Archivio | settembre, 2007

Give YOU a good reason to wake up.

21 Set
 
Ti sembrerò nostalgica
metereopatica quanto basta
Ti sembrerò una donna da niente
facili lacrime poca pazienza 
 
 Comprendere che sono un pezzo di marmo
la noia devasta la volontà di cambiare
 
Ti sembrerò incoerente
poco affidabile inconsistente
ti sembrerò un’emerita idiota
facili entusiasmi improvvisi avvilimenti
 
Domandami ancora una volta se piango
se ogni equilibrio si è rotto nuovamente
 
Dovrei rivalutare tutto dal principio
trovare la forza e l’audacia per farlo
so già che
per un momento sarà pieno inverno
per un momento sarà pieno inverno…
 
come quel 18 gennaio di svariati anni fa, quando hai ricevuto in regalo questo cd. e poi lui ha tentato di baciarti. che ridere!
perchè tante volte hai immaginato quel bacio guardandolo suonare, anche se tu eri lì per un altro musicista… teoricamente…
ma non quel 18 gennaio. quel 18 gennaio, l’aria era colma dell’odore di un novembre che moriva, e non tornava più…
questo non c’entra niente… teoricamente… ma questa… sei tu.

je ne veux pas travailler

20 Set
certo che quando entri negli ingranaggi del fancazzismo è difficile uscirne.
in questi giorni è stato come essere in vacanza post-esame, solo che non ero in una vera fase post-esame.
avevo 13 giorni di tempo. ne ho buttati la bellezza di 7.
ed eccomi qui, a 6 giorni dall’esame – di nuovo – con gli stessi argomenti indietro.
ma stavolta, sinceramente, non mi tange.
non ha svolto il ruolo per cui era stato concepito.
questo esame ha perso ogni attrattiva psico-sentimentale ed è ridotto a mera formalità.
che dovrei comunque decidere a riprendere in mano, se voglio espletarla.
se non fosse la cosa più stupida che io possa (ri)fare, andrei avanti, dritta sparata.
ma è la cosa più stupida che io possa fare.
bè, dopo mandare a fanculo il prof se mi sega di nuovo senza lasciarmi aprire bocca, brutto-stronzo-che-ti-si-possa-atrofizzare-la-laringe.
ma se lo meriterebbe e andrebbe fatto, questo.
…dicevo? ok ok ok: spengo tutto e mi do anima e corpo all’emostasi. forse.
ci provo.
altrimenti, oltre ad essere la solita incosciente, pigra, incostante, stralunata e sconcertante, posso anche essere stupida.
chissà.
ma poi, secondo voi, lucas perdonerà brooke per essere andata a letto con chris? in fondo, lei l’ha fatto perchè lui è uscito con rachel (che fa gattina di cognome ed è tutto dire) che, lei non sa, si è fatta trovare da lucas ignuda come un verme nel campo di basket, con solo una palla a coprirle le bocce… questa cosa mi tormenta! e mi fa riflettere: brooke = zannetta è un tòpos!
…me ne vado.

Roberta dal dottore.

19 Set
o meglio, dottoressa.
e invece no, perchè guarda caso ha uno specializzando/tirocinante. uno. maschio.
mohinder suresh, capello più incolto.
mi misura la pressione: 160 su 90. tachicardia incontrollata.
"ehi, dobbiamo chiamare un cardiologo??"
ahahahahahahahah!
no grazie. che più gelido non si può.
spero, nella mia vecchiaia ovviamente, di beccarmi qualcosa di diverso da una cardiopatia, altrimenti mi lascerò morire, piuttosto.
"e quindi anche tu ti sei addentrata in questo mondo di pazzi…"
non dirmelo, ti prego, e porgimi la spalla, chè devo piangere!
il tutto, dopo aver subito i problemi di prostata di un tizio nei dettagli e il predicozzo di una nonnina: eeeh, voi giovani di oggi, già dal dottore… io ci sono andata la prima volta a 82 anni, sa? perchè noi vivevamo bene, mica come voi, che fate tardi la sera e siete così promiscui!
quella vecchiaccia intrigante poi, tra le altre cose, mi ha chiesto se poteva andare prima di me, tanto "ci metto un minutino"… e invece ce ne ha messi 43!!!
il commento di luca: ma mi meraviglio di te, come puoi fidarti delle vecchie dal dottore?! sono la razza più infingarda che ci sia! peggio degli informatori scientifici, eh!
eliminati: medicina generale e soprattutto… geriatria!!!

puoi non assaggiare per vedere se il gusto se ne va… o ti devasta il prezzo che si ha?

19 Set
certo, a volte mi vengono questi raptus di cattiveria più o meno ingiustificati, accompagnati da una voglia irrefrenabile di barrette ai cereali.
ma poi mi sfogo sulla nutella e passa tutto.
prima ero convinta che nascondersi e spiare fosse la strategia migliore.
adesso, ho compreso finalmente che non ho bisogno di alcuna strategia.
che non c’è motivo di nascondersi, tantomeno di spiare.
ho io il coltello dalla parte del manico.
perchè io scelgo di non interessarmene, non interessarmene più, e ogni giorno scopro quanto sia facile, sempre più.
mentre scegliere di occultare quest’evento, scegliere di divulgare quell’altro evento e di restare nell’ombra ad osservare, rendono deboli.
deboli e dipendenti dall’altrui giudizio.
magari non è questa l’ottica giusta. può darsi.
lo diranno gli occhi, quando sarà il momento.
e io non ho fretta.
non ho fretta, perchè non aspetto quel momento.
 
parlando di cose futili, ieri ero più isterica del solito per varie situazioni, vedi questione della doccia (qualcuno ha messo 8, dico 8, flaconi di cagate varie davanti al mio, ed essendo questo qualcuno un gigante e io di altezza media, inevitabilmente il mio tentativo di recuperare il mio shampoo si è tramutato in una partita a bowling con tutti i flaconi del ripiano. io dico, c’è bisogno contemporaneamente dello shampoo ai semi di lino per capelli secchi, lo shampoo per capelli lisci, lo shampoo per capelli ricci, lo shampoo per lavaggi frequenti, il docciaschiuma all’olio di non so che, l’olio nutriente, i fanghi di alga guam e ancora e ancora e ancora, tutto per la stessa persona?!), perciò maledivo ancora una volta me stessa per non aver fatto acquistare quella benedetta casa ai miei, quella stramaledetta estate del 2005.
ma questa mattina, ho ritirato tutto. ma proprio tutto, quando ancora assonnata e disocchialuta ho intravisto una macchia nera sospesa sula parete.
credo che le mie urla di terrore abbiano svegliato l’intero condominio.
anche sara, che è prontamente giunta in mio soccorso, ma – orrore! – era finito il biokill!
allora mi sono infilata una felpa e sono entrata trafelata in farmacia, guardandomi attorno come christiane f. in piena rota.
e adesso sono qui, nell’aria impregnata di biokill (che si chiama così perchè uccide qualsiasi forma biologica di vita, temo), perchè l’ho nebulizzato un po’ ovunque. un po’ intorno al balcone, un po’ intorno alla porta, e poi lì dietro l’armadio e giù in fondo sotto il letto e poi ancora sulle pareti qui, lì e ancora lì! insomma, dappertutto.
vabbè, direi che ora vado a studiare patologia ambientale eh, direi che ci sta davvero davvero bene… 

gelidi tramonti che prima erano fuochi… non fa così?

17 Set
è incredibbbile come possa cambiare la prospettiva di una qualunque cagata in una donna dal giorno pre al giorno post ciclo mestruale + relativo bombardamento ormonale. wow.
c’è anche da dire che una giornata di svacco totale accompagnata da un ritter pralinè aiuta non poco.
comunque.
che dire?
mah.
certe volte bisogna alzare la voce e cercare di imporsi. sottolineando cercare, perchè con certe persone è inutile parlare. è come cercare di dialogare con un muro. inutile, vacuo, puerile. ma almeno ti sfoghi. provare per credere.
altre volte, bisogna chiedere scusa, perlomeno intimamente, perchè se anche gli altri sono stupidi e non capiscono una mazza, tu non sei sigmund freud. e non puoi sapere cosa diranno prima che aprano le loro bocche.
e ancora. ragionaci su, a mente fredda. ma che te frega?!
e anche se un po’ te frega, ammettilo, dipende comunque tutto da te.
perciò approfitto di quest’ennesima formattazione del pc per ricominciare tutto da capo.
per gettare tutte le vecchie abitudini nel cesso.
questo vuoto esploderà. che sa tanto di giorni a perdere teeeh per notti a far finta che sai vivereeeh. però, mi piace. mi piace e mi pento sempre più di non aver comprato una caterva di biglietti per tutto il tour.
quanto reggerò? non so.
fino alla prossima crisi di nervi.
comunque, a proposito di chi parla a sproposito, non sto capendo una cippa nemmeno io di cosa sto scrivendo perchè è ormai in loop per la circa quindicesima volta, credo…
 
Cerco adesso un poco di te
E fingo di non farlo sempre
È poco molto poco di te
È averti senza avere niente
Sono piccole cose di te
Le cerco sempre e ancora le guardo
Mi mancano e so anche il perché
È che forse sempre mi mancheranno
Cerco qualche cosa di me
E di rifugiarmi dietro all’inganno
Che il tempo possa fare da sè

Che resti almeno un limite al danno.
Devo all’abitudine lasciare le mie carte
Ai giorni sempre uguali non chiudere le porte
Devo leggerti nel vuoto
che ci siamo aperti dentro
Devo spegnere i tuoi occhi
che hanno pianto così tanto
Devo chiudere le stanze
in cui ti ho vista camminare
Devo ridere e star bene
tra la gente che non vede
Devo rimanere in piedi
devo amarmi più di ieri

Devo fare mille cose
senza più trovare scuse
Devo darmi una ragione
devo vivere felice
Devo accendere una luce
e poi riprendere il mio spazio

Devo ancora un po’ capire
devo scegliere di meglio
Devo stare ad ascoltare
devo correre lontano
Devo sciogliere quei fili
devo mettermi al sicuro
Devo aprire le mie mani
devo andare via domani
devo andare via domani
devo andare via
ma adesso tu rimani
adesso tu rimani.
 
non mi piace mettere un testo intero di una canzone. ma questa è impossibile da dilaniare.
sarebbe come spezzettare il mio animo, e me lo evito volentieri, è già abbastanza a pezzi.
invece no. riprendiamo il coltello dalla parte del manico, non è poi così difficile.
intanto, very very berry, e scorpacciate di petrol, sikitikis, steelA e afterhours (ballads for little hyenas mode – fresh flesh spacca troppo il culo! -). ma ciuchino, collabooraaaaaa!

sono proprio una piccola iena.

16 Set
sono una persona complicata.
non perchè mi piaccia dirlo o esserlo.
da un lato, perchè sono estremamente mutevole. dall’altro, perchè sono consapevole che essere comprensibile è uno svantaggio immane. e mi difendo come posso.
penetrando, senza far rumore, sotto la carne; ma impedendo ogni accesso.
non voglio essere vulnerabile.
perciò, poichè non posso tagliare certi cordoni ombelicali, poichè non posso lavare via certi legami più o meno di sangue, e l’unica soluzione è collocarli in dimenticatoio, devo pur rendermelo più semplice: da domani, a quest’ora, questo blog sarà privato.
tutto il mondo che rimane al di fuori, non è più di mio interesse.
 
non sai che l’amore è una patologia? saprò estirparla via… 

tutta una farsa, ecco cos’è

16 Set
mi viene da ridere a sentirmi dire quanto sono ignobile e pessima perchè non faccio mai una telefonata in più.
ma vaffanculo.
perchè io dovrei avere il pensiero di essere costantemente informata sulle vostra vite, quando a voi non viene mai nemmeno per l’anticamera del cervello l’idea vaga ed eterea di digitare il mio numero e chiedere a questa povera scema come se la passa?
ognuno ha i suoi problemi, sacrosanto.
ma i vostri sono forse più gravi dei miei?
o forse più semplicemente io li tengo per me?
in fondo, io non pretendo che mi cerchiate – non me ne frega nulla – .
e poi non so voi, ma io non ho voglia di disperdere energie inutilmente.