Archivio | gennaio, 2011

E’ colpa mia

22 Gen

Ah niente, a quanto pare la mia vita non può e non vuole essere normale e equilibrata e uguale a quella di tutti gli altri. Ci sono cose che mi sono evidentemente negate. Forse perché io non sono normale, e quindi la mia convinzione di trattare le persone con i guanti e di essere sempre schietta e pacata e comprensiva si schianta contro il muro che incontro spesso e volentieri.

Siamo tutti diversi. Nel modo di comunicare, di recepire, di metabolizzare, di sentire emotivamente. E il fraintendimento è sempre dietro l’angolo. D’altronde farò un lavoro e per prepararmi a questo seguo una montagna di corsi la cui base è proprio questa. Come fare lo sgambetto all’incomprensione, visto che evitarla non si può.

Bè, con i cosiddetti “matti” funziona. E’ con i “sani” che non c’è verso di far funzionare le cose. Sarà che da quando son lì in reparto sopporto ancora meno le ipocrisie e le falsità e le disfunzioni, ma è così: sto diventando intollerante alle persone. Un tempo pensavo che questo mi avrebbe precluso da quell’ambiente, questa mia incapacità di piegarmi alle debolezze umane mi rendeva poco idonea a fare un certo tipo di lavoro assistenziale tanto più di quel tipo. Ma ora so, so e lo sento dentro, in ogni mia cellula e fibra, che io sono e sarò perfetta. Perché quel tipo di debolezze lì, quelle vere, quelle fisiche e mentali, quelle… io le amo. Le comprendo, le accetto, le accolgo e darò tutta me stessa perché questa missione diventi anche una professione.

Tutt’altro dicasi delle restanti disfunzioni dei “sani”.

Sinceramente, non so se questo mi porterà a un disturbo di personalità schizotipico, o anche in maniera meno strutturata e più “semplice”, a rimanere più o meno sola, ma non mi importa. Se guardo avanti a me, vedo solo il mio sogno, tutti gli sforzi che devo fare perché si avvicini sempre più, le pochissime persone che contano e che sono incrollabili accanto a me, e tutto il resto è sfocato e informe sullo sfondo. Sarò rigida, intransigente, inflessibile a giudizio degli altri; e sì, lo sono, nella misura in cui ho dei valori, delle convinzioni, delle concezioni di come deve andare il mondo e devono andare i rapporti, di ciò che io do e di ciò che pretendo che sono solo MIEI e in quanto tali potranno anche essere sbagliati, ma assolutamente veri e inconfutabili. Io agisco e agirò sempre in base ad essi, poco importa se sfoltiranno le fila attorno a me, finché potrò camminare a testa alta e guardarmi dritta negli occhi allo specchio.

Direzioni diverse

21 Gen

Sapete di cosa sono davvero satura? Dell’incoerenza.

Chiariamoci: siamo tutti incoerenti, prima o poi. La natura umana è tale per cui si dicono e fanno cose che si sentono e si pensano e si provano davvero, ma presto o tardi ciò che ci aveva spinti a compiere quel passo, si modifica e anche noi ci modifichiamo, ci aggiustiamo e cambiamo.

E-mozione, muoversi verso. E’ insito nel significato stesso della parola la pulsione al movimento, all’azione.  E tutti noi sappiamo bene quanto siano fragili e irrisorie e cangianti le emozioni!

Quindi, ricapitolando, io, te, voi, tutti noi siamo incoerenti. Per quel che ci riguarda, no problem: ognuno ha il diritto di cambiare idea su ciò che concerne sé! Il problema invece per me nasce quando coinvolgiamo gli altri, attivamente, li prendiamo al laccio e li tiriamo giù nel vortice con noi. Perché non possiamo pretendere che gli altri abbiamo il nostro stesso stomaco possente e gradiscano fare su e giù di continuo per le montagne russe. Bisogna un attimino sforzarsi di vedere anche il punto di vista dell’altro, non cercare a tutti i costi un compagno per il sedile della giostra solo perché non si vuole andare da soli. E soprattutto, se quella persona ci ha accontentato una o più volte, bè, non bisogna fare gli stronzi e poi dimenticarsene quando è lei che ci chiede di entrare nell’antro degli orrori e noi ci caghiamo sotto… è chiaro?!

Ecco, tutto qui.

Mi limito a constatare e, come mio solito, ad agire di conseguenza. Sì, anche in maniera un po’ stronza e vendicatica e scorpionesca. Anche se è un periodo di grazia e sono troppo soddisfatta (nonché stremata fisicamente) della mia vita per incazzarmi seriamente. Ah ma io conservo tutti i tagliandi delle giostre, che ci volete fare.