Archivio | ottobre, 2008

Assume nothing

23 Ott
Non c’è che dire: quanto sono fallimentare dal punto di vista relazionale, tanto sono legata morbosamente agli oggetti, al punto da dar loro nomignoli e "rinunciare ad un’occasione così, ma seeeei paazzaaaaaa (l’occasione sarebbe un cambio vantaggiosissssimo del mio macbook col nuovo di zecca)". Sarà perché gli oggetti non possono deluderti? O non ti inchiappettano appena giri le spalle?
Brutti diavoli tentatori! Ho sempre pensato che sarei morta col mio PiCcino accanto, cioè, il contrario, sarebbe più auspicabile…
Che poi, fallimentare è opinabile. Essere intelligenti a questo mondo l’è dura. Solo perché ho capito anzitempo che tentavi di prendermi per il culo, fingendoti mio amico quando invece stai lì a gozzovigliare col nemico, ridendo (attento a non strafogarti) e pensando di fregarmi, poveretto, e dunque giustamente ti tratto per l’idiota che hai dimostrato di essere, allora io divento la cattiva. Mi pare giusto. Scusatemi, da domani lascio che mi racconti tutte le sue cazzate dandogli persino corda.
Bisogna che – mio nuovo intercalare sfruttatissimo – si faccia presente agli astanti che non soffro di manie di persecuzione. La mia (s)fortuna è tutta qui: capisco le persone, prima che compiano le loro nefandezze. Poi, una volta non voglio crederci, una volta perdono, una volta me ne frego, una volta ogni tanto non ci capisco una cippa, ma generalmente io so con chi ho a che fare, quasi sempre.
E proprio perciò – vi dico di più – spenderò quegli inutilissimi (attenzione, inutilissimi, ma questa la capiamo in 3)12 centesimi. Spero valgano tutti e abbiano l’effetto descritto da mia madre: pararsi il culo, che è sempre cosa buona e giusta. Cara mammina, tu sì che sei una donna saggia e concreta.
Perché le crociate, le lascio a chi ha tempo da perdere. Scusatemi se mi reputo troppo intelligente per non usare le scorciatoie che sono in grado di trovare.  

Ndr: mi spreco a dire che questo post è chiaramente sardonico. Mi spreco, perché tanto chi dovrebbe capire, non ne capirà non solo il senso lato… ma neanche il senso compiuto. Purtroppo là fuori c’è un mondo limitato, cosa ci si può fare?

Pushing Daisies

21 Ott
C’è che ogni giorno mi vengon dati nuovi motivi per desiderare sempre più di partire.
Non che me ne servano, per carità. Già per i fatti miei spasimo all’idea. Partirò ogni anno, d’ora in poi. Basta rinunciare a qualche cagata non importante (e qui mi mordo la lingua, chèmmeglio).
Comunque. Tanto per cambiare, io aspetto.
Sono veramente, veramente curiosa di vedere.

In continuo movimento

17 Ott

Le incomprensioni sono così strane, sarebbe meglio evitarle sempre… per non rischiare di aver ragione ché la ragione non sempre serve.

Crisi rientrata, tutto risolto, almeno a parole, ma fortunatamente per qualcuno al mondo ancora esiste una parola. Per lei sì, quel che è giusto è giusto.
E’ solo che ogni tanto va, come dire, pungolata. E riportata all’ordine.
Di cui, posso dirmi soddisfatta per la battaglia vinta. E sono soddisfatta della nuova piccina di casa, mi piace, sisì. Ma soprattutto sono soddisfatta dello shopping selvaggio pre-Praga che mi aspetta domani, ancor più perché in dolce compagnia e, ebbene sì, evento più unico che raro, lo shopping sarà anche per la dolce compagnia.
Come dite? Sono bipolare? Lo sostengo da sempre.

La defenestrazione di Praga

17 Ott
Non ritengo sia stupido aiutare una ragazza appena uscita dal liceo, appena giunta in una città nuova, scaraventata nella vita universitaria e in una vita a tre con svariati obblighi e doveri, ad orientarsi un minimo tra bollette, volture, contratti, o semplicemente nella scelta del supermercato migliore in zona.
Perfetto, tu sei superwoman, clap clap.
Pensa a me, allora.
Tu hai avuto amiche dei tempi delle elementari a due passi da te, qui. Sei stata un anno in un collegio, hai avuto modo di capire come muoverti in città e cosa significa l’indipendenza – l’indipendenza, attenzione, non la solitudine, l’assenza totale di una spalla su cui piangere o di una persona amica cui chiedere consiglio. Hai avuto – hai!! – una mamma che, se devi andare dall’estetista, cerca quello più vicino a te e ti prende l’appuntamento.
Poi per carità, hai un bel paio di palle. Sarà forse merito dello spiccato egocentrismo che a volte sfocia in arroganza pura?
Perché anche io ho un gran paio di palle. Ho anche una mamma che sta poco bene, punta di un iceberg di problemi famigliari. E ho un esame in cui sono infognata da mesi e chissà per quanto altro tempo. Ma tuttavia, tuttavia, la mia coscienza mi impedisce di lasciare allo sbaraglio questa povera diciannovenne che mi ricorda tanto me, all’inizio di questa vita. Ok, io ho imparato da sola a districarmi in qualsiasi impiccio, anche "solo" burocratico, in cui mi sono ritrovata, e non sono stati pochi. Non è da tutti imparare e farcela, ma tutti dovrebbero almeno provare a badare a se stessi senza pesare sugli altri, questo è sacrosanto. Ma io non posso fare a meno di pensare che se avessi avuto qualcuno che mi indirizzasse, perlomeno, nelle direzioni giuste una o due volte, sarei caduta meno spesso nel baratro dello sconforto e della tristezza. O più semplicemente, avrei perso meno tempo, meno lezioni, meno esami, meno bile.
Forse sarei cresciuta meno in fretta. Forse non sarei cresciuta così bene. Perché per te sarà anche da idiota perdere tempo a fare una tisana con la nuova arrivata, chiederle della sua giornata e bermi il suo entusiasmo e la sua logorrea, ma tant’è, preferisco poi recuperare il tempo non stendendo più – e sottoliniamo più – il tuo bucato. Bisogna meritarsi le gentilezze, mica sono gratis.
Buona sì, ma mica scema. Ristabiliamo i ranghi, pliiiiiis.

L’Autunno di Praga

15 Ott
La verità è che mi faccio il mazzo e non riesco a fregarmene un cazzo! Maledizione!
Sarà che troppo cinismo e troppa durezza negli scorsi mesi si sono trasformati ora in tenerezza per la nuova, piccola arrivata. O sarà semplicemente senso della decenza, se mi sento male a non pulirle lo schifo lasciato da chi è andato via. Vabbè, capisco la fretta, capisco soprattutto che il cerchio si chiude, però cancellare con una bella lavata di spugna – metaforica e non – un passato da non donna di casa non mi avrebbe infastidita, eh.
E se io mi allargo in casa fisicamente, c’è chi tenta di allargarsi virtualmente. Perché, da brava coglionazza, ho fatto molto più del dovuto. Pensavo di potermelo permettere… invece devo tenere bene a mente che non bisogna mai, mai abbassare la guardia.
L’importante è saperlo, perché poco importa, l’orsaggine mi appartiene, devo solo tirarla fuori di nuovo. Altro che baci, abbracci, orse di tutto il mondo uniamoci. Vade retro!
Lo so, sembro più insana del normale, ma vi assicuro che tutto ciò ha un senso. Giuro.

Se Dio non avesse voluto che mangiassimo i deboli, perché li avrebbe fatti così deliziosi?

Lo scopo e la missione

10 Ott
Pigra pigra pigra. Sono pigerrima. E soprattutto, STANCA.
La ricerca della fantomatica nuova coinquilina è gravata quasi interamente sulle mie spalle, e ci sta, dai, considerato che condivideremo una stessa parete, indi per cui se fa casino mi appello al diritto e quasi dovere di torcerle personalmente il collo.
Mi manca molto la micetta – anche se la casa rimane più pulita, eliminata la talpa della polvere – e anche la sua padrona. Io poi che sono così routinaria per certe cose, che ve lo dico a ffà, sono molto in ansia per tutto ciò, mi si sfaldano le unghie e mangio le pellicine, ed è l’inizio della fine, perché se una cosa non va come deve andare, allora anche tutto il resto rotolerà appresso, it’s my golden rule, yeah.
Sono un paio d’anni ormai che più s’avvicina il mio compleanno e la mia orsaggine diventa inquietantemente maggiore. O sarà che a volte cado ancora dal pero, sperando in cambiamenti che non sono avvenuti? E io che mi credevo…
Comunque, tra venti giorni a quest’ora sarò finalmente di nuovo sul suolo di Praga, e possibilmente, starò già tracannando birra insieme al mio ammore e in barba ai miei 24 anni. E come dice sempre mia cuggina, tutto il resto è noia!

Però mi faccio il mazzo, forse non mi frega un cazzo, e già…
E non mi frega più, non so neanche il perché
Capivo già di più, comunque tocca a me…