Archivio | maggio, 2008

Senza Peso

18 Mag
La Danza è sospesa per dire che… Ora tocca a Me.

Impossibile da dimenticare, difficile da ricordare.

16 Mag
Eppure va così.
Sì, lo so, non si dovrebbe cominciare con un eppure. Però questo eppure segue e completa il filo logico dei miei pensieri.
Facile dire scusa, mi dispiace, torno subito, mica dovete insegnarmelo, io sono una campionessa nell’arte del mettere le mani avanti e pararmi il posteriore. Arte che adopero fondamentalmente con chi reputo duro di comprendonio, e pertanto indegno di discorsi complessi col cuore in mano. Tesi, antitesi e sintesi, senza sprecar fiato a ciarlare.
Che poi, come mi è stato detto proprio pochi minuti fa, è tutta una questione di prospettiva. Basta cambiare angolazione e magari i problemi ruotano assieme ad essa, assieme a noi. Ma – e qualcuno potrebbe recriminarmi anche questo ma ad inizio periodo, che però io ritengo irresistibile – rimangono. Amplificati o ridotti, rimangono.
Ora, di certo non ne faccio un dramma, perché non lo è. Trattasi di una situazione ben evidente da mesi ormai. Solo che in fondo in fondo, sono una sentimentalona (ahahahahahahahah). Solo che evidentemente, mi fa comodo così (così va meglio).
Non posso far altro che specializzarmi ancor più nella mia arte.

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo

15 Mag
Mi sento decisamente così, da titolo.
Tutto il giorno penso e penso e penso senza che mi fermi davvero su alcun peniero, rimangono tutti vaghi e incorporei. Non ho tempo per materializzarli.
Ogni mio piccolo e breve momento libero viene assorbito da Kirby o dai soliti svariati telefilm, per cui alla fine il mio cervello è costantemente stanco.
Ma c’è una cosa che mi ronza intorno a questo cervello stanco da un po’. Che in realtà non le assomiglio per niente, per carità divina, prendiamo le giuste distanze! Però avevo sempre pensato che certe situazioni si potessero creare solo per propria colpa, invece ho scoperto che può succedere anche il contrario. Succede, e se lo unisci ad un carattere diffidente, strafottente e spesso e volentieri anche menefreghista, eccomi intrappolata in una bolla alla deriva, alla mercè delle correnti aeree.
Menefreghista e anche piuttosto egoista. In primis, perché non so cosa sia finalmente scattato in me, ma ho ben più chiari i miei obiettivi e le mie priorità;
in secondo luogo, ho finalmente dismesso i panni della buona samaritana. Fino a poco tempo fa, senza rifletterci su neanche un attimo, avrei mandato un messaggio a quel compagno di avventure che ora annega nella depressione; gli avrei fatto una sorpresa ipercalorica presentandomi a casa sua senza preavviso; l’avrei invitato ad uscire, gli avrei parlato dei miei brutti momenti e avrei cercato di farlo ridere di gusto di nuovo e di nuovo.
Poco tempo fa, ma ora non più.
Perché mi prendo la responsabilità di dire che, in amicizia, nessuno ha mai avuto modo di criticarmi. Poi ovviamente io parlo da un punto di vista della mia coscienza, linda e pulita, e dando per scontato che venga detto tutto in faccia, cosa che non avviene spesso, considerato che c’è chi ingoia dei gran rospi. Detto questo, sicuramente uno non dà per avere. Ma se piuttosto uno riceve calci, come nel suddetto caso, cosa sono, scema ad andarmi a cercare altre percosse?
Mamma, a cuccia. Amici, venite dopo di ME. Come dice quel filosofo di Pablo, al primo posto ci sono io. E anche al secondo, al terzo e al quarto. Dal quinto in poi, ci sono TUTTI gli altri. Bè, a parte la mamma quando è in buona e Luca che condivide sempre con me il podio…
E i farisei stiano con i farisei, ché io, escluse le tragedie familiari e l’angoscia da esami, amo profondamente la mia vita, che reputo pressocché perfetta.

Briglie & Brogli

9 Mag
A volte sfioro momenti di depressione gravi. Momenti in cui, dopo ore sulle stesse 4 pagine, continuo a non capire che cosa io stia ripetendo per la quarantaduesima volta; momenti in cui non riesco a guardare con il mio solito distacco le solite mancanze (e arroganze: io non voglio fare la tuttologa, ma prima di ridacchiare per il modo in cui uso una parola, prendi un vocabolario e guardati l’etimologia. Scoprirai che il suo senso primario è proprio quello che ho dato io. Poi viene il tuo. Poi, e in maniera figurata. Caro il mio 100 al liceo classico dei poveri); momenti in cui soffro e invidio e detesto il mio mancato viaggio a Londra con gli altri, le mie mancate gitarelle del fine settimana, la mia assenza al primo compleanno della bambina più bella del mondo, la mia impossibilità persino a decidere il giorno in cui posso finalmente dare colore/calore a questa stanza!
Tuttavia, tuttavia, mi scopro equilibrata come non sono mai stata e decisa come non ero da tempo. Forse luglio arriverà troppo in fretta e mi troverà impreparata; in tal caso, prenderò per mano la mia compagna di sventure e insieme ci incammineremo verso settembre…

Kindred

5 Mag
La verità è che è finita un’epoca, durata troppo poco ma vissuta pienamente, e tanto basta.
La verità è che continuo a vivere ossessionata da pensieri miei e non miei, perché c’è chi vuole che io ne sia parte attiva, quando io parto attiva non sono nè dovrei esserlo, ma soprattutto non voglio.
La verità è che da un lato non me ne frega niente, dall’altro me ne frega ancor meno, ma ho paura di svegliarmi un giorno e capire che ho perso molto. Ma poi alla fine mi dico che se il molto è questo, allora sto proprio alla frutta. Marcia.
La verità è che ho affondato i denti a puro scopo diagnostico e ho trovato solo cenere e costole.
La verità è che io ormai vivo in funzione del fine settimana, sempre uguale e sempre diverso, irrinunciabile.
E non ho bisogno di descrivere minuziosamente pietanze o luoghi, è tutto qui nel cuore, è tutto mio, nostro.
Spero solo di meritarmi ogni giorno di più tutto il vostro amore.

Once more, with feeling

1 Mag
Allora io adesso voglio, pretendo di sapere da qualcuno di voi come cazzo può fare una cristiana ad addormentarsi ad orari decenti, a concentrarsi su un esame di merda, a pensare alle persone e alle cose belle della propria vita, quando puntualmente, archiviato un casino, se ne apre un altro di proporzioni bibliche.
Se io potessi parlare per cinque minuti 5 a tutti quelli che si lamentano per delle grandissime puttanate, se potessi raccontare loro un decimo della mia vita… allora sì che comprenderebbero quali sono i veri problemi.
E mi dispiace sparire, mi dispiace non farmi sentire, ma io non sono un eleboratore elettronico, non posso tener conto di tutto e tutti voi, che pretendete pretendete pretendete comprensione e devozione e basta. Io non ce l’ho, il tempo per voi.
Sapere le cose in anticipo non aiuta per un cazzo. Non serve ad evitare che ti cadano le braccia, che il respiro si mozzi, quello schianto nel cuore.
E adesso, non so dove sbattere la testa. Non capisco come agire, come comportarmi. Sono ferma immobile nella nullafacenza, mentre il cervello macina e macina pensieri, ricordi e teorie.
So solo che vorrei mettermi in un angolino e piangermi addosso, per qualche ora almeno, come indennizzo per tutte le volte che non l’ho fatto.