Archivio | novembre, 2007

Private Practice

30 Nov
era da tempo che accarezzavo quest’idea.
adesso diventa inevitabile realtà.
un po’ a malincuore – ma solo un po’ – mi preparo perchè questo spazio diventi privato, presto. giusto il tempo di avvertire i più.
chiunque voglia continuare a leggermi, può contattarmi. giuro che la selezione non sarà così feroce 😉
lo dico soprattutto per chi non avrà il coraggio di farlo.
palesatevi. oppure uscite dalla mia vita. semplice, no?

come il vento gioca con la plastica.

30 Nov
una giornata pigra.
avrei almeno potuto utilizzarla per fare ciò che comunque era in programma domani, dato che non ho fatto altro che chiudere il libro, alzarmi dalla scrivania, lasciarmi andare sul letto e poi ancora alzarmi dal letto, sedermi alla scrivania, aprire il libro. sterile ripetizione di argomenti già studiati.
che fatica, che fatica questi esami enormi. e lunghi. troppo proiettati nel futuro perchè la mia mente possa mantenersi concentrata e attiva fino al raggiungimento dell’obiettivo. credo che in mezzo ci infilerò qualche idoneità, qualche elettivo… giusto per passare il tempo, per cambiare libro, per tornare a pasticciarlo di colori e ad annotare sui margini, in pausa dai bla bla e ribla passeggiando per la camera.
c’è da dire che la mia pigrizia è dovuta al fatto che finalmente nelle ultime due mattine sono riuscita a svegliarmi ad orari garbati. già.
peccato che questa mattina sia andata completamente persa in un immeritato per quanto necessario shopping, che però ha avuto un pregio fantastico (oltre ai fantastici acquisti, ovvio *_*). a tratti, nei nostri sguardi sincronizzati, mi è parso di rivedere quella complicità tra noi che temevo perduta per sempre.
che poi, magari mi sbaglio, eh.
è che nonostante tutto, non puoi smettere di volere bene ad una persona anche se è un po’ stronza, a volte. a volte anche un po’ tanto. e non puoi smettere di passare del tempo con quella persona che ti è tanto simpatica, solo perchè sai benissimo che non ti puoi fidare. tieni chiusa la bocca, no?
e l’amore, poi, non si mantiene mai uguale a se stesso. ci siamo persi il romanticismo per strada. ma, personalmente, preferisco passare ore ed ore a ridere fino a rantolare. decisamente.
nel fondo dell’anima però, tutto ciò è rovinato da una certa inquietudine. irrazionale, lo so, senza fondamenta… stabili, ma vagamente abbozzata sulle macerie da cui nasce. e da cui trae nutrimento, la maledetta.
sto per sentire luna, e questo è un gran brutto segno. apotropaico.
ho bisogno di un week end rilassante. in famiglia.
quale delle due mi vuole accogliere?
 
non esistono scorciatoie, nella vita e nell’amore.
questo dolore dev’essere vissuto. l’alternativa è sicuramente peggiore. è questo che ci rende speciali, che ci rende magnifici, che ci rende degni.
il dolore con il quale amiamo. ma questo dolore si accompagna a qualcos’altro: alla speranza.
qualcosa a metà strada tra l’agonia, l’ottimismo e la preghiera.
è questo che ci rende umani, vivi… questa è la nostra forza.

visto da qui lo spazio sembra immobile.

28 Nov
sono giorni un po’ sconclusionati.
giorni in cui annaspo a fatica, cercando di tenermi a galla in un mare che è invece placido e senza onde.
l’insonnia inevitabilmente si accompagna a risvegli a tarda ora. sogno ciò che dovrei/vorrei fare e poi non faccio, perchè sono priva di voglia di fare.
aggiungiamo la mia personalissima crisi di metà ciclo.
considerando che comporta ingordigia illimitata ed estrema irritabilità.
fortunatamente non mi ha ancora fatto visita il pianto a sorpresa alla prima notizia semi-tragica/felice e/o al primo spot pubblicitario.
ma quando succederà, potrò disporre del mio nuovo preferiterrimo alboom che caccia incredibbbilmente via tutti i pensieri e del mio amò, all’occorrenza sveglia efficiente, accompagnatore in luoghi di perdizione mangereccia, parafulmini, ma soprattutto gioia della mia vita.
questa è tutta per te. per noi.
 
oggi io e te siamo comete instabili,
luci intrecciate che fendono oscurità
tra tempeste ed eclissi,
le galassie e i riflussi,
tra deserti e ghiacciai 
il mio sole, il mio sole, il mio sole
sarai
e sono qui a immaginare anche per noi
un tempo sospeso
un frammento di eternità
le curvature del tempo
ci attendono
ma se adesso tu
resti con me,
finché avrò fiato
soffierò via le tue nuvole
tra tempeste ed eclissi,
le galassie e i riflussi,
nei crepuscoli so
che il tuo sole, il tuo sole, il tuo sole
sarò.

almeno per stanotte non c’è nessun dolore

26 Nov
nella mia prossima vita voglio essere un uomo in modo da non essere sottoposta all’azione indiscriminata degli ormoni.
ma nonostante tutto, fondamentalmente vorrei la mia testa.
perchè è facile sbandierare al vento dichiarazioni d’amore e/o di affetto sempiterne. ed è bello stare a guardare come cambia il vento.
altrettanto bello è guardare le bocche che si muovono e non sentire nulla. difficile il contrario, se poddie va a tutta birra.
 
forse non lo sai che quei giorni non tornano più
tornerò a cercarti ancora lì
mentre insegui sogni che oggi non bastano più
nei nostri luoghi e nei ricordi

chiudere gli occhi e poi…

25 Nov
non ho parole.
il mio giorno dopo è sempre così. in religioso silenzio, senza visionare foto nè video, senza ascoltare una sola nota, ché poi mi rattristo perché vorrei vederli ancora e ancora e ancora, e invece no, non si può, perciò devo ricordare la serata appena trascorsa e sentirmi felice, ancora e ancora e ancora.
in forma come non mai, grandissimi, scaletta superba, versioni splendide, scenografia geniale.
ovviamente samuel s’inventava qualche parola e si perdeva qualche strofa, ma è normale amministrazione. anzi vi dirò due cose: meno del solito. e comunque, gli vogliamo bene anche per questo, susu!
samuel: "per tutti coloro che ci supporteranno nei prossimi due anni di tour… "
io, rivolta ad ale & manu: "ragazze, è stato bello compiere questo percorso con voi fino ad oggi, continuerò a studiare per corrispondenza… cià!"
io, rivolta a luca: "è stato bello conoscerti, ma le nostre strade ora devono dividersi… cià!"
 
cercasi adepti pronti a bissare le gesta del be human club tour
 
ossia seguirli in maniera ossessiva. dappertutto. eddai, qualcuno mi dia corda, per favooreeee ç_ç

I’M COMING!!

24 Nov
tra poche ore, dopo ben 19 mesi, sarò di nuovo lì. bè, un po’ più in alto. e dietro, temo.
ad ogni modo, sarò lì, e ciccia tutto il resto *_*
 

GABBIAAAA

 

e comunque. cioè, bisogna saper leggere tra le righe. non c’è mica bisogno di essere un fine psicologo.
 
ma quanta arroganza si spreca
per quali mediocri orizzonti
il senso di vaga impotenza di un giorno di pioggia
al gusto di pioggia
in giorni di pioggia
…perchè non ci provi ad arrenderti a un giorno di pioggia? 

dormi, che è meglio pensarci domani…

24 Nov
allora.
solita festa degli ortopedici.
solita mise da "scostumata" – così pare – , soliti balli sui cubi, solito ‘mbriacature… però.
gran sensi di colpa per il gancetto dell’orecchino della coinquilina perso (ho addirittura gattonato per la casa come una scema al buio fino a cinque minuti fa davanti agli occhi esterrefatti della gatta). almeno l’orecchino è salvo, il che è tutto dire, visto che spargo orecchini per tutta bologna manco crescessero alberi, dopo.
però.
però.
gran facce di merda stasera.
inclusi ex parenti che fanno finta di non vederti (che è meglio, mi vergognerei a dire di avere geni in comune con te).
inclusi ex e basta che si accompagnano con gran cesse. cioè, io credo che nella vita devi trovare di meglio. mica di peggio. devi andare avanti, mica indietro. spero per te che almeno la tizia in questione sia un primario. o figlia di un primario. o nipote di rita levi montalcini, che so. roba da vomitare tutti i vodka lemon di getto. giuro!
che poi, non so se ridere o piangere. di questi uomini che non hanno le palle per essere definiti tali. cioè cacchio, alla tua età mi aspetto che come minimo tu abbia la faccia di salutarmi. almeno. invece no. che triisteeeezzaaaaa! ma statevene tra i vostri simili, magari la specie si auto-estingue!
serata ristretta, concentrata, ma bella. come sempre.
a cominciare dalla cena con voi, miei cari. impagabile come sempre.
e un grazie particolare a luca (non l’amò, un altro) per aver sopportato e supportato i miei deliri automobilistici (lunga storia… ). e a leo, per aver supportato (proprio in senso materiale, ma senza malizia, è un fratello) il mio stesso corpo invaso dall’alcol che a stento si sorreggeva su tacchi da 80.
manu, dormici su, ché gli uomini sono microcefali ( la maggior parte). e soprattutto, domani ci aspetta il MEGADELIRIODEFINITIIVOOOOOOOOOOO 😀
 

'mbriacone!