Archivio | luglio, 2008

Passami le sneakers, meglio scappare

25 Lug
Continuo ad alzarmi eroicamente ogni mattina alle 7.30. Scandisco il tempo come sempre, in modo da trovami, come sempre, alla scrivania con il libro aperto davanti non più tardi delle 8.30.
Ma le pagine non avanzano. Sono ferma alla stessa facciata da giorni. Ripeto l’argomento precedente perché lo dimentico, in continuazione, e ci perdo una mattinata, dopodiché mi dico "ok, adesso pranzo, mi guardo un telefilm, e poi inizio, sì, ce la faccio!". Invece va a finire che devo assolutamente andare a comprare quella pochette rossa prima di tornare a casa, e già che ci sono perchè non andare a vedere se magari han abbassato il prezzo di quella magnifica t-shirt? E le scarpe? Oh mio dio, non posso tornare a casa senza un paio di scarpe da sera decenti!
E qui chi mi conosce può capire realmente i fatti: io odio andar alla ricerca delle scarpe. Unica donna al mondo, credo. Ma non perché non mi piacciano: il problema è che ho gusti non difficili, di più. Impossibili. Perchè le scarpe che voglio io, sempre, non esistono. Non le hanno ancora prodotte. Nella mia mente faccio una crasi di svariati modelli, creando ibridi che magari saranno in voga l’anno prossimo, chissà. Cioè, ma poi parliamone: ‘ste cose di plastica/vernice/poliuretano et similia che vanno di moda quest’anno, a me fanno vomitare. E non è (solo) una scusa per entrare da Furla.
Comunque, il succo è che la ricerca delle scarpe in realtà funge da copertura per non studiare. Un po’ come quando pur di non studiare ti offri di pulire la cucina (in modo da tacitare eventuali sensi di colpa per il tempo andato), solo leggermente più ricreativo e piacevole.
Non ce la faccio, non ce la faccio. Ho un obiettivo cerchiato in rosso per settembre, ma non ce la faccio. Nada, sono svuotata di ogni energia. Mi secca cucinare, mi secca il mio pallore e neanche il cazzeggio mi vien bene in questa landa desolata.
Preparatevi a lunghi scritti inutili, come sopra.
Anche perché poi ci si legge a settembre. L’unico pc disponibile di tutta casa è nel nuovo studio paterno, e in quanto tale abbordabile al massimo di notte, ma cari miei, io di notte vivrò. Bisogna estirpare quest’insana abitudine di alzarsi così presto.

In tempi non sospetti

25 Lug
Gli eventi odierni mi ricordano che chi fa da sè, fa per tre, in senso letterale. E che pararsi il sederino è sempre cosa buona e giusta.
Tuttavia, devo smettere di pensare di poter fare a meno degli altri, perché questo è prendersi in giro. Perché prima o poi, avrò bisogno di appunti, di un calcolo istat, di un letto dove dormire in giro per l’italia.
Vabbè. Cose da affrontare volta per volta. Magari a settembre. Sia lodata la mia fervida fantasia.
Necessito di vaaacaaaaaanzaaaaaaaaaaa

Fammi sentire distante da ciò che più a cuore mi sta
Fammi sentire distante, lontana anni luce da qua…

Nel mio guscio di cartapesta

23 Lug
Ma é normale che un emerito sconosciuto riesca, in 5 minuti, a far vacillare il tuo muro di certezze?
Certo, l’ho sottovalutato; e gli stavo rifilando la mia tiritera preconfezionata colma di cinismo.
Ma non so, quello che ha detto, come l’ha detto. Mi ronza ancora in testa.
Mi sento come se un ricordo lontano mi stesse tornando pian piano alla mente.
Mi ha fatto credere, per un momento, che nel mondo esista ancora un po’ di purezza, un po’ di magia, qualcosa di completamente slegato dalla ragione, dalle convenzioni, dalle mie liste perfettine.
Quanto tempo è che non dico: "scusate, ho fatto una cazzata, ma non potevo fare altrimenti"? Quanto tempo è che critico questo atteggiamento? Quanto tempo è che non mi lascio libera di improvvisare?

O Puglia Puglia Mia

21 Lug
Mi ha insegnato ad arrampicarmi sugli alberi e a giocare a pallone (per quanto possibile).
Mi ha insegnato a fare a botte (fino alle medie ero il terrore dei bambini).
Mi ha insegnato che non era giusto barare, e nemmeno mangiare i pan di stelle spalmati di nutella, se non volevo colare a picco al largo di lido pantano (che è la spiaggia dove sono cresciute intere nostre generazioni, dalle 8 di mattina alle 8 di sera, anche con la pioggia e soprattutto con un panzerotto della ianna in mano)[la ianna è l’istituzione famigliare culinaria, specie in campo di panzerotti e focaccia di cipolle].
Ho studiato sui suoi libri.
Ed è stato lui a portarmi in discoteca per la prima volta (anche se solo teoricamente, ma questa è una storia che è bene non sia resa pubblica).
Mio cugino.
E finalmente ho potuto ripagarlo iniziandolo io a qualcosa: i Subsonica. E con successo! Meriterei una percentuale sui guadagni, per tutti i proseliti che faccio… [e finalmente ho conosciuto OndeQuadre: quando si bissa? Qualunque cosa, anche una passeggiata tranquilla!]
Perché a volte il sangue conta. A volte, ma parte dell’albero genealogico meriterebbe di esser lasciato a seccare. E comunque non cambierei una virgola della mia splendida infanzia, così serena e felice, ricca di persone, feste, giochi, amore. Perché credevo che non esistessero su tutta la faccia della terra luoghi senza mare, e non potessero esistere famiglie meno numerose della nostra, caoticissima e indefinita, perché la figlia della cugina della zia di mamma è coetanea? Perfetto, un’altra cugina!

E a questo proposito, mi stupisco nel riconoscere Bologna dal treno ben prima di arrivarci. Un po’ mi fa piacere, un po’ no; l’unico paesaggio degno di essere riconosciuto, adorato e agognato è la mia terra rossa e il profilo degli ulivi che si stagliano contro il blu del mare… un miraggio, ancora per dieci lunghissimi giorni…

O Puglia Puglia mia, tu Puglia mia
ti porto sempre nel cuore quando vado via
E subito penso che potrei morire senza te
E subito penso che potrei morire anche con te

Tutte le strade mi portano alla psichiatria

15 Lug
Sono felice, contenta e leggera.
Non andrebbe mai detto ché in genere porta sfiga, però a volte troppa gioia in corpo può far male, magari si rischia di esplodere, chessò!
Sono sulla strada giusta, adesso lo so. E in uno stato di grazia che è praticamente impossibile da scalfire, l’ho constatato stamattina. I brutti incontri mi scivolano addosso. Certo, un bel pugno in pieno viso avrebbe donato molto a quella tua gran faccia di bronzo, però sai… si raccoglie ciò che si semina, allora lasciamo che faccia l’inclemente signor tempo.
Mi spiace continuare ad essere fraintesa. Sarà che a me sembra di parlare con il cuore in mano, e invece va’ a vedere che alle orecchie altrui parlo arabo…
Sinceramente, me ne infischio. Io non vivo di rimpianti, se faccio un passo indietro è solo per prendere la rincorsa verso il futuro. Tutto ciò che ho fatto e non ho fatto è ben motivato. Pertanto, che ci si voglia credere o no, non avevo scopi nascosti, non volevo creare scompiglio, e soprattutto non volevo essere vittima di stupidi giochini immaturi di rivalse e vendette – di che poi, lo capirò solo studiando psichiatria, mi sa – .
Poi oh, chi sono io per giudicare come ognuno ritiene sia più utile impiegare il proprio tempo? Nessuno, ma si abbia il buon gusto di non far sì che impieghi male io il mio tempo, e scusate se è poco!
A volte la mia ingenuità sconfina nella stupidità, abbiate pietà di me. Tanto conosco una volta, conosco tutta la vita, alla faccia di chi dice che stupido è non cambiare opinione. Stupido è illudersi che le persone possano cambiare! Possono stupire, possono mostrare lati nascosti, possono modificare il proprio comportamento, possono fingere, ma rimangono sempre fedeli alla propria natura, non c’è scampo.
Perciò, cari ranocchietti, liberi di continuare a sguazzare nella vostra piccola pozza di acqua stagnante: io vado a programmarmi le vacanze, anche il mio pungiglione ne ha bisogno.

Tanto gentile e tanto onesta pare

14 Lug
E invece appartiene in pieno al suo segno.
"Non lo faccio di proposito, è la mia natura", rispondo alla rana.

E domani è un altro giorno

13 Lug
Capita, a volte, che la notte utilizzi questo tipo di tecniche.
L’aria si diffonde lentamente nelle tenebre e le emozioni arenate nei luoghi più remoti precipitano nelle mani delle persone come stelle cadenti, e le svegliano.
E i sogni che fanno, sono gli stessi.
Nell’arco della notte, tutto accade e tutto si esaurisce.
E il mattino seguente, persino le cose concrete si fanno incerte, per poi dileguarsi nella luce.
Quelle notti sono lunghe, infinitamente lunghe. E splendenti come pietre preziose.