Archivio | giugno, 2010

Forse non lo sai che quei giorni non tornano più?

13 Giu
Ci sono cose che non cambiano mai. E cose che cambiano totalmente e improvvisamente.
O forse il cambiamento è stato lento ma impercettibile. E inesorabile.
I luoghi sono gli stessi, e con qualche aggiunta e non poche perdite anche le persone intorno.
Ma dentro di te qualcosa si è spezzato.
Non hai voglia di conoscere gente nuova, non hai nemmeno voglia di capitargli di fronte e salutarlo, lui, il diavolo, redivivo e incorreggibile. E’ decisamente grave.
E’ solo il momento?
Questo momento in cui percepisci l’affetto di chi ti vuol bene davvero e questo ti fa sentire maggiormente in colpa per l’egoismo che ti caratterizza, ma non ci puoi fare niente: è così.
Percepisci, apprezzi, ricambi, ma sei un po’ morta dentro. Nessuna emozione dura più dell’arco di una giornata, una serata, una nottata, che si tratti di rabbia, umiliazione, appartenenza, amore.
Non sono in grado di dare nulla, a nessuno.
Mi sento arida, e posso solo aspettare un inverno paradosso che porti via i problemi e le preoccupazioni come fossero erbacce e sparga un po’ di concime su quel che sopravvivrà a quest’estate.

I got a question for ya, where’d you get your name from?

8 Giu
Roberta ha un’origine germanica e significa illustre per fama, splendente di gloria.
Ora, a meno che io non faccia una fine tragica (ma solo tipo Amelia Earhart se no niente), direi che finirò la mia vita con la stessa oscurità con cui la sto vivendo, altroché. Perciò direi che no, non è proprio azzeccato questo nome, mi sarebbe andato decisamente più a pennello Cassandra, per le capacità profetiche e per la fine miserrima.
Non sono neanche Penelope, né quella tramandata dagli aedi, né quella descritta dalla Fallaci, forse forse assomiglio a quella cantata dai Linea 77.
Sicuramente, dovrei far fede alla vecchia me, quella che "state alle vostre impressioni, soprattutto le prime, che sono le migliori". Ché quando ero giovane (cioè fino a due mesi e mezzo fa) non sbagliavano praticamente mai, ora invece con tutte queste personalità confuse non ci sto capendo niente, le ignoro sistematicamente e poi mi ritrovo a guardarmi allo specchio e dire al mio coinquilino: "sono una cogliona".
La verità è che vorrei scappare da tutto e da tutti, e qui l’aut-aut a/da mia madre ci sta che è una meraviglia.
Non sono offesa o arrabbiata con chi ero convinta avrebbe capito e invece non capisce, affatto, perché io stessa neanche mi capisco e del resto passo da una sensazione, un’idea, una percezione all’altra senza fluidità, senza ordine, perciò assolutamente non pretendo che nessuno mi stia dietro in questo ottovolante non dotato di cinture di sicurezza.
Io voglio stare sola soletta nel mio vagoncino, a rileggermi l’analisi molecolare dei miei geni appena arrivata fin quando non l’avrò imparata a memoria. Cioè alla prossima rilettura.
Nessuno vuole capire quanto siano smisurati il mio orgoglio e la mia incapacità di chiedere aiuto e compagnia. E davvero non me ne capacito, direi che è un tratto di me piuttosto evidente.
E comunque l’ho fatto, ho tentato di scendere dal mio piedistallo e esternare i miei sentimenti. Ammettere al mondo la mia rabbia per non essermi accorta di nulla, l’ingiustizia che provo per la situazione, il terrore di non avere il controllo di nulla. Timidamente forse, ma l’ho fatto, e a tratti ho ricevuto le risposte giuste, a tratti zero spaccato, non necessariamente in quest’ordine e gradazione e non incredibilmente da chi credevo avrebbe fatto l’una o l’altra cosa.
Ci sta, probabilmente me lo merito, succede questo a mostrarsi sempre di granito, poi la gente casca dal pero quando capisce che forse sei fatta di carne e sangue e lacrime anche tu.
Ho un carattere del cazzo, lo so. Sono rigida, intransigente, irrazionale e fredda, perché proprio non posso permettermi di sciogliermi.
Ma sono fatta così, prendere o lasciare.
Non sperare di cambiarmi. Non sperare di convincermi delle tue idee. Non sperare mi comporti diversamente da quello che sento, anche se è illogico, incomprensibile, stupido, anche se non te lo sai spiegare, anche se mi fa apparire sciocca e capricciosa.
Posso essere la migliore delle compagne di giochi, di avventure, di vita, se mi sento rispettata, compresa il minimo sindacale. Altrimenti mi giro di culo e mi chiudo a riccio, con molta poca eleganza.
Io non abdicherò mai a me stessa, neanche se questo significasse rimanere sola.
La solitudine non mi ha mai spaventata, anzi, mi consola.
E sì, mi rialzerò in piedi, come sempre, ma con i miei modi e i miei tempi.

Twilight Omens

6 Giu
Cerco qualche cosa di me
e di rifugiarmi dietro all’inganno
che il tempo possa fare da sé
che resti almeno un limite al danno
Devo all’abitudine lasciare le mie carte
ai giorni sempre uguali non chiudere le porte
Devo ridere e star bene
tra la gente che non vede
Devo rimanere in piedi
Devo amarmi più di ieri
Devo fare mille cose
senza più trovare scuse
Devo darmi una ragione
Devo vivere felice
Devo accendere una luce
e poi riprendere il mio spazio
Devo ancora un po’ capire
Devo scegliere di meglio
Devo stare ad ascoltare
Devo correre lontano
Devo sciogliere quei fili
Devo mettermi al sicuro
Devo aprire le mie mani
Devo andare via domani
Devo andare via domani
Devo andare via
ma adesso tu rimani
ma adesso tu rimani