La defenestrazione di Praga

17 Ott
Non ritengo sia stupido aiutare una ragazza appena uscita dal liceo, appena giunta in una città nuova, scaraventata nella vita universitaria e in una vita a tre con svariati obblighi e doveri, ad orientarsi un minimo tra bollette, volture, contratti, o semplicemente nella scelta del supermercato migliore in zona.
Perfetto, tu sei superwoman, clap clap.
Pensa a me, allora.
Tu hai avuto amiche dei tempi delle elementari a due passi da te, qui. Sei stata un anno in un collegio, hai avuto modo di capire come muoverti in città e cosa significa l’indipendenza – l’indipendenza, attenzione, non la solitudine, l’assenza totale di una spalla su cui piangere o di una persona amica cui chiedere consiglio. Hai avuto – hai!! – una mamma che, se devi andare dall’estetista, cerca quello più vicino a te e ti prende l’appuntamento.
Poi per carità, hai un bel paio di palle. Sarà forse merito dello spiccato egocentrismo che a volte sfocia in arroganza pura?
Perché anche io ho un gran paio di palle. Ho anche una mamma che sta poco bene, punta di un iceberg di problemi famigliari. E ho un esame in cui sono infognata da mesi e chissà per quanto altro tempo. Ma tuttavia, tuttavia, la mia coscienza mi impedisce di lasciare allo sbaraglio questa povera diciannovenne che mi ricorda tanto me, all’inizio di questa vita. Ok, io ho imparato da sola a districarmi in qualsiasi impiccio, anche "solo" burocratico, in cui mi sono ritrovata, e non sono stati pochi. Non è da tutti imparare e farcela, ma tutti dovrebbero almeno provare a badare a se stessi senza pesare sugli altri, questo è sacrosanto. Ma io non posso fare a meno di pensare che se avessi avuto qualcuno che mi indirizzasse, perlomeno, nelle direzioni giuste una o due volte, sarei caduta meno spesso nel baratro dello sconforto e della tristezza. O più semplicemente, avrei perso meno tempo, meno lezioni, meno esami, meno bile.
Forse sarei cresciuta meno in fretta. Forse non sarei cresciuta così bene. Perché per te sarà anche da idiota perdere tempo a fare una tisana con la nuova arrivata, chiederle della sua giornata e bermi il suo entusiasmo e la sua logorrea, ma tant’è, preferisco poi recuperare il tempo non stendendo più – e sottoliniamo più – il tuo bucato. Bisogna meritarsi le gentilezze, mica sono gratis.
Buona sì, ma mica scema. Ristabiliamo i ranghi, pliiiiiis.

Una Risposta to “La defenestrazione di Praga”

  1. Valentina ottobre 17, 2008 a 1:17 pm #

    Ma che è successo????O_O
    Se ti serve una mano x la strage sappi che sono a tua disposizione!!!!

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