Strade

10 Nov
L’incredibile fragilità umana, la tenerezza di una moglie con un marito violento, ad insistere per una cura che non esiste, per quell’involucro di uomo che è regredito alla stato di neonato, l’accettazione che da un momento all’altro possiamo morire, o peggio, restare intrappolati in questo nostro corpo come in un vestito troppo stretto e soffocarci, soffocarci dentro, me col camice bianco tra i corridoi a specchio, i segni che cerchiamo e quelli che non vogliamo vedere, farsi così tante domande e non trovar risposte in alcun libro. Me lungo via Isaia. Penelope sai, come te anche io sono stanco di capire tutto quando le cose se ne vanno…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: