Archivio | ottobre, 2010

The Resistance

19 Ott

Temo di essere la persona più antitecnologica che ci sia sulla faccia della Terra. Anzi no, in tutto l’universo conosciuto, ché se gli alieni esistono e vagolano tra le stelle di certo hanno minimo quelle dodici lauree in ingegneria aerospaziale-informatica-meccanica-cazzi&mazzi vari. Detto ciò, il prossimo che mi regala qualcosa di più complicato di un tostapane, che sia un fidanzato, un padre, un amico o anche la cugina adorata… bè, si becca un bel calcione nel didietro! Perché poi sono soldi sprecati! Perché non so far funzionare una mazza e mi si attorcigliano i nervi nel tentativo di fare qualcosa e vi tiro dei gran nomacci e quindi non ci guadagna niente nessuno, insomma. Se proprio dovete -ma proprio dovete eh- farmi un regalo, buttatevi su qualcosa di femminile, rosa, inutile, sciocco e melenso che tanto non sarà mai tanto astruso da usare. O un libro, e siamo a posto, ne sarei felicissima, giuro!

Detto ciò, non sono invece molto contenta di questo salto su wordpress, perché è tutto in inglese e io non sono ‘sta gran cima checché se ne pensi, e soprattutto è tutto diverso dalla consuetudine e si sa, io malsopporto le cose nuove. A meno che non siano cose nuove che rasentino la perfezione, lì persino io faccio fatica a trovare la più piccola piega cui aggrapparmi e sgualcire tutto.

Difatti, sono molto seccata. E non solo perché non riesco a comprare un programmino su internèt che salvi dalla schizofrenia il mio stramaledetto cellulare con 2 lauree e 4 neuroni. Sono seccata perché non sono una persona buona e non mi interessa esserlo, però vorrei anche non essere una grandissima idiota che riesce a complicare tutto. Datemi due cm di filo, vedrete come li arrotolo e li annodo per bene. Non è che io voglia immolarmi, sacrificarmi o altro: è solo che faccio casini e poi devo sbrogliarli. Ho proprio un talento naturale e ci provo -evidentemente- un gran gusto.

Ma per l’anno nuovo ho intenzione di liberarmi di tutte le mie catene, carretti e paraocchi compresi:

“Voi sarete liberi in verità non quando i vostri giorni saranno senza affanni e le vostre notti senza un bisogno o un dolore, ma piuttosto quando queste cose vi cingeranno la vita e ciononostante vi eleverete al di sopra di esse nudi e sciolti”.

Così dicono. Vedreeemo.

Up regulation

1 Ott
Adesso che le possiedo, molto più di ieri mattina, potrei usare parole piuttosto complicate.
Potrei dire che il mio conflitto intrapsichico incoscio risale alla fase orale, che ci son rimasta fissa lì, come appiccicata; che sono pseudoalessitimica e delego al mio corpo la mansione di comunicare i miei sentimenti, che siano amore rabbia o delusione. Che da un certo punto di vista sono bordeline, ricerco e creo relazioni sociali e affettive marcate dalla polarizzazione idealizzazione/svalutazione, ma proprio questo scontrandosi con i tratti ossessivo-compulsivi che mi rendono esigente, inflessibile, rigida, parsimoniosa del mio tempo e del mio spazio, produce un cocktail esplosivo.
Potrei dire tutto ciò e basta, tirarmela un po’ e fare l’enigmatica dico-nondico.
Invece no, posso riassumere tutto in tre parole molto trasparenti: sono diventata egocentrica. E con egocentrica non intendo che voglio stare al centro dell’attenzione, no, è esattamente il contrario, non me ne frega un cazzo di ciò che mi circonda. Io sono il centro del mio universo, tutto ciò che faccio – e che farò d’ora in poi, soprattutto – è in mia funzione.
Ho perso troppo tempo in passato a inseguire chimere, speranze, sogni che oltre a rivelarsi sempre vani mi han lasciato un amaro in bocca che non va via con niente, posso innaffiare le papille di tutto quel che mi pare ma non si può spazzare via fisicamente la sporcizia che è in testa.
Ho solo un obiettivo dritto davanti a me, non l’ho mai visto così chiaramente, così splendente e luminoso. Per questo eliminerò ogni ostacolo si frapponga tra me e lui.
Ah, e un’altra cosa: io ho sempre ragione. Prima sarò anche stata una stupida idealista, ma una cosa è certa: quando inquadro le persone, non mi sbaglio. Mai.