Archivio | aprile, 2007

è ciò che può capitarti quando rimani a guardarti allineando risvegli dentro albe meccaniche:

29 Apr
c’è una grossa ed evidente lacuna.
in mezzo ai capricci e ai grandi gesti, rimane un posto vuoto.
una mancanza, notata da tempo, confermata solo oggi.
e dire che si sa, si sa bene che ho l’abitudine di mettere alla prova le persone, più e più volte.
e dire, soprattutto, che stavolta non era neanche un trucchetto dei miei.
è una dolorosa verità, quella confessata, a nessun altro prima.
come niente fosse.
ho bisogno di una boccata d’aria fresca.

potevo, volevo, dovevo.

25 Apr
le infusioni notturne di sex and the city fanno tutt’altro che bene.
fino a che punto arrivare a compromessi diventa pericoloso?
fino a che punto è giusto compromettere se stessi e i propri bisogni? prima di scoppiare e vomitare tutto fuori?
e non parlo di rapporti amorosi. certo, normalmente è un campo minato, a questo proposito, ma non per quanto mi riguarda.
per quanto ci riguarda, non c’è poi molto su cui venirci incontro, quel che piace a entrambi lo facciamo insieme, altrimenti mi guardo grey’s anatomy in solitudine ed evito di portarlo al cinema a vedere saturno contro. ammetto che ci ho provato, ma non ho insistito poi tanto, su!
dall’altra parte, c’è sempre il gesto molto carino di tentare di coinvolgermi ma, sai, rimango con piacere a casa a studiare anzichè andare a vedermi spiderman 3… il che è tutto dire.
e le nostre non sono nient’altro che scaramucce, che terminano inevitabilmente in discussioni su chi dei due sia un angelo o chi meriti di più l’altro.
sì, lo so, è "di una tenerezza impressionante", ma a volte ho la necessità di scriverlo in modo da poter leggere quanto sia tutto meravigliosamente sereno. e rendermi conto che, nonostante le mie nefaste vecchie convinzioni, questo non lo rende assolutamente noioso. mai.
comunque, sto divagando.
il mio discorso iniziale è riferito fondamentalmente alle amicizie.
riflettevo sulla distanza sempre maggiore che si sta venendo a formare in alcune delle mie relazioni affettive.
in qualche caso si tratta di una vera e propria frattura, ahimè, insanabile, temo. anzi, non lo temo affatto, guardo nell’abisso che si è creato con distacco, con aria pressocchè annoiata.
in altri casi, mi spiace constatare che, evidentemente, non ci sono mai stati i presupposti per una vera e sana amicizia.
con qualcun altro ancora, diciamo che a volte capita che ci siano collisioni, generalmente camminiamo parallelamente, ma, soprattutto ora come ora, le nostre esigenze sono diverse. l’importante è comprenderlo, capire che è normale e che va bene così.
perciò voglio parlare a cuore aperto.
certamente non posso andar a genio a tutti. nè sono una persona, un’amica perfetta.
io non amo le relazioni morbose, non credo che essere grandi amiche dipenda dalla quantità di tempo trascorsa insieme, non me la prendo se ci si dimentica della data di un esame o che so io; nella remota eventualità che ci rimanga male, me la tengo e me la faccio passare, o al massimo ne parlo senza farlo pesare, perchè ognuno ha la sua vita, più o meno zeppa di impegni, ma mai più facile o difficile di chiunque altro. indi per cui non tollero chi sopravvaluta le proprie difficoltà e sottovaluta quelle altrui.
difficilmente ti chiederò di parlarmi dei tuoi guai: se sono scoglionata, io preferisco rintanarmi nel mio guscio; non do per scontato che lo voglia anche tu, ma aspetterò che sia tu a venire da me, se hai bisogno io ci sono, ma per principio non inseguo mai nessuno.
tanto sono disordinata e poco attenta alle mie cose, quanto sono rispettosa delle cose altrui. materiali e non. nonostante la mia volubilità, la mia parola è una soltanto.
però però però. sono parecchio nevrotica e anche molto ansiosa.
odio dover ripetere le cose. tanto più se la cosa in questione è una cagata nei miei confronti che ho già avuto modo di farti notare.
e qui mi verrebbe in mente brad pitt, ma è un’altra storia…
non mi comporto così per essere ripagata della stessa moneta. se dico che ti voglio bene, te ne voglio davvero e quel che faccio per te, lo faccio spontaneamente.
e lo stesso dovrebbe valere dall’altra parte, non tentare di farmi sentire in dovere di fare qualcosa, a maggior ragione ti ignorerò.
sono diffidente per natura, con me si gioca perdendo punti, non acquistandone. e una volta terminato il budget, non c’è modo di riacquisire punteggio.
non so perchè stavolta me la sono presa così tanto. non so neppure perchè ci ho rimuginato così a lungo.
ma so che è con me che ce l’avevo, perchè sono io a dare il potere e la possibilità a voi di ferirmi.
perciò senz’offesa. amici come prima.
ma a una distanza di sicurezza maggiore.
se devo rodermi il fegato per quacosa, che sia per qualcosa che riguarda strettamente me, solo me.
"i computer si rompono, la gente muore, le relazioni finiscono: la cosa migliore da fare è prendere fiato e riavviare".

quo usque tandem abutere patientia mea?

24 Apr
riflettendoci attentamente, do ut des non è la miglior regola applicabile alla mia vita.
do ut des implica che che io debba dare qualcosa per ricevere altro in cambio.
beh, io sono arcistufa, anche solo di farmi pugnette mentali e di perdere tempo a pensare alle reazioni degli altri.
solitamente, io agisco per come mi sento di fare, non perchè moralmente devo qualcosa a qualcuno, ancor meno perchè voglio qualcosa in cambio.
e difficilmente chiedo qualcosa, tendo a volermela cavare sempre da me, perchè molto stupidamente penso che se chiedessi un favore, verrei aiutata, semplicemente perchè io dico no solo se davvero mi è impossibile, anche se va contro i miei bisogni. perciò, davvero ingenuamente evito a priori di arrecare disturbo al prossimo.
ma questa, purtroppo, non è la normalità.
dato che non viene messa in atto l’onestà tanto professata e ululata ai quattro venti in maniera assolutamente incongrua e incoerente, comunque mi parrebbe perlomeno rispettoso chinare la testa e chiedere scusa.
non sopporto chi si crede al centro del mondo. guarda che non sei solo tu ad avere impegni su impegni. non è che gli altri cazzeggino 24 ore su 24, sai.
e le solite scuse mi hanno davvero scocciata.
ma tanto si sa, roberta è buona, non alza mai la voce.
sì, infatti è così che andrà: non un solo verbo proferirà la mia bocca (e tanto di cappello!).
ma i miei gesti – anzi, i miei non-gesti, perchè adesso basta – saranno cattivi anche per me.
sì, adesso basta andar incontro agli altri, oltre al danno subisci anche la beffa. e questo è il colmo, per quanto mi riguarda.
incasso bene i colpi. ma io mica ho perso la mia dignità, eh…

and I find it kinda funny, I find it kinda sad

23 Apr
perchè tutti mi danno della sarda?
come si fa a scambiare per sarda… una barese?! mah!!
buonissima la pita accompagnata da una birra gelata generosamente offerta da lela – pita= una sorta di piadina, la stessa che senza successo tentava di farci costruire martina; invece no, noi abbiamo mangiato tutti gli ingredienti separati o mescolati nei modi più svariati – mentre i goliardi in piazza verdi cantavano di qualcosa infilato nel… ehm, sedere…
andavo nel panico quando al mi guardava interrogativo perchè traducessi i miei discorsi, ma nel complesso, tra il mezzo italiano suo e un quarto di inglese scolare mio, ci siamo capiti.
è un peccato vedersi così poco spesso.
è un peccato aspettare.
fortunatamente, qualcosa che si può risolvere, evviva il buonsenso.
qualcos’altro invece no.
cosa fare, a questo punto?
ben poco, se non ovviare con maniere radicali.
prima di tutto, riappropriazione. giusto per ristabilire i ranghi.
seconda cosa, che io sia dannata se ignoro ancora una volta i miei presentimenti! e quel che è peggio, i miei bisogni. maledetta, maledetta, maledetta stupida!
la gente è egoista. non credi sia il caso di diventarlo finalmente anche tu?

se ti accontenti godi… così così…

22 Apr
una splendida serata nella bellissima casa di martina mangiando squisitezze greche create proprio dalle sue manine.
come al solito, proprio quando serve, nessuno si è ricordato di portare una sola macchina fotografica, perciò nessuna foto può testimoniare gli sforzi estetici e culinari della nostra anfitriona.
nè neo, il miciccio più morbido e ciotto che abbia mai visto. completamente nero, con due occhi gialli enormi. amore a prima vista…
ho subito l’interrogatorio di david – da cui lo distraevo cantando edith piaf – , il benvenuta nel club di marco e conversato amabilmente dei verdena con antonio, il cui supporto è stato fondamentale per tirare giù dall’altalena anna e ale: "roberta, vien qui a sederti sulla panchina, prima o poi si stancheranno…" ehm, sì…
anche ieri sera mi sono divertita molto. soprattutto, mi sono sentita accettata.
mentre ultimamente mi sentivo addosso un senso di non appartenenza a cose, persone, luoghi, scelte.
mi rendo conto del problema. è ben focalizzato, so cos’è e come va estirpato. "sulle mie mani…"
ma mi chiedo cosa sia veramente giusto. fino a che punto.
e mentre rivedo al rallentatore scene di questa serata un po’ strana, il mio pensiero vola a domattina.
quale migliore conclusione a questo weekend se non trascorrere l’intera giornata con te?
caleranno. prima o poi caleranno, questi maledetti alti livelli di dopamina.

Nobile il mio stare in scena

19 Apr
"voi sarete liberi in verità non quando i vostri giorni saranno privi di affanni e le vostre notti senza un bisogno o un dolore, ma piuttosto quando queste cose vi cingeranno la vita come una cintura e ciononostante vi eleverete al di sopra di esse nudi e sciolti".
lui la fa facile, certo se lo chiamano il profeta si può intuire il perchè!
ma io no, io sono fatta di carne, mica di pietra, non porgo l’altra guancia perchè sono completamente agnostica, nè conosco la fine arte dell’imperturbabilità.
è piuttosto frustrante starsene in platea ad osservare nel mutismo tali patetici spettacoli.
cieca non sono, vedo fin troppo bene e fin troppo avanti, nè sorda, sento bene, sento tutto, persino quello che non viene modulato a voce.
ah, se potessi parlare! certo non rose e fiorellini uscirebbero dalla mia bocca, ma la cruda realtà dei fatti, che in tanti si ostinano a non voler guardare!
chi è un caso clinico di per sè, chi ha perso neuroni con pratiche mediche fatte molto poco bene, chi è rimasto fermo a quindici anni.
tutti accomunati dal mio desiderio insano di sbattere la loro testolina vuota contro il muro.
bè, vi dirò: non spreco il mio fiato per voi, così prezioso, nè vi faccio dono della mia sincerità e della mia lealtà.
non voglio più sprecare le mie energie.
e per quanto riguarda l’indifferenza… ci sto lavorando.
abbiate fede.

kai men

16 Apr
non importa che io sia un’alta marea.
importante è che ci sia sempre un castello di sabbia su cui abbattersi, per poi ritirarmi, ancora, placida.
e di nuovo, avanzare cancellando tutto ciò che incontro sul mio cammino, parole, orme.
non importa, fintanto che ci sarà la luna a dirigermi e vegliarmi, da lassù.
e in verità, vi dico che non ho paura.
se non quella di non riuscire più a dormire da sola, dopo quattro notti abbracciati stretti, pelle contro pelle, respiro nel tuo respiro.
 
non ho bisogno di nient’altro.