Archivio | aprile, 2008

Senza titoli.

29 Apr
Da un lato, desidero vedere sguainare le spade e il sangue scorrere.
Anche se so perfettamente che il tutto durerebbe fino all’ora tisana, ché pizza due sere di seguito non si può.
Ho un po’ paura, sia dei prossimi giorni, sia del futuro prossimo, in cui non avrò chi mi spalleggia (anche se solo per una, commoventissima volta) e la voce probabilmente dovrà tornare a farsi grossa più e più volte.
Non so, è certo una rappresentazione del mondo intorno a me, un microcosmo ricreato fedelmente, a parte qualche piccola licenza.
Mi rendo conto della presenza netta, circoscritta, di una certa dose di negatività che mi conduce inevitabilmente ad aprire bocca, sparare un giudizio e poi scrollarmene le spalle.
In fondo, è sempre la stessa storia, dell’eccellenza, delle serie, del vorrei non vorrei non devo ma posso.
La verità è che io sono libera, in ogni momento della giornata, ma non quando la me sentenziosa prende il comando della base. Vorrei scrollarmi di dosso anche lei, la prossima volta, per non pensare alla stupidità umana, all’arroganza di alcuni e alla cecità di altri perché non sono affari miei quando non mi coinvolgono, per non pensare a nessuno perché di nessuno deve interessarmi al di fuori di me, perché è inutile sprecare tanto tempo a pensare cose che tanto poi si risolvono in un niente, perché in questo momento ho bisogno di tutta la mia concentrazione possibile. Tutta, convogliata nel mio unico, vitale obiettivo.
Comunque, temo niente spettacolo truculento. Uffa.

…è solo il tempo a rivelare la stagione

24 Apr
Serate suggestive.
Serate che dovrei passare con quel bel tomo di 642 pagine (part one), ma che sinceramente anche no.
Serate che ma perché prima no, ispida, sfuggente e diffidente roberta, quanto e più di una gatta selvatica.
Serate in cui emergono verità prima taciute e analogie che proprio non sapevi, non pensavi.
Con uno sguardo capisci. E ami.
Del resto, "ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno".
Anche se, con calma, l’amore non va sprecato. Va conservato, incanalato e donato a chi lo merita, quindi, andiamoci piano.
A volte sbaglio anche io.
Non su cose su cui potrei scriverci un libro, ormai, metterci la foto con la mia faccia e la mia firma autografa, perché io ho il coraggio delle mie azioni.
E io avrei dovuto chiamarmi Cassandra, ma in fondo è andata meglio così, abbiamo conservato la dignità della famiglia, perché fosse toccato a me, probabilmente non avrei salvato mia sorella dalla giusta punizione di chiamarsi Carmelinda.
Perché poi oh, Cassandra fa una brutta fine. Io invece vedo, prevedo e provvedo. Prevenendo.
E poi a volte sbaglio anche io. Aprire gli occhi, riflettere, trarne conclusioni e ammetterlo è grande, grande cosa.
Ma non da tutti.
Può generare incontrollati stati di claustrofobia. Passano, non appena l’obiettivo si rifocalizza in mente.

Tra piccole iene

23 Apr
Lo so. Talvolta – talvolta – sono un’ingenua.
Il fatto è che se c’è una cosa di cui proprio non mi capacito è l’incapacità di mettersi nei panni altrui. Io lo faccio sempre, prima di dire o fare qualunque cosa. Tranne ovviamente quando si oltrepassa quella famosa soglia dopo la quale divento moooolto egoista e ancor più menefreghista, faccio le cose a mio comodo e per mio comodo.
Ma generalmente, io tendo a fare tutto per conto mio senza contare su nessuno, non solo perché me la so cavare in quanto arrogante e asociale, ma anche perché odio pesare sugli altri, conscia del fatto – tra l’altro anche incerto e decisamente dubbio – che se chiedo aiuto, se non altro per educazione o gentilezza, dovrei riceverne. In teoria.
Allora. Posto che ho offerto io il mio aiuto. Posto che sono settimane che ti inseguo cercando di strapparti delucidazioni sull’argomento. Posto che avevo detto che, per quella cosa, ci voleva preavviso. Posto che domani arrivano i miei tesori e io potrei anche sparire dalla faccia della terra per 5 giorni.
Ma come cavolo puoi ricordartene… il giorno prima? Ma la gente pensa che io non faccio un cazzo dalla mattina alla sera? Che può chiamarmi all’ultimo minuto che tanto mi posso liberare da qualunque altro impegno con uno schiocco di dita?
Ma la gente ragiona certe volte? O pensa davvero esclusivamente ai cazzi suoi?
A me va anche bene, tanto non mi stupisco più di nulla. Ma ficcatevi bene in testa che d’ora in poi dalle mie labbra usciranno tanti di quei no, non posso che non ne avete neanche idea.
Adesso torno dal mio caro muratore moldavo tanto dolce e caro, che più puliamo e mettiamo in ordine durante, meno siamo stanche e più tardi torniamo stanotte.
Addio miei cari… almeno fino a martedì.

Storia della Colonna Infame – di pagliuzze e travi negli occhi…

20 Apr
Non bisognerebbe mai vergognarsi ad ammettere le proprie debolezze.
Perché tutti ne abbiamo, è umano.
Tanti rapporti sarebbero più semplici e puliti se solo si fosse… un po’ meno opachi. Non dico trasparenti, ve lo concedo, ma almeno un po’ meno opachi.
Invece no, la maggior parte della gente preferisce nascondersi dietro ciò che non è, millantare rettitudine e coerenza, per aver poi modo di venire davanti a me, con quella faccia, e osare dipingermi cattiva, intollerante, ingrata.
Con quella faccia pronunciare certe frasi, e poi spazzarle via con un’altra sola.
La gente, faccia pace col cervello, prima di instaurare un dialogo con me. Ché io, ciò che faccio e che dico viene dal cuore, e posso prendermene in toto la responsabilità, perché non so cosa voglia dire fare altrimenti.

E vabbè che presto o tardi dalle serie A si cade nell’eccellenza, però io dalla serie B scappo ad allenare!

Over the rainbow…

15 Apr
Diciamoci la verità: nonostante le lamentele, i musi lunghi, i pugni sbattuti sul tavolo e qualche lacrimuccia… quest’esame mi piace.

Mi piace perché mi costringe a ravanare nella mente alla ricerca del più piccolo indizio che possa portarmi alla giusta soluzione, a sforzarmi, tanto, per ricordare, capire, collegare.
Nonostante tutto, domani mi cimenterò in quest’impresa.
E poco importerà, almeno fino a quando non saprò il risultato.
Perché intanto, comunque vada, domani sera vado a ballare, e giovedì sera esco col mio amore, e poi mancheranno solo sei giorni all’arrivo dei cuginetti.
Il resto, è un programma molto fitto da definire ancor bene.

And I feel like I just got home

15 Apr
Non esiste oggettività nel mondo.
Per cui io mi sento di dire che non conta se il mio comportamento non viene compreso o apprezzato o imitato. Tanto quanto me ne frego che esso possa essere altresì sdegnato o frainteso.
Non mi interessa per il semplice motivo che ciò che faccio e dico non nasce (più) dalla dignità – ché d’orgoglio non si trattava neanche precendentemente, attenzione – o dall’ira o dalla delusione, ma scaturisce direttamente dal cuore.
Il cuore mi dà precise indicazioni su come muovermi, quale strada prendere e perché.
In questo preciso momento, mi riporterebbe dritta in quel di Gallo, il mio nido felice, la mia seconda casa. Dove sono amata e coccolata, ingozzata di buon cibo e teneri vezzeggiativi. Un luogo che mi rigenera completamente da tutte le brutture che – ahimè – mi circondano in questa da sempre per me ostile città.
E allora ripercorro con la mente le passeggiate in bicicletta, i gatti inspiegabilmente bicolor e incredibilmente fiduciosi, gli esperimenti culinari, l’effetto cinema della tua enorme televisione, le cene pantagrueliche in compagnia più che ottima – perfetta, in entrambi i casi.
Qui lascerei un bel fermo immagine.
Invece no, devo chiudere il discorso di prima. Il cuore detta le regole. E non scenderà più a compromessi, a nessun costo.
La mia ultima parola.

Ogni cosa è intimamente connessa a tutto il resto, per questo sono legato ai miei nemici così come sono legato ai miei amici… nessuno di noi è mai veramente solo.

taglia, cuci e vai avanti

7 Apr
i pensieri si confondono sempre più.
ho debiti ovunque, con chiunque. e se voglio rimarginare un po’ le ferite del mio portafoglio dovrei anche imparare a dire a quanto ammonta il debito, ché poi altrimenti l’emorragia continua, indefessa.
qualcuno ha ragione nel dire che bisognava agire subito.
del resto, le mie fini strategie non possono essere alla mercé di chiunque, eh.
solo ciò che è trascorso ci rivela il suo volto reale, dicono.
certo è che di questa storia i contorni si sono fatti indefiniti subito, e andrà a finire come quelle storie di coppie di amanti famosi, che dandosi la colpa a vicenda hanno reso tutto talmente tanto torbido, che poi nessuno ha trovato più il coraggio di infilarci le mani per pescarci alcunché.
qualcun altro dice anche: verba rebus proba.
io sono serena, checché se ne possa pensare.
per un motivo, che è assolutamente palese – tanto da non dirlo certo qui – e che era l’obiettivo primario del mio disegno.
per quella parte di me che ha serrato ben bene la porta, ha fatto le valigie e si prepara a partire.
perché tanto, io non rimango mai col culo per terra.