Archivio | maggio, 2009

Words are a sawed off shotgun

24 Mag
Nessuno ci pensa, quando apre bocca, che in quel momento sta sparando un colpo.
Dalla canna della pistola potranno uscire fiorellini di carta, colpi a salve o spietati proiettili di piombo.
Quando usare l’uno o l’altro è a propria discrezione, e sulla responsabilità che ci si deve assumere non voglio sprecar molto tempo, è un argomento trito e ritrito, anche se continua a darmi non poche soddisfazioni, l’ultima delle quali risalente a soli due giorni fa…
Due giorni fa ho assaggiato la felicità, un insieme di quella che mi regala un fidanzato, ogni giorno semplicemente esistendo, quella di un esame andato incredibilmente bene al primo colpo, quella di aver sospirato di sollievo per l’esito degli esami della mamma e dei miei, e last but not the least, quella di aver ritrovato un’Amica, di quelle che non si trovano più.
Sbagliare è umano e tutti lo facciamo; capire i propri errori, ritornare sui propri passi, perdonare e perdonarsi è quanto di più bello possa succedere. E’ tirare una linea e ricominciare, dare un colpo di spugna alla lavagna e impugnare nuovamente il gessetto, è iniziare, perché tutto quello che prima era nebuloso e ti toglieva il respiro viene soppiantato da un sole caldo e una brezza primaverile.
Credevo di essere una piccola donnetta qualunque, invece forse sono un po’ licantropo, forse i proiettili di piombo penetrano sì nella carne lacerandola, creandosi una nicchia bollente nel mio sangue, ma con una carezza ne fuoriescono, lasciando la pelle liscia e intonsa.
Ho scoperto che non sono intransigente a priori, sono intransigente con chi non è degno del mio perdono, e non esserlo vuol dire non fare nemmeno un passo nella mia direzione. Dopo tanto ciarlare, ho scoperto cosa vuol dire pensare a me, aver rispetto per me stessa, ché se stai ad aspettare gli altri stai fresca. Sto imparando quando bisogna restare in disparte in silenzio ad osservare e quando bisogna buttarsi nella mischia.
Sto imparando a trattare ogni persona come merita.
Soprattutto – ed è stata questa la consapevolezza primaria da cui sono scaturite tutte le altre – ho imparato che quando una persona non si prende neanche la briga di puntarti la pistola addosso, che siano fiorellini, salve o proiettili, allora è senza dubbio la persona meno degna di considerazione che ci sia, nello stesso identico modo in cui dietro tante parole vuote, lei stessa non ha considerazione per te.

Beat your heart out

15 Mag
Mi sento molto Izzie Stevens negli ultimi giorni, anche se le mie paranoie non sono dovute al fatto che vedo e converso amabilmente con il fantasma di un mio ex, ma ad un concreto campanello d’allarme dolorifico. Peccato non abbia l’autorità per farmi fare esami da capo a piedi da tirocinanti inetti, poichè io sarò nuovamente a breve l’inetta tirocinante. Comunque.
Scritte le suddette righe apotropaiche mi sento meglio.
E anche se nella mente continuo a registrare, poi metto tutto via a casaccio, decisa più che mai a prendere le cose per come verranno.

In bianco e in nero

11 Mag
Sinceramente, sono stufa. Non quello stufa del tipo lascio correre, chissene, ma quello stufa che se mi prende male inizio a sfanculare gente a go-go.
Stufa della mia bontà, scambiata per stupidità, stufa della mia pazienza, scambiata per incapacità di rispondere a tono, stufa della mia disponibilità, scambiata per tempo a perdere che massì, riempiamolo pure delle tue chiacchiere inutili, che chiedere a me come sto è un optional.
Alla fine, questo è quel che attiro e forse in fondo incosciamente cerco, il potere di sapere tutto di tutti e di non dire nulla di me.
Ma sai cosa, sono stufa anche di questo. Del mio essere intransigente con chi, a posteriori, devo ammettere che pretendeva moltissimo, ma era anche in grado di darti affetto e calore e stima e amicizia, e del mio voler giustificare a tutti i costi chi, invece, non è degno.
Peccato, ho aperto gli occhi e vedo le cose come sono. La pacchia è finita. Sto aprendo le finestre e finalmente posso fare il bagno nell’aria pura e pulita.