Archivio | giugno, 2007

dreams are made winding through my head

30 Giu
ho sognato angelo, stanotte.
il mio pigmalione, per certi versi.
mi ha conosciuta meglio di qualunque altro individuo di sesso maschile. nel pochissimo tempo che abbiamo avuto a disposizione.
non mi ha mai toccata, neanche con un dito – nonostante i miti cittadini raccontino ben altro -, eppure lui, come nessun altro, è penetrato nella mia anima.
plasmandola per quel che gli è stato possibile. laddove non ci è riuscito, ha gettato semi, perchè germogliassero col tempo, nell’oscurità.
chissà se la prossima volta che lo incontro riesco a regalargli un sorriso, anzichè incrociare il suo sguardo e abbassare gli occhi.
 
sempre che non ci sia il solito codazzo di leccaculo.
devo dire la verità: odio le solite frasette superficiali che la maggior parte dei miei concittadini si sente in dovere di rivolgermi.
non sono più quella che ero e non mi interessa cosa state facendo delle vostre vite, altrimenti manterrei i contatti.
ma se è un sorriso di plastica che cercate, vi accontenterò.

silence my voice, I’ve got no choice

29 Giu
ho trovato una relativa pace, lamento solo la perdita dell’innocenza.
mi manca l’idealismo della gioventù, del tempo in cui esisteva ancora per me una chiara linea divisoria tra il bene e il male e credevo che fosse possibile agire sempre in accordo con principi amovibili.
cazzate. non esistono regole infrangibili.
ma la libertà totale è un bene talmente prezioso da essere leggendario.
mitologico, se vogliamo.
non appartiene a nessuno, figuriamoci a me.
ci sono persone che quando ti guardano pretendono tutto, senza bisogno di chiedere niente.
io non pretendo niente. chiedo, questo sì.
l’ultimo desiderio dei condannati. ad una vita da banderuola agitata dal vento.
fuggire per ritrovare.
 
magari mi perdo ancora e ancora e ancora. ma è ciò cui più anelo, in questo frangente.
l’avevo dimenticato. ma tanto, non esiste separazione definitiva fino a quando c’è il ricordo.

the storming of poor june

28 Giu
conosco alla perfezione quella sensazione.
quando ci si sente praticamente soli al mondo, nessuno può capire, nessuno può sapere, nessuno è affidabile, se non pochissime persone, da contare sulle dita di una mano.
e conosco anche la sensazione uguale e contraria, breve ed effimera.
un pesciolino nel suo acquario. nel suo ambiente, certo. ma pur sempre in una gabbia.
vorrei sfogare quello che ho dentro, in fondo. poter parlare, liberamente, agire, senza vincoli nè etichette di alcun genere.
ma non è possibile.
per quanto io parli e parli e parli, ci sono limiti verbali invalicabili, e niente di quel che dico verrà compreso come io vorrei.
ci sono limiti, tanti, di ogni genere.
potrei dire che sono rimasta illesa, ma sarebbe una grossa bugia.
il secondo stadio è così.
aggressivo, invadente, ma piuttosto prevedibile.
perchè rivendicare l’avere una personalità rara è facile, dimostrarlo è tutt’altro.
e questo post… è inutile, come tutto il resto, perchè non sortirà alcun effetto.
ma poco importa, conosco bene la lezione.
"è come vorticare freneticamente per tutto il tempo… fino al momento in cui riesci a fermarti: da lì in poi, il mondo non è più lo stesso ai tuoi occhi. tutto è cambiato, in realtà è cambiato da tempo, ma tu te ne rendi conto solo in quel momento".

solo che pensavo a quanto è inutile farneticare (essì, eh)

27 Giu
dunque. dove eravamo rimasti?
prima che quest’infame pc mi abbandonasse, alle 4.30 di notte, con più etanolo che emoglobina in circolo, davanti al suo lugubre schermo senza poter scrivere alcunchè.
ah sì: "so che mi divertirò, ma non ho voglia di lustrini et paillettes".
niente di più vero. XD
difatti, se a novembre il tema del trio è stato "splendore et brillantezza", giovedì sera, senza assolutamente metterci d’accordo, ci siamo ritrovate tutte e tre florealmente colorate, manco fossimo uscite dalla primavera del botticelli.
devo ammetterlo. a volte, sbaglio anche io. a volte!
è stata una serata assolutamente grandiosa. spassosa, divertente, ricca di colpi di scena.
ero in grandissima forma, eravamo in tanti ed era troppo bello trovare ovunque conoscenti, oppure fare conoscenza in un niente.
mi sentivo libera, una sensazione che non mi apparteneva da un po’, a dire il vero.
essere te stessa al 100%, perchè sei circondata perlopiù da amici, e degli sconosciuti te ne freghi altamente, tanto la serata è solo vostra.
serata che sono felicissima di aver trascorso soprattutto con te, manu, era troppo che non succedeva! sono stata un’afrodite un po’ scarsina, ma rimedierò! ;P
e a proposito di libertà… non permetterò più a nessuno di far vacillare le mie certezze: la realtà è molteplice e variegata, ma solo io so quel che è giusto per me.
non accetterò ulteriori ingerenze, qualsiasi commento va accompagnato da un "secondo me, eh…". allora se ne può parlare.
altrimenti, chiudete il becco.
mentre c’è qualcun altro con cui devo decisamente essere meno intransigente, perchè se faccio la bimba capricciosa va a finire che mi accontenta, e se mi accontenta incasina la sua vita, e io per i sensi di colpa non mi addormento più e rimango in piedi dalle 6.15.

occhio distratto, mirino sopra il mondo

21 Giu
di tanto in tanto, mi capita di guardarmi attorno e di non riuscire a trovare un senso in ciò che vedo.
sembra quasi che io esca dal mio stesso corpo e possa osservare me stessa e chiunque mi circondi da tutt’altra ottica.
le cose, le persone, gli eventi perdono il loro significato, ma non ne assumono un altro, semplicemente mi trovo in una specie di dimensione parallela in cui la vita mi scorre accanto, ma non dentro. mi scivola addosso, come fosse acqua e come io fossi impermeabile. la realtà si muove a rallentatore, danzando sulle note della canzone che risuona nella mia mente.
 
no love, no glory, no hero in her sky

non ho voglia di lustrini e paillettes, stasera.
preferirei tornare a ieri sera, davanti al bicchiere di vino, al piatto di pasta e a quelle due solite fuori di testa.
oppure vorrei bisticciare con luca per il ventilatore, stanotte.
o ancora, trascorrere un pomeriggio sonnacchioso leggendo, sul dondolo in campagna.
so che mi divertirò, questa sera.
eppure, nel profondo, ho lo stesso umore di sette mesi fa. della stessa festa.
la vita mi scorre accanto, lenta: ma io non so fermarla nè agire per modificarla.

guardando contro sole la vita che si muove

16 Giu
questa è una giornata mesta.
non c’è un modo migliore per dirlo.
potrei non dirlo, certo, ma è un messaggio che devo lasciare.
come qualcuno prima di me, mi volto e vado per la mia strada.
non è facile, non è automatico e sanguinerò, dentro, senza darlo assolutamente a vedere, quando accadrà che un pensiero mi attraversi come un fulmine.
ma è la vita.
non mi stancherò mai di ripeterlo, per tutti coloro che non si rassegnano all’idea che certe persone, da un momento all’altro, possono non far più parte dei tuoi giorni, della tua realtà.
bisogna andare, e lasciar andare.
è doloroso, è lacerante, brucia e corrode l’anima.
ma è la vita.
 
occhio distratto, mirino sopra il mondo: apro, una lancetta seziona il pomeriggio, vuoto
senza parole, ascolto la mia strada
senza parole e il tempo di decidere
senza parole mi muovo incontro ai giorni
senza parole, ricorderò di te.

oh, the Guilt! my favorite mistake…

14 Giu
quest’estate è decisamente meno torrida della precedente.
dormo ancora sotto le lenzuola.
non mi fumo una sigaretta dopo l’altra sul balcone mentre intorno a me risuonano a ripetizione nuotando nell’aria e cup of coffee.
non rimango ferma sulla stessa pagina per tre ore, senza aver assimilato neanche un concetto.
non ho bisogno di imbellettarmi e uscire ogni sera, ritirandomi alle prime luci dell’alba dopo aver lasciato in giro per la città pezzi di me, col sorriso stampato in faccia ma pregando intimamente di riuscire ad alleggerirmi l’anima e ripulirla un po’.
non ci siamo scambiati solo qualche pezzettino di noi, ma anche il posto.
ora ne sento tutto il peso, tutta la responsabilità. ora capisco.
anche se me lo sarei evitato volentieri.