Archivio | settembre, 2007

ditch the dodo

30 Set
 
… it wasn’t so simple… as "love" or "desire".
it was more like jealousy, envy… a sense of uneasiness………………. and need.
 

Preserviamoci.

29 Set
bella, bella, bella giornata.
mò(x) non c’ho voglia, magari tra qualche ora posto le foto. 😉
fa bene al cuore pasticciare di nuovo insieme in cucina, parlando delle impressioni che abbiamo fatto l’una sull’altra appena viste. pare che io appaia meno orsa di quanto pensi. wow.
è dolce stare di nuovo tutti tutti insieme, ricordando quando ci ha fermato la polizia; la festa al capannone; quando ci siamo addormentati sul divano alle 7 di mattina; quando ci siamo persi sulla via di modena; quando abbiamo rubato quei fiori dal ristorante; l’aperitivo al parco dietro casa vostra; i regali stupidi di natale…
è triste pensare che luigi possa non vivere più a bologna, che angelo sia sempre più impegnato in ospedale e che presto anche noi saremo sempre più assorbite dalla vita frenetica che ci siamo più o meno consapevolmente scelte; spero, però, che saremo sempre così spensierate e allegre.
che saremo libere di non essere niente più che un numero.
vi voglio bene, ragazzi.
a volte io vedo le cose in bianco o nero.
ma a volte è una gran cosa…

niente è impossibile… per chi non lo deve fare

26 Set
c’era una volta una studentessa liceale brillante, con voti da secchiona pur non essendolo mai stata.
l’educazione ricevuta l’aveva resa attenta e curiosa, con un modo di parlare forbito e una memoria visiva sviluppatissima fin dalla tenera età. con due insegnanti in casa, è stato più che naturale.
ma torniamo al liceo. generalmente, traduceva all’impronta greco e latino, in letteratura riproduceva biografie e poetiche, mettendo assieme quel che ricordava dalle lezioni e quel che leggeva per strada, andando a scuola. le uniche materie in cui zoppicava erano la matematica e la fisica… la sua mente si rifiutava di perder tempo dietro questioni tanto pragmatiche.
(ahahahahahahah)
scherzi a parte. insomma, c’era una volta una studentessa dal futuro sfavillante.
forse, se continua a superare indenne tutte le prove che è costretta ad affrontare.
in pochi conoscono la storia per intero. anche chi mi sta vicino attualmente ne conosce solo pochi capitoli, perchè ne ho talmente la nausea, talmente mi ferisce – sempre, ancora – ricordare quelle orribili situazioni, che tendo a scacciare violentemente dalla testa certi fotogrammi, certe parole, certe sensazioni di quel periodo, che spesso si raffiacciano con tanta prepotenza.
perciò, facciamo un bel salto temporale.
perchè in fondo sto raccontando questa storia per me e a me, perchè possa tenere ben presente il motivo di tanta insicurezza e tanta vaghezza che a volte mi assalgono.
e perchè mantenga viva una certezza: checchè ne possa pensare chiunque, io so bene quanto valgo.
 
oggi, se proprio vogliamo essere pignoli e fare gli sboroni, diciamolo: oggi valgo 28, tondo tondo e firmato col (mio) sangue. evvai 😀
 
PS: un ringraziamento speciale al mio amò, che ha addirittura subito sulla sua persona la ripetizione delle differenze fondamentali delle degenerazioni cellulari… smack! *_*

la pacchia è finita

25 Set
i tappi per le orecchie… l’invenzione più grande di tutto il millennio!
poco importa che questo mi impedisca di lamentarmi quando sarebbe sacrosanto che lo facessi… se questo mi aiuta a non chiedere per piacere nè dire grazie, ben venga!
e ancora, ben venga se mi permetterà di rispondere come va risposto quando mi si scasseranno i maroni senza una valida giustificazione.
ma soprattutto, soprattutto… che bello non dover più rispondere a quello stramaledetto telefono che suona in continuazione! che bello non subire lamentele sulle cagate, sia nel vero senso, ossia sui problemi che la povera, pooveera minù ha con la sua nuova cassettina, sia sulla tua laurea che si fa sempre più lontana quanto più si avvicina la menopausa.
I-O  N-O-N  C-I  S-E-N-T-O, chiaro?
e non ci sono più, nè io nè tutte le mie piccole accortezze. che facevo con piacere, per carità, non per avere qualcosa in cambio, al di là di un minimo di rispetto.
così non è? perfetto.
d’ora in poi, neanche da me si riceverà nient’altro che il dovuto. nè più, nè meno.
non per niente appartengo al segno più vendicativo dello zodiaco.
e a questo proposito, paolo fox predice grande fortuna per il 3-4 ottobre: chi ci sta a una tombolata?

il vento porta tutto via con sè. e anche la sangria.

23 Set
non scriverò molto, voglio godermi il resto di questa giornata.
ma ho due considerazioni da fare: la prima, è che gli ormoni fanno male.
la seconda, è che i professori gay sono stronzi con le studentesse, ma adesso si spiega perchè sono mansueti con i maschietti. cioè, non sono passata io con 28 ai vetrini, ma è passato il tizio che manco riconosceva l’arteriosclerosi! e ce ne vuole, ve l’assicuro! it’s a mad mad world. a saperlo prima mi lasciavo i peli incolti e magari mi mettevo una bella fascia contenitiva al petto.
la terza – essì, ho ancora etanolo in circolo – è che io alle volte predico bene, ma razzolo male. malissimo. alle volte.
lo sapevo fin dall’inizio cosa mi ci voleva, ma invece no, sono una cocciuta testarda masochista e devo sbatterci la capoccia.
vabbè, meglio tardi che mai.
meglio senza diabete e ipertensione che senza emostasi e diabete e ipertensione.
che bella giornata, ragazzi.
e dopo tre giorni di sfighe, ci voleva. dopo l’invasione delle ultrablatte, l’iperacidità della coinquilina (è perchè è vecchia e incartapecorita, ormai; se leggesse mi ammazzerebbe ma è vero, che ce posso fa’?!), l’incendio e i vigili del fuoco, il blocco dell’ascensore (del portapizze che comunicava solo in dialetto barese, indi solo con me) e i vigili del fuoco… E BASTA! fantozzi mi fa un baffo, al confronto.
splendida giornata.
e se non fosse bastato, ho ricevuto anche un cotillon: un’altra bottiglia di sangria. che secondo me, a domani non arriva.
luchino sbrigati, così c’imbriachiamo davanti a iros 😀

Coriandoli a Natale

22 Set
io giudico sempre un libro dalla copertina.
se vado al di là di essa, do tempo qualche facciata per farmi cambiare idea o continuare a deludermi.
non tanto l’immagine, quanto il titolo è tutto, secondo me.
il titolo nasconde dietro di sè una filosofia fine, ma spiccata per quell’animo che la coltiva.
certo io non coglierò mai il significato profondo che l’autore ha voluto imprimergli; ma se il suo titolo, se quelle poche parole sono in grado di smuovermi qualcosa dentro, di far partire la mia mente alla ricerca delle più diverse associazioni di idee… è fatta.
non importa chi sia l’autore o quale sia il tema del libro, io l’ho scelto.
ecco, io credo di aver scelto troppe cose nella mia vita guardandone solo la copertina.
la maggior parte di queste scelte sarebbe da gettare nel cestino della spazzatura. è che non si può, ecco tutto.
io vorrei, vorrei, vorrei disperatamente.
ma non ci riesco. non ce la faccio. 
nè a tornare indietro, nè ad andare avanti.
 
…è semplice ma non dire che
la vita ti prende soltanto alle spalle
Ti ha preso in un giorno che ti senti inutile
e magari ancora troppo stanco per ricominciare
Ma scommetto che poi tu te ne andrai…
 
Wake up,
grab a brush and put a little makeup,
hide the scars to fade away the shakeup
You wanted to
 
è inutile sai,
vorrei ma non puoi…
toccarmi nel cuore,
entrarmi negli occhi…
 
I don’t think you trust in my self righteous suicide
Father, into your hands I commend my spirit
Father, why have you forsaken me? 

in fuga e costantemente pronta allo scontro

21 Set
io sono stanca di camminare in punta di piedi, stanca di dire no, non ti preoccupare, non è colpa tua, stanca di dire mezza frase ed essere fraintesa, stanca di ricevere notizie fuori tempo massimo, stanca di dover comprendere il mondo intero, quando neanche il mio piccolo mondo si sforza di capire me. esclusi i soliti noti.
se non parlo, sono una menefreghista. ma se parlo, chissà quale significato recondito nascondono le mie parole, o peggio, chissà cosa racconto poi alle spalle!
questo post non è per te gab, ma sono circa tre giorni che cerco di lasciare un commento ad un certo post, ma mi viene impedito e ormai ho perso la voglia. ormai, quel che è stato già detto può bastare.
se 11 anni di amicizia non sono solo un numero, conosci la mia buonafede e non c’è bisogno di altre parole. altrimenti, non c’è comunque bisogno di parole.
questo post non è neanche per te chiara, perchè io ho sbagliato a scrivere ciò che ho scritto, semplicemente perchè in fondo, ti conosco a malapena. e checchè tu ne possa pensare, non so nulla di te, del tuo carattere, della tua vita. perciò, ancora una volta, mi spiace se hai frainteso, e per me finisce qui.
questo post è per qualcuno – più di uno – che non lo leggerà mai, e se per caso si troverà a leggerlo, non capirà, perchè ritiene di essere una persona Perfetta e Fantastica, assolutamente intoccabile e infallibile.
così non è, ovviamente.
e di chi è la colpa di tutta questa alterigia immotivata?
mia. soltanto mia.
fatemi sollevare la testa da questi libri. e poi, poi si vedrà.
sotto i colpi d’ascia della sorte il mio capo sanguina, ma non si china.
una buona ragione per alzasi la mattina? io, l’ho trovata.