Archivio | maggio, 2007

eccola qui!

31 Mag
ma ciao, nipotina!!!

Deterioration of the Fight or Fly Response

31 Mag
il padiglione numero quindici si presta molto bene a giocare a nascondino: appena intravediamo il prof, tutti e dieci come siamo, specializzanda compresa, prendiamo strade diverse purchè non incrocino la sua.
mattinata tranquilla, test di laboratorio e lezione. e io che ho studiato nei minimi particolari fino all’1 la bronchiolite asmatiforme del mio paziente. : /
certo, non vivrei in un alveolo, ma devo ammettere che mi sono ricreduta sui polmoni.
quant’è vero, l’approccio è tutto.
a casa, troviamo anna raggiante: tavola imbandita di tutto punto, sorriso larghissimo sulla faccia…
come ci si poteva opporre all’apertura del prosecco?
risultato: alle 15 eravamo ancora a tavola facendoci foto… parziali, mangiando… oscenità, sognando un viaggio che per me, purtroppo, ha i contorni di un sogno.
segnaliamo: "anna, credimi, ti sto dicendo la verità! cioè, sono ubriaca, è ovvio che stia dicendo la verità!".
alle 16 eravamo sul terrazzo a cercare di evitare di precipitare al suolo nel tentativo di mettere meglio a fuoco san luca dal bordo del parapetto.
alle 16.30 finalmente mi sono ricordata di avere un apparecchio portatile che trasmette attraverso l’etere la voce, permettendo a persone lontane nello spazio di comunicare in tempo reale: un cellulare, in parole povere.
così, mi rendo conto che alla 7.25 di questa mattina si erano rotte le acque ad isa, pertanto da svariate ore ero già diventata zia della piccola ma riccissima (ma va’???) sabrina. prossimamente su questo schermo. waaaaaaaaaaahhhh! >o<
e poi?
poi, piccole perle musicali sconosciute. elucubrazioni varie su questa settimana. tanto, troppo densa.
sono stanca, non so come cacchio sto scrivendo, non controllerò, devo finire di ripetere.
ma poco importa, a breve questo spazio sarà a disposizione esclusivamente di pochi intimi, perciò chissene di cosa come o perchè scrivo.
adesso mi sono davvero stancata di permettere a persone che:
a) dovrebbero guardarsi attentamente allo specchio;
b) dovrebbero rivolgersi a uno bravo, ma bravo sul serio, per farsi asportare la porzione di cervello in gangrena;
c) non dovrebbero assolutamente fiatare, perchè il posto migliore per la loro intera testa sarebbe sotto la sabbia, se non in un altro contesto più umido e ben poco profumato;
di emettere giudizi sulla mia vita, sindacando su questioni di cui non dovrebbero neanche interessarsi di striscio.
e mi scusino siori per la suddetta costruzione grammaticale ben poco ortodossa.

in questa notte c’è un suono che non sento.

29 Mag
e non parlo del soffio bronchiale.
vorrei un bisturi in mano, in questo momento.
per riaffermare la mia identità e la mia posizione.
e, già che ci sono, cavarmi da dentro qualcosa di inutile.
 
ah comunque, giusto per inciso, certe persone non hanno di meglio da fare? patetiche!
io che ci posso fare se sono casi clinici degni del franzoni!
certo. devo imparare la lezione.

Sezioni di un Attimo.

28 Mag
appena ho aperto gli occhi pensavo fosse stato solo un brutto sogno.
ma al minimo movimento mi sono riscoperta dolorante in ogni distretto del corpo.
perciò ho mandato al diavolo i polmoni e ho trascorso un’altra ora distesa "posizione bara" coccolando minù.
tanto, come un saggio mi ha detto, "peggio di sabato notte non può essere".
in effetti.
oggi mi sono solo beccata battute cattive e domande bastarde, sabato notte ho rischiato che la posizione bara divenisse l’ultima assunta.
dopo aver atteso tutti insieme la mezzanotte del tuo compleanno, abbiamo rifiutato ulteriori brindisi da paolo, perchè dovevi guidare fino a bologna. perchè io preferivo così, dovevo studiare il giorno dopo.
un minuto in più, un minuto in meno. un metro più avanti, un metro più dietro.
tonnellate di se e di ma. che non cambiano i fatti.
non cambiano il fatto che, mentre giocavo a darti indizi sul mio regalo tirando le somme della serata, è stato un attimo comprendere che quell’auto rossa – rossa, come quella che mi ha investito qualche anno fa – non avrebbe frenato per darci la precedenza.
comprendere che una sciocca ragazzina neopatentata e ottenebrata da chissà quale neurolettico si stava schiantando su di noi, facendoci finire fuori strada, a pochi metri dalla chiusa di un fiume.
salvati da una palizzata che è lì da una settimana. una settimana. altrimenti, saremmo "annegati come gattini".
mi faceva più ridere dirlo fino a ieri mattina; adesso che ho razionalizzato davvero la cosa me ne vado in iperventilazione.
non ho voglia di grandi considerazioni filosofiche, per una volta: il mio povero luca sembra angelina jolie, ma tutto è al suo posto; io ho ematomi e ammaccature varie sparse per il corpo, ma sono viva, e tanto basta.
e sono piena di rabbia, dentro.
altro che chiederle come stesse. personalmente, se ci avessero lasciate sole nella stanza d’accoglienza del sant’anna, l’avrei tirata giù dal lettino per i capelli e le sarei saltata sopra fino a farle sputare sangue.
pochi fronzoli, non me ne può fregare un cazzo.
se sei così incosciente da guidare in un certo stato, con certe scarpe, per strade che non conosci, schiantati pure dove ti pare, ma da sola, possibilmente.
che altro dire?
non so, una volta tanto non ho molte parole, ma ho solo tanta ansia di agire, di vivere. fino in fondo, senza rimpianti, ma soprattutto senza sensi di colpa.
la vita è tanto, troppo fragile.

destini (paralleli) pronti a perdersi?

26 Mag
lo so. spesso e volentieri farebbe comodo pensare "è destino, doveva andare così".
ci si mette il cuore in pace e si va avanti per la propria strada, incolpando il fato che non ha reso possibile questo o quest’altro.
bè, è un’enorme cazzata.
sono fermamente convinta che sia tutto nelle nostre mani. che tutto sia reso possibile o meno dalla nostra volontà, dalle nostre scelte.
credo però nei momenti. e nelle persone.
a volte non coincidono. per fortuna, purtroppo, chissà.
dipende da quale prospettiva la si vede. dal lato in cui ci si trova.
la domanda fondamentale da porsi a questo punto è: meglio vivere di rimpianti o di rimorsi?
sono sempre stata per la seconda. ma.
mi sento profondamente triste e malinconica, e non so il perchè.
forse è la sindrome premestruale, forse gli effetti collaterali, forse l’aver letto le avvertenze del foglietto illustrativo e averle fatte mie, punto.
in ogni caso, spero passi presto.
se c’è una cosa che so, e so bene, è che non posso più perdere tempo a filosofeggiare.
devo pensare solo a quest’esame, ai tirocini, al mio agosto in reparto, al prossimo esame, a quello dopo, all’altro ancora e così via.
questa sarà la mia unica priorità.

com’è andato il viaggio di una vita lì con te?

25 Mag
questo non è un post profondo. di per sè.
ma voglio imprimermi nella memoria questa giornata.
è stato come fare uno di quei viaggi di formazione. con una amica.
ti chiamo stasera "solo due minuti, ho poco credito!" e diventano quindici… ma com’è possibile che ne abbiamo sempre da dirci noi?!
anche dopo aver passato insieme ore, dalle 11 alle 19.
girando tutta bologna. a piedi.
ogni tanto ci vuole proprio una giornata di shopping selvaggio. 😀
questo post è solo per dire: ti voglio tanto bene, ale.
e ora, a prepararmi. sì, la vita mi aspetta, è così.
anche se a stomaco chiuso.
ma quello può dipendere dall’aver fatto uno dei nostri soliti pranzoni… alle 17, però.
anche le indigestioni passano, se può consolare.
è ben altro, ciò che rimane.
quale schiena avrai fissato, oggi?
la secrezione di catecolamine è cessata: il pericolo è passato.

se questa vita finisce qua, un’altra vita presto comincerà.

24 Mag
ci sarebbero tante cose da dire, di cui parlare.
tante riflessioni da fare, tante, troppe elucubrazioni.
ma il tempo delle parole è finito.
scelgo di lasciar dormire questa me stessa.
in medicina, lo stato d’animo tale per cui un soggetto secerne catecolamine – in definitiva, adrenalina, noradrenalina, dopamina, e ho detto tutto, credo – provoca la cosiddetta rezione fight or fly: resta e combatti, oppure fuggi.
io scelgo di fuggire. a gambe levate.
di lasciar andare le cose da sè, io non agirò, me ne tiro fuori.
perchè è ora di concentrarsi su ciò che vale davvero.
che poi io stia dando per scontato che altre cose non lo siano e non lo possano essere, lo so.
non è che io abbia paura di un errore di valutazione.
io ho paura di dare valutazioni, è ben diverso.
"mi scusi sa, dobbiam pur imparare…" e dopo essere finalmente riuscita ad auscultare chiarissimamente uno sdoppiamento del secondo tono, me ne stavo andando. poi, una mano sul mio braccio.
"signorina… mi dica… me lo dica, per favore… tutto questo finirà, un giorno? questo battito, questo cuore che galoppa furiosamente… rallenterà, un giorno?"
le augurerei che sì, finisca. ma la verità è che deve imparare a conviverci. questo avrei dovuto dirgli. invece gli ho detto soltanto:
"non sono la persona giusta per parlare di cuore e affini, mi creda…".
e con cardiologia ho concluso così.
Heart Sound Time finished.
 
oggi il suo futuro anteriore trasmette solo prospettive allarmanti
e in casa lo rinchiuderà
sintonizzato su ossessioni imperanti
oggi il suo diagramma del cuore è schermo piatto e nebulose stagnanti
forse è così che resterà
o forse sta per decollare e inventarsi
una nuova ossessione