esame dopo l’altro, esami che richiedono pianificazione e precisa collocazione di tot pagine in tot giorno… non ce l’ho.
ci provo, non è che io non ci provi. ma sbotto dopo pochi giorni.
io non sono ordinata. non sono precisa. non riesco mai a rispettare un solo programma interamente. qui e lì devo variarlo dal piano originale, se no sclero.
questo non è uno sfogo, nè una giustificazione. nè voglio lamentarmi.
la mia non è stata soltanto una scelta istintiva, sull’onda della passione, ma anche ragionata e ben ponderata.
non si discute sul fatto che io ci sia ancora dentro.
il problema è che il dentro è sempre così incredibilmente diverso da come si pensa che sia, basandosi sul fuori.
ma questo mi consola, perchè vale anche al contrario.
e soprattutto gongolo perchè probabilmente per vie intricate come mio solito, ma ce la farò, e poco importa come, anzi: è fondamentale, perchè certamente non avrò nulla a che spartire con le pecore. perchè l’ipocrisia regna sovrana…
ma non mi interessa, non mi interessa se a lezione mi piace stare solo vicino a quelle 6-7 persone e basta, non mi interessa se per strada faccio brutti incontri.
tanto, presto o tardi torno sempre nell’unico posto che posso chiamare mio.
accanto a persone vere, con cui provo emozioni vere.
e starti accanto di notte nel letto e ascoltare il tuo respiro mentre scivoli nel sonno accompagnandotici per mano… è sì un’emozione unica.
perchè quando tutto è perfetto, anche ciò che a prima vista può sembrare così da poco può riuscire a renderti incredibilmente felice.
e se sembra ancora poco, ci aggiungo le ore a dire niente con ale. la slogatura della mascella sempre in agguato a casa di manu e leo. gabri, la mia nana osaki in carne e ossa. non ultima, mia cugina ufficialmente, gemella separata alla nascita ufficiosamente, in virtù dei poteri psichionici che esercitiamo l’una sull’altra.
…e finisco qui, perchè a me amelie poulain fa un baffo, riesco a entusiasmarmi per cose ben più stupide ed insignificanti delle sue…

close your eyes

24 Feb
questo blog viene aggiornato un po’ troppo spesso ultimamente; d’altronde, la sua proprietaria è ai limiti dell’infermità mentale, pertanto mi sembra giusto.
vorrei potermi spaparanzare comodamente sul mio letto, invece no, perchè minù ha deciso che se la schiodi dalla sua posizione centrale ti strappa un occhio. tipo ieri sera, che ho dovuto farmi 3 ore in posizioni assurde, al freddo, perchè la signora non voleva star sotto le coperte, in quanto si riscaldava abbastanza sulla mia pancia. oppure con la testa sul collo, col risultato che ho visto per tutto nip/tuck solo una montagna di pelo. grazie, minù.
è ricominciato il mio periodo di sogni assurdi.
stanotte ho sognato che vivevo in una casa enorme, stile telefilm americano, con parenti annessi: genitori, fratelli, sorelle, cognati, nipoti, zii, cugini e nonni. uno zoo, in pratica.
mio padre era giovane e bellissimo, vestito di tutto punto, in smoking; mia madre non si discostava molto dalla realtà, ma sorvoliamo; c’erano un enorme e vecchiotto gatto grigio dagli occhi verdi e un gattino più vispo completamente nero che correva qua e là come un razzo; mia zia -la mitica lucia ovviamente, chi altri?- era acquattata sotto un tavolino e quando passavo bisbigliava qualcosa di incomprensibile perchè mi abbassassi in modo da dirmi cose ancora più assurde.
sull’ultima mi sono svegliata alquanto interdetta.
mi chiedo: ma i sogni sono davvero manifestazioni dell’inconscio? rappresentano davvero le nostre volontà, i nostri desideri più profondi e segreti?
oppure non bisogna mangiare pesante a cena ed è cosa buona e giusta impasticcarsi di melatonina e valeriana? è come ha detto a christian la sua psicanalista , "non è che poichè l’uomo sogna di volare, vuol dire che possa farlo sul serio."?
nel primo caso, c’è una chiave di lettura di troppo nel mio sogno, che non mi garba per nulla.
ma in ogni caso, direi che se voglio ancora far psichiatria, è bene ne trovi una brava per analizzare me, prima.
si vede che stamattina avevo un umore leggermente migliore rispetto a iei sera? ecco. avevo.
poi una telefonata ha rovinato tutto.
chiunque debba parlarmi lo faccia entro le 16, perchè dopo mi aspettano 3 ore da neuro. perchè tutti i compiti ingrati sempre a me? perchè non riesco a mentire quando sarebbe davvero opportuno? perchè i miei genitori mi hanno educata a essere così incredibilmente onesta verso il prossimo? la psicanalisi risolverebbe questo conflitto? o è meglio l’ipnosi? :,(

ora lo so, non mi sento bene da un po’

24 Feb
sono stanca, insoddisfatta e infastidita.
serata medica triste, troppo triste.
16 marzo troppo, troppo lontano.
ho paura. ma sono diffidente, anche questo in maniera eccessiva, non mi va di raffazzonare un bel niente. non in quest’ambito così delicato, a maggior ragione.
e quindi mi smangiucchio le unghie. che rabbia.
meglio che fumare.
ma sono nervosa, adirata, e sì, ancora insoddisfatta.
di troppe cose.
delle amicizie che perdono smalto, e senso.
delle cose che voglio ma non chiedo e quindi non ottengo.
delle cose che voglio ma non riesco a ottenere per colpa esclusivamente mia.
delle situazioni in cui mi ritrovo perchè non so dire no.
e non ho assolutamente voglia di fare domani quel che ho promesso avrei fatto.
lo farò, perchè non ho nessuna valida scusa con cui evitarlo.
ma sono offesa.
perciò credo che la mia partecipazione inizierà e finirà domani.
e il 16 marzo… in fondo spero che sia lontano come sembri. che rimanga tale.
perchè ultimamente il tempo scorre troppo velocemente, mentre io ho un bisogno disperato che si dilati il più possibile.
 
ho l’irrefrenabile impulso di cancellare tutto e andare a dormire.
andrò a dormire e basta.

livido liquido

23 Feb
perchè continuo a nutrirmi di cose che fanno male.
e sono alquanto preoccupata per la mia salute.
vorrei capire da me cosa è collegato a cosa, se a è dovuto a b o è causa di c e se d è effetto di a, b o c.
forse dovrei andare da uno già laureato in medicina e buonanotte.
continuare a rimandare non dissolverà il problema.
che intanto si fa strada anche di notte.
persone improbabili nel ruolo di chirurghi.
grandi luci bianche abbaglianti.
verde tutt’intorno, a perdita d’occhio, ovunque ci si volti.
freddo dentro e brividi fuori.
e tanta, tantissima angoscia.
poi, il vuoto.
in realtà non ho neanche bisogno di chiudere gli occhi. è qui.

ciò di cui mi nutro mi uccide

22 Feb
per quanto la sintassi originale fosse diversa.
mi sta montando dentro una certa rabbia.
odio, odio, odio quando le mie aspettative vengono deluse.
del resto, non dico mai cosa desidero, perchè nella mia testolina tutti hanno il mio stesso modo di vedere le cose, pertanto dovrebbero capire da sè come ci si comporta senza che sia io a chiederlo.
quindi quelle poche, pochissime volte che accade quel che spero, rimango stupefatta e basita.
ma è inutile dire che, ovviamente, la maggior parte delle volte non va affatto così.
questo è uno di quei momenti.
forse potrei azzardarmi a chiedere. per una volta, potrei dire cosa voglio. sarebbe sano, e eviterebbe inutili conflitti. interiori, perchè tali rimangono.
ma conosco già la risposta. fin troppo bene.
e d’altronde, anche se nutrissi il minimo dubbio sull’esito della richiesta, non ne ho il diritto.
perchè se ragiono con più lucidità, se lascio che la razionalità si riappropri pian piano di me cacciando l’ira… io non lo tollererei. e tanto basta.
però almeno per dieci minuti, pretendo di essere incazzata. di questo ho il diritto.
tanto poi passa. esistono svariati modi per sfogarsi.
ho imparato l’autocontrollo, finalmente. ora sotto col prossimo obiettivo della lista.

Onde Quadre

20 Feb
titolo perfetto.
non solo perchè reale continuazione dei titoli precedenti, ma anche perchè si presta come squisita astrazione semantica, come direbbe l’esimio prof.
comunque.
sono rimasta piacevolmente sorpresa e colpita dall’interesse che queste due ore hanno suscitato in me sulla cardiologia. anzi, sono a dir poco stupefatta!
certo, la mia intolleranza per la cardiologia era dovuta a faccende, come dire, di cuore ma di ben altro genere… e tra le altre cose ho anche saltato accuratamente ogni lezione, col risultato che ho faticato a seguire, inizialmente… senza contare che dovrò farmi un culo immenso per l’esame.
vabè, ormai è andata.
unico pacco: in piccionaia non vedevo un emerito e se mi avesse abbagliata col laser figurati se sarei riuscita a contare le righine dei tracciati. ma perlomeno il rischio relativo era ridotto…
avevi ragione, è estremamente affascinante la tua materia, ma certo non verrò mai a dirtelo. voi cardiologi siete già fin troppo presuntuosi e arroganti.
poi, chi cacchio avrei potuto incontrare alla coop? nella stessa corsia, per giunta…  mi pare logico, no? ieri il fratello, oggi la sorella. wow!
mi prenderei a schiaffi perchè quando non so che dire, nella mia mente balenano giusto le uniche cose che non dovrei dire, e puntualmente la mia bocca ripete quelle cagate immonde.
"allora, come sta daniele?"… machissenefrega, se lui è così cafone da non salutarmi nemmeno che colpa ne ho io?!
e le ho pure dato l’occasione per dirle quanto lui stia bene adesso senza di me! ma buon per lui, ci mancherebbe altro!!!
comunque, quel che mi premeva era parlare del mio entusiasmo post-ecocardiografia.
adesso vado a imbasticcarmi berghè sdo droppo male.
e amore, tu vedi di non farmi i cornini alla festa!
se no ti faccio venire un blocco di branca. sinistra, che è peggio.
 
per i più deboli di stomaco, è vivamente sconsigliata la visione sottostante… non voglio responsabilità.