Archivio | luglio, 2010

L’amore non guasta (I like you so much better when you’re naked)

28 Lug
Mi piacerebbe essere la ‘Donna per caso’ di Jonathan Coe. Non Maria, ma Roberta, ed essere descritta da lui, o meglio essere prevenuta in ogni mio passo e pensiero. Mi piacerebbe esistesse qualcuno in grado di farlo. O forse no, forse mi sentirei violata, certo che se lui avesse l’accortezza di agire in silenzio mi fregherebbe su tutta la linea. E a me forse piace esser presa per i fondelli, molto più che gestire una verità nuda e cruda davanti alla quale non posso non reagire. Meglio fingere di credere, anche quando la puzza di menzogna diventa nauseabonda. La stupidità paga molto di più.
Questo pensavo sull’aereo ieri, mentre in loop per tutta la durata del viaggio andava la stessa identica canzone, che mi provoca sentimenti alquanto contrastanti ogni volta che l’ascolto. Anche le nuvole candide, si trasformavano da soffici cumuli di zucchero filato/a velo a palline di ovatta imbevute (di amuchina), e viceversa.
In fin dei conti, io amo Monopoli. La conosco da quasi tutta la mia vita, mi ha vista crescere attraverso le più disparate e deplorevoli fasi dell’adolescenza, è stata complice nel nascondermi alla vista altrui nelle notti d’estate e mi ha ascoltata spesso d’inverno, abbarbicata sui suoi scogli battuti dal vento, buttare tutto fuori, gioie dolori rimpianti.
E poi la odio. La odio perché non mi sa più prendere da un po’ di tempo a questa parte, sembra aver dimenticato quanto ci lega, è insicura, tentenna, poi sparisce o mi percuote.
Forse si sente tradita perché Bologna è la mia amante. Ma come si potrebbe altrimenti? E’ bellissima, ma non solo: possiede quei due-tre particolari che noti solo da molto vicino, che non sono alla portata di tutti. E’ misteriosa, tutto in lei sembra manifesto e chiaro e scontato, ma quando meno te lo aspetti ti sorprende con scorci nuovi in vicoletti nascosti, una finestra su una piccola Venezia e un festival a due passi da casa (quest’ultima perché, checché se ne pensi, in quanto a eventi e manifestazioni son proprio a zero, che tristezza). A Bologna se giri con un foulard sul collo nessuno si gira a guardarti due volte, a lei non importa, perché sei sempre tu. Il rovescio della medaglia è che un rapporto esclusivo è fuori discussione, anche se lei, a modo suo, ti rimane sempre fedele e devota.
Monopoli è un sole caldo sulla spiaggia dorata, Bologna è un mare oscuro e profondo leggermente increspato (ma è tutta scena).
Qualcuno potrebbe obiettare che non si può parlare di amore se lo si fa contemporaneamente per più di un soggetto alla volta (nonostante la letteratura e il grande schermo siano pieni di triangoli quando non di rombi e di parallelepipedi). Ebbene, io ribatto che si può, che esistono tante forme di amore e che sono tutte sacre, purtroppo è il modo in cui questo amore si manifesta nella pratica a spogliarlo completamente di ieracità e a renderlo terreno e sporco e malato.
Bisogna scegliere, dicono. Io mi chiedo perché ‘bisogna’. Se mi usate un indicativo presente senza briglie, allora possiamo parlarne. Si sceglie quando una cosa è meglio di un’altra, e non perché uno si faccia una lista e valuti la cosa scientificamente, ma perché lo sa che è meglio perché sa che è proprio quella là la cosa che vuole. Ma. Quando entrambe rasentano la perfezione in alcuni aspetti e ti terrorizzano o non ti convincono in altri e guarda caso si tratta di aspetti agli antipodi tra di loro… che si fa?
Non posso tornare indietro, ma posso fermarmi. E poi forse ripartire, un giorno o l’altro, per chissà quale meta.

Neutron star collision

22 Lug
Sono veramente stanca. Anche e soprattutto di dover litigare in continuazione con i ricordi selettivi che mi vedono sempre sconfitta contro chi, evidentemente a questo punto, non riesce proprio a capire per un cazzo quanto io non mi senta bene, né fisicamente né moralmente.
Non sto bene, e questa cosa mi abbatte e mi sconforta sempre più.
Trovo davvero patetico, o meglio, mi trovo davvero patetica, se penso di aver sempre confuso i ruoli, di aver sempre protetto e di non essermi mai fatta proteggere.
E adesso è troppo tardi.

The Fear

21 Lug
Non imparo mai le lezioni.
Su questo hanno decisamente ragione i miei genitori. Tra l’altro, ora (che sto mettendo assieme tutte le cose che han detto ai miei amici durante il ricovero) so senza ombra di dubbio che ho ereditato da loro il pensiero magico, altro che "non ci assomigliate in niente". Embè, ormai faccio anche io parte dell’esclusivo club.
Piccola considerazione. Dicevo, non imparo mai le lezioni, mi lascio sempre fuorviare e ignoro quello che so è più giusto per me. Lo so, e lo ignoro sistematicamente. Ci vuole talento, non c’è che dire.
Non posso aspettare il 2011, è troppo lontano, perciò ricomincerò da settembre e da psichiatria, sperando mi aiuti a far chiarezza anche nei miei evidentissimi problemi mentali.
Il problema è che mi sono persa il timone, e io odio, odio, odio profondissimamente non avere il controllo di ogni situazione attorno a me. Questo rollio e questo sbatacchiare continuo da un fianco all’altro dell’imbarcazione stanno mettendo a dura prova i miei nervi, già stressati dagli ormoni, che sia immaginario o no.
Qualcuno potrebbe ribattere che non è vero, che ho il coltello dalla parte del manico, e so che qualcuno lo pensa, anche se non ha il coraggio di dirmelo ma quasi quasi mi chiude il telefono in faccia… Almeno so che forse la mia non era solo una sensazione.
Comunque, che guazzabuglio. Tanto per cambiare.
Qualcuno potrebbe ribattere eccetera eccetera, ma direbbe una stronzata, perché non è così.
Credo di non essermi mai sentita tanto debole e insicura. E sola.
Non sono un’ingrata, eh. Sia chiaro che sono circondata da tante persone meravigliose che mi vogliono bene e a cui voglio tantissimo bene, che me lo dimostrano in continuazione e senza le quali questo momento sarebbe stato ben più terribile, invece grazie a loro ho riso, mi sono incazzata, ho pianto, mi sono disperata, e alla fine non c’ho più (o quasi) pensato. Ognuno nel suo personalissimo modo, mi è stato vicino e mi ha aiutata.
Perciò no, non sono sola, non nella sua più comune accezione.
Sono sola con i miei pensieri incasinati, senza filo logico, disordinati, sono sola con me stessa, incapace di aprirmi anche con lo specchio traditore, figuriamoci col resto del mondo.

I don’t know what’s right and what’s real anymore
I don’t know how I’m meant to feel anymore
When do you think it will all become clear?
‘Cause I’m being taken over by the fear