Archivio | febbraio, 2009

Hot ‘n’ cold

28 Feb
La PiEmEs è finita. Devo smetterla di scrivere in piena pms, sono troppo negativa e bisognosa di cioccolata.
Diciamo che qualcosina la vedo ancora… marrone, tutto il resto è rosa, molto rosa, rosa shocking.
Nonostante le mancanze, le ansie, le arrabbiature, in mezzo ad un mare di avversità, ho una zattera robustissima e confortevole: il mio fantastico ragazzo. Che sa sempre quando coccolarmi, quando strigliarmi, quando lasciarmi i miei spazi.
Cosa farei senza di lui? Spero di non arrivare a scoprirlo mai.

Ah, e comunque, sono ancora felice di scendere per soli tre giorni, questo è indipendente dalla pms 😀

Pushing Daisies – part two

26 Feb
Qui lo dico e qui lo nego, sono un po’ arrabbiata con me stessa, per tutta una serie di cose che non ammetterò mai con nessuno neanche sotto tortura.
E’ scontato che alcune cose cambieranno a breve, qualcuna è in forse in attesa di risposte, per altre sarà un lavoro lungo, altre ancora bisognerebbe rifletterci e rifletterci e rifletterci, e chissà…
C’è che devo aggrapparmi con le unghie e con i denti ai primi cambiamenti, perché solo loro mi indicheranno la via giusta.

A volte vorrei urlare e dire tutto com’è, senza filtri, senza bugie, senza preoccuparmi più della diplomazia, della sensibilità altrui, della convenienza, vorrei gridare forte chi/cosa mi fa schifo, non sopporto, trovo stupido e grottesco e infantile e mediocre, in modo che tutto ciò/tutti coloro che trovo splendidi, colorati, luminosi possano finalmente emergere e brillare di luce propria, scrollandosi di dosso quella patina di grigio che è cucita loro addosso, quella patina che li rende così noiosamente simili a tutto il resto…

Fortunatamente, ho avuto il buon senso di prenotare le vacanze pasquali a casa per soli tre magnifici giorni: niente menate, niente affollamenti di gente inutile attorno a me, niente perdite di tempo di nessun genere. Ho i minuti contati per fare le poche cose importanti per cui scendo: parrucchiere, oculista, analisi del sangue, Pasqua con i miei, Pasquetta con pochissimi intimi, e il giorno dopo di nuovo sull’aereo… perché diavolo non c’ho mai pensato prima, invece di rischiare di farmi esplodere il cervello nel bel salotto della mia povera mamma??

Unfinished Business

9 Feb
Io vorrei essere pazza, per poter vivere in un mondo ovattato in cui tutto è esattamente come lo percepisco io, senza possibilità di sbagli.
Ma la verità è che l’unica differenza tra la realtà e questo mondo di fantasia di cui sopra è che io non sono pazza, tuttavia difficilmente le mie percezioni NON vanno a canestro. Ah bè, poi per il resto è uguale, anche io mi scontro in continuazione con persone che mi ostacolano, solo che fortunatamente non sono infermieri dotati di una bella siringona di tranquillante o di una camicia di forza all’ultima moda.
Poi basta, ho detto tutto.

New Moon

5 Feb
In principio, non mi capacitavo di come si potessero dare cattive notizie senza scoppiare in singhiozzi.
Iniziando a frequentare l’ospedale, compresi che l’empatia è vietatissima, che – passatemi il termine – ci si abitua, tanto al dolore quanto alla gioia, che tutt’al più possono essere vagamente sfumati di pietà e partecipazione a seconda del caso in questione.
C’è stato un periodo in cui ho pensato: "però, che grandi uomini e donne, ce ne vuole a mascherare la commozione in indifferenza!".
Adesso purtroppo mi convinco sempre più che la maggior parte sono solamente dei veri stronzi, e fine dei giochi.
Io mi auguro di non diventare mai neanche lontanamente simile ai dottori che mi hanno circondata negli ultimi giorni, persone che dovrebbero insegnarmi, guidarmi, formarmi in professionalità e perché no, in moralità. E mi auguro che lo stesso possa valere, negli anni, per i miei compagni, che possano mantenere viva la curiosità e la passione che ci hanno condotto lungo questa accidentata via.
Io mi rendo ben conto delle scartoffie, della burocrazia, di tutta quelle serie di figure umane che sembrano nate appositamente per essere piazzate nella tua vita e per farti perdere tempo ed energia… mi rendo ben conto.
Ma se per un attimo si provasse a pensare che tra le mani c’è la propria madre?

Una cosa mi consola: se Dio vuole, io al massimo dovrò dire ai parenti che il proprio congiunto è schizofrenico.

Io stasera porto l’imbuto, qualcuno provveda al mirto e/o all’amaro del capo e/o alla sambuca, graaaziee!

Non so come riempire questa giornata fino a stasera.