Archivio | dicembre, 2008

Are we humans or are we dancers?

31 Dic
C’è che il computer è diventato un optional, da quando mi sono immersa seriamente nella vita ospedaliera et studiosa, e al massimo entro in feisbuk quei cinque minuti scemi ogni tot ore a coglionare. Più facile, meno introspettivo. Anche perché utimamente scrivevo una palla, diciamocelo. Sia perché un po’ non posso scrivere tutto, un po’ perché boh, mi venivan fuori cose deprimenti che non mi appartengono proprio, non ora che sono pienamente soddisfatta.
Certo, quest’anno ha visto una pulizia etnica senza precedenti, che, vedi sopra, dovrei dire mi dispiace, ci sono stata male, che sofferenza, blabla e ribla… ma sinceramente anche no. Mò lo dico e al diavolo la diplomazia!
Io sto bene.
Vogliamo dire che è triste chiudere capitoli della propria vita? Vero, di qualsivoglia branca della vita. Ma bisogna potare i rami secchi per lasciar spazio ai nuovi germogli, e poi bisogna anche farne un bel rogo, specie se scopri quanto fossero impestati di parassiti… Le bugie vengono sempre a galla, e sono piene di un certo materiale biologico il cui paragone credo sia già balenato in mente a tutti.
Serberò un bellissimo ricordo di ciò che è stato, lo proteggerò e sarà mio, solo mio per sempre, ma le cose cambiano, si cresce, le prorità non sono più le stesse e le vie divergono, volontariamente o meno.
Perciò, nessun rimpianto, e dritta per la mia strada. E’ ancora luuuunga, per carità, ma le idee mi si stanno schiarendo.
Sono molto più consapevole del ruolo che voglio assumere, dei rapporti umani che voglio crearmi, e di come sia necessario bilanciare passione, ma anche buonsenso e logica.
Mi guardo allo specchio e mi piaccio, fuori (grazie al mio meraviglioso e sospiratissimo caschetto, agognato da praticamente vent’anni!!) e soprattutto dentro.
Al nuovo anno chiedo di continuare così. Le spalle me le guardo io, qualcuno lassù illumini i prof mentre mi interrogano e non mi faccia capitare nel reparto di Bernardi al Malpighi. E salvaguardi le persone a cui voglio bene, ché tutto il resto per quanto mi riguarda vien da sè…
Angurie a todos! :o)

Silence is golden?

10 Dic
In genere non avrei remore a farmi i cazzi miei. Nel senso, se non ci pensi tu ai tuoi interessi, non devi sperare che lo facciano gli altri.
E io al posto suo sarei più attenta. Ma lei è lontana, perciò si fida. E io mi sento un po’ merda a voltarle le spalle.
E’ che però non posso rischiare di rimetterci io, no? Perché questa è una eventualità. C’è anche l’eventualità che chi ha sbagliato paghi, di fatto, quel che deve, ma se questo non avviene? Se chi ha sbagliato rimane sulle sue posizioni errate, non ammette e mi trascina con sè a rimediare? O peggio, mi mette il muso perché oso farle notare la sua mancanza?
Ma tutte queste considerazioni validissime non allontanano i rimorsi della coscienza e dello stomaco… Insomma, cosa devo fare??

The Doctor is in

1 Dic
Oggi ho imparato che chi è aggressivo è insicuro di sè e ha paura di me.
Ho imparato che c’è il tempo e il modo in cui può accadere che io riesca a fidarmi, ma non devo aspettarmi di fidarmi o di non fidarmi, sempre.
Ho capito che c’è una barriera acustica tra me e le mie emozioni e devo imparare a tendere l’orecchio, se non ad abbatterla.
Devo però ancora capire se tutto questo blabla psicotritologico può davvero fare per me. Ché si sa, io sono più da fatti che da chiacchiere.

Se non si era capito, ho iniziato l’agognato tirocinio in psichiatria.