Archivio | marzo, 2010

Deny, deny, deny

31 Mar
Non pensi mai che il tuo corpo ti possa tradire.
Non a 25 anni, non quando studi medicina. Non perché tu non sappia a cosa vai incontro, respirando, mangiando, amando. Ma perché il fatto di saperlo ti fa credere che tu riconoscerai ogni più piccolo segno, che non ti sfuggirà mai nulla, che sarai in grado di prevenire o perlomeno di curare nei tempi giusti.
Niente di più sbagliato.
In ogni caso, la sensazione predominante al momento non è tanto lo sbigottimento, l’incredulità da notizia totalmente inaspettata, che c’è; non è l’angoscia del conoscere per filo e per segno cosa significa ogni parola pronunciata con asetticità (che dio me ne scampi dal diventare così) e ogni passo che dovrò fare, che c’è; non è l’ansia di creare l’ennesimo problema, l’ennesimo pensiero nei miei genitori, che c’è.
Ma il tradimento. Non riesco a concepire il tradimento del mio corpo.

Crime and punishment

26 Mar
Guardarsi allo specchio e non riconoscersi. Vanessa o Ursula? Mi è già successo, non troppo tempo fa, ma allora sono stata salvata.
Stavolta non ci sono cavalieri, neanche principi azzurri un po’ idioti come Eric, giusto per rimanere in tema con la serata, né strade vecchie e battute o nuove e asfaltate da percorrere. Rischio di perdermi ancor più.
E forse è proprio questo il punto.

A me ricordi il mare

24 Mar
C’è una cosa che proprio non reggo: l’andamento a zig-zag. Con tutta la buona volontà, lo giuro, io ci metto tanta pazienza, e conosco bene i miei enormi limiti e ciò che possono provocare. Ma dopo un po’, ineluttabilmente, mi scende la catena.
Si cresce. O si decresce. E basta, avanti oppure indietro. Non si fa su e giù, ché vengono le vertigini e anche il vuoto allo stomaco.
Poi ci si sorprende: dei muri, dei canali ostruiti, delle orsiti, delle negazioni, delle omissioni. Dell’incapacità di dimenticare e cambiare pagina.
Chiamasi istinto di sopravvivenza, e io ne ho a tonnellate.

Slip Slidin’ Away

22 Mar
Sono completamente brilla. Anzi, ebbra di una serata piacevole con persone cui voglio bene, tutte.
Non ho più la verve per scrivere, non come vorrei e quel che vorrei, troppi occhi addosso forse.
Ho voglia di casa mia, di persone che "tutto quello che fai, da quando ti conosco, l’ho sempre accettato, anche se erano delle cazzate enormi, anche se le ho subite sulla mia pelle, anche se ero in disaccordo con te, alla fine ho sempre capito le tue ragioni o la tua logica (anche se illogica)… sarà quella tua iride che mi confonde?". Che poi è questa l’accezione di casa mia, no? Perché per il resto, nient’altro potrebbe evitare che io consideri Bologna ormai casa mia.
Vorrei svuotarmi in questo viaggio di qualche zavorra, e continuare a farlo una volta giù, perché ho davvero bisogno di quella serenità che non posso più posticipare o addurre dietro futili e inconsistenti scuse.
Vorrei superare i miei limiti, o quelli che io credo di avere. Poi non lo so se sarà meglio, magari non cambia niente, ma magari sì.

Il cuore della fiamma è gelido

19 Mar
Sono fottutamente indietro con il programma. Del tipo che da qui all’appello non ce la farò mai.
La questione non è pensar troppo e togliere tempo prezioso allo studio: delle due anzi, non penso, le mie elucubrazioni covano sotto la cenere per poi riaccendersi quando qualcuno ci soffia sopra, oppure così, presentarsi all’improvviso, senza invito, di notte, creando sogni assurdi dalla trama complessa che neanche da sveglia riuscirei a seguire.
La seconda, possibile questione non è darsi una regolata, svegliarsi presto, dormire altrettanto presto… cioè, sì, ma non solo, tra le vacanze, gente che va e viene, impegni presi secoli fa, non posso materialmente chiudermi il mondo alle spalle come si conviene in questi momenti critici per-esame.
Insomma. Primo vere, odi et amo. Che palle.

SignorinaEffe

14 Mar
Con questa storia che penso troppo e piuttosto devo vivere e lasciarmi andare, mi sto giustificando un po’ tanto.
Ho i freni inibitori completamente rilasciati, perché io sono così, non conosco mezze misure, o sono morigerata oppure sono eccessiva. E questo non va assolutamente bene, perché poi è odioso, quando torno lucida cosciente e ingiacchettata, cacciare dalla mente fotogrammi e audio di scene con protagonista una me posseduta da una qualche entità!
Il che a volte e in parte è positivo, permette di uscire da certi schemi rigidi e noiosi, però è pericoloso, tanto più su di un terreno scivoloso come quello su cui sto camminando adesso… per cui ci vuole moderazione, moderazione, moderazione!
Imparare: austerità, freno, autocontrollo, sobrietà, regola, equilibrio. Vedi anche: morigeratezza, padronanza, disciplina, ordine.
Scordarsi: eccesso, esaltazione. Vedi anche: ebbrezza, entusiasmo, fervore, disordine, sfrenatezza, smodatezza.
Non posso permettermi di inquinare le acque più di quanto non abbia già fatto.

Locked in

10 Mar
Sono in piena fase di orsite acuta.
Molto probabilmente facilitata dall’essermi trovata catapultata in Lapponia. Non mi accoderò alle ovvietà facebookiane sull’assurdità di una tempesta di neve marzolina, così è, ma non mi tange, almeno non fino a quando dovrò uscire dalla mia casetta, cioè fino a sabato e allora sì che mi unirò al coro se continuerà a nevicare, ah se mi sentirete!
Dimentico tutto, appuntamenti, date, priorità. E quando non dimentico, ignoro.
Marzo come sempre mi ottunde la mente, tra un’insonnia incoercibile e una primavera lontana anni luce.

Dormi che è meglio pensarci domani…