Archivio | luglio, 2007

vivere il ritorno come cambiamento, la partenza come senza ritorno

18 Lug
avrei voluto scrivere qualcosa di più pregnante.
avrei voluto salutare uno per uno i compagni di quest’anno, non molto produttivo dal punto di vista dello studio, ammettiamolo, ma ricco, ricchissimo di conoscenze, legami, amicizia e sentimenti.
un anno in cui ho imparato a riconoscere chi vale e chi no, a capire che le persone possono cambiare, a seguire davvero – finalmente! –  il motto chi mi ama mi segua, gli altri ciccia.
diciamo che sono stata brava dal punto di vista umano, da settembre sarò tutta casa e studio, eh. e biblioteca!
avrei voluto postare anche gli ultimissimi scatti in versione pallore mortale, ma devo ancora fare le valigie e appena rimetterò piede nel suolo natìo verrò rapita da certi loschi e biechi individui facenti parte di una setta segreta, segretissima… O_o
comincia la mia estate.
ci si rivede a settembre, guys, esclusa qualche fugace apparizione… 😉
 
mi chiedo cosa lascerà l’estate dopo il suo rumore… dopo un’attesa così lunga per raggiungerla, non sembra mai così speciale…

non si cambia idea durante una scalata.

12 Lug
il bello della vita, delle persone, è che non smettono mai di sorprenderti.
a volte in meglio, a volte in peggio.
meno bello è plasmarsi un’idea in testa per anni e anni e poi, a un passo dal vederla incarnarsi, capire, capire che quell’idea non ti appartiene più.
è come svegliarsi da un sogno e rendersi conto che la realtà ha anticipato la fantasia.
ma so molto bene che l’istinto è ingannevole. sì, l’istinto è effimero e vacuo.
è il sesto senso che deve tenere il timone. il caro, vecchio sesto senso, ben filtrato sottilmente dalla ragione.
sono cinica, miscredente e salda sulle mie idee. ma molto più ordinaria di quanto si creda. ebbè? pazienza, cosa ci posso fare.
per la cronaca: non sono arrabbiata nè sono triste. anzi. anzi.

ti cerco perchè sei la disfunzione.

9 Lug
aaahh… la solita oretta in compagnia dei telefilmsss mi fa sempre riflettere tantissimo.
ho addirittura focalizzato il mio punto debole.
il mio punto debole è il controllo.
io bramo, agogno, anelo al controllo.
sotto svariati punti di vista e nelle più svariate situazioni, io voglio essere sicura di poterla manovrare a mio piacimento, quella situazione.
e quando non ci riesco, mi arrabbio, mi innervosisco, divento capricciosa, finanche vendicativa. gratuitamente, spesso e volentieri. e m’infervoro, m’infervoro sempre più. fino al raggiungimento dei miei obiettivi.
a quel punto, poi, c’è una caduta di tensione colossale. titanica.
perdere il controllo significa mettere il proprio destino in mani altrui… e cosa potrebbe esserci di più pericoloso?
era così semplice, come ho fatto a non vederlo prima?

ogni volta che non sono coerente.

8 Lug
lo dico sempre che studiare fa male. specie col caldo.
il mantenimento dell’equilibrio acido-base mi ha portato alla mente dei discorsi di ieri sera.
in macchina, tra gli improperi di anna contro marco, ale che si ostinava a voler ascoltare il live earth e manu che mi parlava delle reazioni d’equilibrio dell’atmosfera tali per cui il trattato di kyoto non ha senso. così pare.
non ero molto attenta, avevo gli occhi chiusi per non guardare fuori dal finestrino quelle stradine tortuose e strette e cercavo disperatamente di non sentire ancora e ancora nelle orecchie lo schianto dell’automobile.
qualcosa mi dice che anche quest’estate potrò localizzarmi allegramente ragazze, tanto non prenderò la macchina, neanche quest’estate. perciò, largo a tutti i vostri progetti!
a proposito, che voglia di parlare dialetto, ieri! non vedo l’ora di scendere e farmi riprendere da carla perchè conio nuovi termini…
comunque, tornando seri.
in chimica, ogni reazione tende all’equilibrio; per farla breve, la concentrazione dei reagenti deve mantenersi uguale a quella dei prodotti. ogni scompenso determina perdita dell’equilibrio. ogni minima variazione di uno qualsiasi dei parametri (o quasi, ma certo non vado a rivangare la chimica nei particolari, per carità!).
con tutta questa pappardella, che voglio dì?
semplice: che forse la chimica, la natura ci insegnano che troppe cose uguali nel pentolone stroppiano, creano strani miscugli più o meno esplosivi. che se gli opposti si attraggono e si tengono in equilibrio tra loro, ci sarà un motivo profondo.
forse ci prendiamo un po’ in giro, o forse è solo un altro espediente che l’uomo usa per tentare di sovvertire l’ordine delle cose per rendere la vita più varia e divertente, tanto poi tutto fa il suo corso.
se, quando il sistema è in equilibrio, si cerca di modificare qualcosa dall’esterno, il sistema reagisce cercando di minimizzare l’effetto provocato.
avrà poi ragione, questo tal le chatelier?

lenzuola stropicciate… che ora è?

7 Lug
certe serate così sono… indescrivibili.
pertanto, la terrò per me.
giusto dirti grazie, di ogni momento, e scusa, di ogni mio capriccio.
sai che bere mi fa regredire. e anche straparlare senza prendere fiato.
ma mi ci voleva, mi sono divertita tantissimo.
che palle prendere quel treno, però.
sia perchè mi sono dimenticata una maglietta in più, indi ero tutta scollacciata e ho dovuto sopportare due cretini di fronte che mi han fatto l’occhiolino per 38 minuti: chi mostra gode, chi guarda crepa, tiè!
e poi, devo decisamente eliminare qualche files dal lettore mp3: decisamente troppi brutti ricordi della scorsa estate. adesso sorrido – e mi do anche ampiamente della cretina -. ma certe visioni di prima mattina (essì eh, per me 11.30 è prima mattina) sono assolutamente deleterie.
pulizia, pulizia.
e stasera, altra megaseratona con gli amichetti: ma si vede che ho un esame allucinante da affrontare praticamente tra due giorni?? XD

giochiamo all’elastico?

6 Lug
mumble mumble.
sono ancora in fase categorico-riflessiva.
sarà che sono estremamente tesa, in questi giorni. come una corda di violino.
però però.
sono anche incredibilmente ricettiva e colgo ciò che non devo, persino l’insospettabile.
forse sono io ad essere troppo sulla difensiva, e non gli altri ad attaccarmi.
forse in realtà sono più egoista di quanto io sappia. e di quanto mostri agli altri, anche. forse dovrei esserlo fino in fondo, forse no.
io voglio la rete di protezione.
o il materassino oltre l’ostacolo.
mica sono più la campionessina liceale di ginnastica artistica! dondolarmi sulle parallele o prendere la rincorsa non mi costano fatica (forse), ma ho bisogno di affidarmi ad una mano per mantenermi in verticale sulla cavallina.
non sono più così spensierata da ravanare nel gesso e lanciarmi senza pensare alle conseguenze.
voglio tornare a casa. e spegnere il cervello.
basta flussi glomerulari, curve pressione-volume, motoneuroni, legge di laplace.
basta coscienza, consapevolezza, maturità, responsabilità, istinto, passione, impulsività.
voglio pensare alle tipiche cose inconsistenti estive. tipo preoccuparmi della spiaggia in cui andare o del vestito da indossare al sabbiadoro. se passare il pomeriggio scittata sull’amaca a leggere col gatto sul ventre a far le fusa oppure al caffè napoli con i soliti noti a dire idiozie.
voglio tornare bambina? era il tema serale.
ai miei atlanti sugli squali e ai miei libri sui reni?
forse avrei dovuto strappare allora, quei dannati libri. e avrei dovuto giocare di più con barbie. e con gli altri bambini.

storie di follia. ordinarie, però

4 Lug
in realtà, non ho mica questa gran voglia di scrivere.
e oltretutto, la metà delle cose che vorrei davvero scrivere, non possono essere pubblicate nel modo in cui io desiderei dal profondo.
creerebbero solo confusione, rabbia, vergogna.
però però però. mumble mumble.
qualche perla qui e lì.
l’età non fa la maturità. uhm, sì, abbastanza vero.
adolescenti di tutto il mondo, non abbiatene a male, ma come si dice in quel di monopoli, dovete ancora mangiarne, di pane indurito.
è una questione di esperienza, tutto qui, mica di intelligenza.
così come, al contrario, chi brucia le tappe si trova un po’ troppo cresciuto, prima del tempo. e spesso non è un bene neanche questo.
poi ci sono quelli che con la propria età biologica non hanno proprio nulla a che spartire. capita, pazienza, l’importante è riconoscerli per tempo e tenerli a distanza. da me, poi voi fate il cazzo che vi pare.
del resto, lo trovo lapalissiano, ma "io sono evidentemente più intelligente da cogliere la mia netta superiorità", rispetto a tizio, caio e sempronio eh, sia chiaro. non sono così megalomane e narcisista. non al livello patologico di tizio, tanto per fare un esempio.
ancora, a proposito di pazzi, c’è chi mi ricorda molto da vicino il peggio fra i peggio dei miei ex. vabbò, non faccio nomi, ma sai benissimo che parlo di te. oh sì, proprio di te.
però devo ammetterlo – e in fondo ti ho anche ammirato, per questo -, tu sei stato decisamente più scaltro. e lucido.
anche più stronzo, forse, ma questo è un particolare ininfluente ai fini del discorso.
per finire, vorrei parlare dello squallore di due tipologie di persone:
1) quelli che "io so tutto di politica, io mi interesso all’ambiente, io odio i finti no-global, io odio il finto in generale e non tollero i superficiali, io leggo libri fighi e vedo film d’essai… " ma fatemi il favore, siete più falsi voi delle pubblicità del mulino bianco!
2) gli uomini (uomini??) che "faccio il romantico così poi me la dà" e gli uomini che "me la tengo in dispensa sott’olio, non si sa mai che nei periodi di carestia mi torni utile" .
che poi, io spezzo le gambe con troppa facilità a chiunque, con estrema rapidità. magari sono troppo cinica e disillusa…? … uhm… naaaa.
che ridere. questa è stata proprio una giornata ridicola, essì.
ma io mi diverto, vi prego, datemi corda, continuate a raccontarmi queste storie, se non altro rinuncerò per sempre alla psichiatria e perlomeno i miei saranno felici!
 
47 minuti dopo mi permetto di rompere il continuum spazio-temporale (si vede che sto leggendo pk?) perchè devo troppo dirlo: ma quanto è piccolo il mondo?!?!
e con questo, concludo questa assurda giornata! omfg!