Archivio | gennaio, 2008

la glaciazione

29 Gen
in realtà, poi ieri sera è andato tutto bene.
ho studiato fino alle 20 passate, mi sono preparata una cenetta gustosa, mi sono infilata nel lettuccio e dopo pochi telefilm sono scivolata in un sonno sereno.
e ciò che fa maggiormente notizia è che son sveglia dalle 8 – senza litigare con la sveglia – e ho quasi finito un capitolo.
perchè non posso lottare, non posso stare all’erta, non posso stare sulla difensiva, sempre, in attesa di, in attesa che.
non posso prevenire gli errori, non posso colmare le lacune.
e mi sono anche stancata di mettermi al sicuro le spalle.
che si dica che sbaglio, che sono egoista, che sono menefreghista. probabilmente succederà davvero, sempre più.
ma io attenderò placidamente gli eventi. facendo ampiamente i cazzi miei.
d’ora in poi, per quanto mi sarà possibile, farò esclusivamente ciò che più mi aggrada, come e quando voglio.
e pazienza se certe porte resteranno chiuse, pazienza se il telefono non squillerà.
a dirla tutta, io non sono mai rimasta sola in tutta la mia vita. e c’è un perchè.
in secondo luogo, chi conta non abbandona, nè sarà abbandonato, questo è ovvio e scontato e naturale e logico.
 
gelidi tramonti
un tempo erano fuoco sulla terra
pallidi orizzonti
le ceneri di un tempo che dovrà finire
 
 
postilla delle 13.07
cosa c’è meglio che pensare positivo?
ma chiudere quella porta con le tue stesse manine e un bel sorrisone in faccia, naturalmente!

psicodramma

28 Gen
sinceramente sono un po’ stufa.
quant’è vero che io metto i muri, però c’è anche chi chiude le porte.
certo non sono novità, ma vorrei poter marchiare a fuoco questo momento di consapevolezza nella mente, per andare a ripescarlo fresco e immutato quando mi servirà, ah, quante volte ancora mi servirà!
mantenerlo così, carico di rabbia e di tristezza.
per non avere incertezze, per non vacillare, per mantenermi dura e colpire.
e non riversare quest’amarezza addosso ai miei tesori, quelle poche persone il cui affetto è costante, incondizionato e caloroso.
vorrei poter dire che passerà, ma la realtà dei fatti è che l’ora della liberazione è ancora lontana. estremamente lontana.
se solo fosse possibile parlare con mia madre senza scatenare crisi d’ansia o indigesti litigi.
e invece no, come sempre non mi è possibile neanche sognare.

the same mistakes

27 Gen
 
give me reasons
don’t make me choice

beautiful garbage

24 Gen
succedono cose strane ultimamente, a casa mia.
rapporti di più di un lustro finiscono, grandi passioni sfioriscono, uomini entrano con fare furtivo e schioccano baci nel silenzio (del mio studio). litigi infarciti di paroloni. improvvisamente, il volume si alza mentre paolo fox parla del leone, e poi la voce muore, senza più arrivare allo scorpione. si parte, stavolta non più dirette a casa, con l’ultimo acquisto sexy in valigia.
la gatta graffia sulla porta della mia camera alle due di notte, in cerca di serenità.
robe da pazzi.
e pensare che ero io l’anima della festa, la casinista implacabile della casa, esposta alla mercè dello sguardo torvo e dei giudizi pesanti.
vabbè, ovviamente esagero, ho il gusto del tragico, al momento.
ci sono lati positivi: finiranno i tè pomeridiani all’insegna dello studio delle congiunzioni astrali e dell’analisi dei fondi del caffè per sapere quando acquario e scorpione avrebbero potuto parlare senza scannarsi, finiranno le estenuanti opere di convincimento sul non sfogliare per tre ore il catalogo dell’ikea, ché quello rimane, sia lui che il nostro budget. oppure – TERRORE – adesso inizierà la versione casalinga di uomini & donne??
come rimpiango le benedette aule studio del sant’orsola!
che poi non è che voglio far credere che studio diciotto ore al giorno. tantomeno con le mie nuove ossessioni-compulsioni.
sono particolarmente sensibile al cambiamento minimo di una qualsiasi consuetudine che mi appartenga ormai. una giustificazione per il cazzeggio? furrrrbi.
tanto lo so: lo studio si piglierà tutti gli anni in cui beltà splendea nel mio giovine corpo.
che culo. -_-
poi, vedo talmente tante puntate di diversi telefilm che, a breve, confonderò trame, eventi, personaggi; nel lungo periodo, mi convincerò di essere susan, alice, chloe o addirittura dexter. in quest’ultimo caso, per piacere, preoccupatevi.

lost in flow

23 Gen
ripenso ad una domenica pomeriggio. una domenica di dieci giorni fa, tanto per non fare i misteriosi.
mi chiedo quando ho perso di vista il confine. quando la linea di demarcazione si è fatta sfocata, ha cominciato a confondersi sempre più nella nebbia…
quando le mie regole interiori sono state strappate alla loro intimità sonnacchiosa per venire esternate, spiegate, teorizzate.
e soprattutto, quand’è che si sono fatte così rigide e invalicabili, quando hanno perso la capacità di farsi flessibili e di modellarsi.
ma qui manca il tempo, anche di pensare, certe volte, fuori dai soliti schemi, il tempo di interrogarsi e poi allora è normale che invece dei sogni, chiudendo gli occhi, spuntino pensieri che non trovano voce in altri momenti.
è strano, ma… per quanto apparentemente tutto sembri muoversi flemmaticamente nella mia vita, io mi sento come se stessi su una giostra che vortica, vortica, vortica.
ai miei occhi, una tavolozza di colori che si mischiano in forme e sfumature nuove, sempre diverse. 
non sto male. niente affatto.
solo, a volte percepisco un senso d’impossibilità nello scendere dalla giostra e riacquisire un’andatura normale. come quella del resto del mondo.
o forse anche per loro, per voi, è solo un’illusione?
 
– più conosci te stesso e sai quello che vuoi, meno ti lasci travolgere dagli eventi.
– è solo che… io non so cosa voglio diventare…
 
nuvole
 
flusso, derive, parole. e tutto si perderà.
già.
buonanotte.

eravamo quattro amiche al bar…

18 Gen
sono un po’ piena. di amaro del capo, e prima ancora di cannonau.
e sono anche un po’ vuota, di parole, molto poco carrie in questo periodo.
è che per certe cose mi par quasi di camminare in un terreno cosparso di mine.
riaprire il blog. poi forse richiuderlo, chissà, tutto sotto lo sguardo malizioso di kirsten dunst/marie antoinette, lo stesso sguardo che mi ha sfidato per mezz’ora, questo pomeriggio, lo stesso sguardo che ha deriso il mio sudore e il mio equilibrio instabile sulla scrivania, questo pomeriggio.
la dolcezza e il dolore, insieme.
e una voce che canticchia. giuro, si sente distintamente!
ipotesi 1: sono ubriaca;
ipotesi 2: è un fantasma;
ipotesi 3: i muri di questa cazzo di casa sono di carta velina.
rimarrebbe però il mistero di chi canticchia a quest’ora di notte.
e comunque è davvero una soddisfazione quando ti fermano per strada e ti chiedono dove hai acquistato quegli stivali, perchè "li ho cercati dappertutto, sono fantastici!".
essissì. modestamente je suis glamorous, yeah. and a little drunken too.
cercando di tornare seri, che dire… certe dinamiche si ripetono, e sinceramente io mi alzo le maniche e mando giù cicchetti. spiando dalla finestra. perchè certe cose non cambiano allo schioccare delle dita. peccato.
mentre per quanto riguarda te, ale… ce la farai. forza! vedi, ti dedico addirittura le frasi finali del mio post! mica è da tutti eh.
dicevo… forza, ce la farai, perchè certo noi non siamo delle sciampiste stereotipate!
… peccato…? … forse sì, sai!!
ma non per la mia linea, mi strafogherei di caramello. meglio la fisiologica. mmh sì.
 

Foto senza titolo

ho solo te nella testa

e poi scendi giù nella bocca

e ancora più giù

nelle mani.

piccola (ma sbrilluccicosa) postilla per rispondere ad ale:

Foto senza titolo

uhm. diciamo che condividiamo solo la passione smodata et inopportuna per il fucsia. finchè charles non ci separi.

dexter sono io

16 Gen
lei non lo sa, ma praticamente ha parlato di me. che dolcemente, senza porre resistenza, mi lascio scortare dalle onde, su e giù.
ma quel che è peggio… oh cazzo, e adesso? la pacchia è finita?!
no, io non ci sto! razionalmente è uno sbaglio, un grosso sbaglio, ma io sono così.
troppo pigra per fare quel che è giusto al momento giusto.
poi me ne pento, certo. ma i suoi sono preconcetti simil-cattolici.
facile dirsi dotati di una coscienza, dopo. è comodo.