Archivio | marzo, 2011

Aerials, in the sky

15 Mar

Non mi piace l’arrivo della primavera. Non la primavera di per sé, no, la adoro, il primo timido sole sulla pelle (e dio sa quanto ne ho bisogno!), i primi vestiti leggeri, il raffreddore immancabile, sfoderare nuovamente gli occhialoni glam, le passeggiate, il verde e i colori della natura… no no, a me piace la primavera. E’ il suo sentore che odio. Perché mi mette ansia. Perché il tempo passa e ieri nevicava e oggi è primavera e domani siamo (siete) già tutti al mare! NO! Porca miseria!!!

Non era colpa delle mie ghiandole malfunzionanti, è la primavera che bussa alla porte e mi disturba il sonno, mi rende impossibile addormentarmi ad un orario decente e mi riempie la testa e gli occhi di sogni stracolmi di tutto ciò che devo fare il giorno dopo. A-N-S-I-A.

E in più, non mi piacciono molte cose, molte persone intorno a me. Ho una certa vena di insoddisfazione che mi rende più nevrotica del solito e pronta a scattare per un nonnulla. Insomma, tira proprio una brutta aria.

Aria di tempesta, aria di cambiamenti.

I piccoli piaceri della vita

7 Mar

Posso dirlo? Sì, lo dico.

E’ tremendamente godurioso far sì che gli altri ti sottovalutino in modo da poter esser sempre un passo davanti a loro. Perché tanto non se l’aspettano mica. E poi aspettarli al varco e coglierli in fallo.

Ho fame d’amore, e ti desidero

5 Mar

“Mi sembra sempre meno interessante questo continuo distogliere altrove lo sguardo e poi vivere per non morire”

Devo dire che mi sento triste. Alquanto lieta e piena di vita e di speranza per me medesima e triste, immensamente triste per la maggior parte delle persone che mi circondano.

Persone che si fanno progetti improrogabili, del tipo “entro i 30 anni devo fare il primo figlio, i 35 il secondo, entro i 28 devo convivere” e via dicendo. E lo sta dicendo una ossessivo-compulsiva maniaca dell’ordine che ripone vestiti, pantaloni, persino calzini e mutande secondo la gradazione del colore, che se i cuscini sul letto non hanno una precisa collocazione va giù di testa, che tutto in camera sua è disposto in un certo modo e se lo sposti di un micron se ne rende conto. E poi son cazzi. Ecco, sì, per le cose materiali son fatta (patologicamente) così, è il mio modo di calmare l’ansia e credere di tenere fuori dalla porta l’entropia dell’universo. Ma persino io so che nella vita, quella fatta di relazioni con altre persone, non serve a niente un’agenda o un calendario, non puoi programmare un bel niente. Cosa vuol dire “faccio un figlio entro i 30 anni”? Ma cosa ne sai dove sei a 30 anni, se hai un lavoro che te lo consente, se ne sei davvero pronto e, soprattutto, se hai un compagno adeguato?? Ché mica fare un figlio è uguale a prendersi un gatto (tranne che per la sottoscritta, credo)! Non so, sono discorsi che francamente non comprendo, o meglio, trovo alquanto superficiali e stupidi, ma comprendo molto bene la motivazione, il senso che spinge a darsi questi paletti.

Altra categoria, persone che versano in una condizione spiacevole, poco gradevole o soddisfacente, che insomma non ci stanno bene, e loro che fanno? Ci rimangono! Sperando in qualche deus ex machina, una congiunzione astrale o chissà che, o forse non sperando e basta, perché ormai sono talmente avvezzi alla situazione che non sanno più cosa significhi la parola speranza. Dio mio, li prenderei a schiaffi fino a farli rinvenire e tornare nella realtà. C’è sempre un margine di azione, attenzione, non dico di miglioramento ma di cambiamento… porca miseria, svegliatevi e datevi ‘na mossa!!! Questi qui mi sono particolarmente odiosi perché non tollero le lamentele fin a se stesse e/o l’annegarci quasi di proposito pur di avere la scusa di fare i propri comodi. Bah.

La mia personalissima soluzione è quella di vivere e lasciarsi andare. Capire e capirsi. Cosa e chi si vuole davvero, poi tutto il resto vien da sé. Se vengono soddisfatti questi “pochi e miserrimi” punti (che miserrimi proprio non sono), non c’è nient’altro che serve. Non servono belle case, tanti soldi, grandi viaggi. Se ci sono bene, micachenò, ma se ci sono solo quelli… non è che una facciata smaltata d’oro.

Due cuori e una capanna? Sì, io adesso ci credo. Adesso credo in molte cose che davvero, non avrei mai detto. E’ bello non avere (sempre) le risposte in tasca e lasciar fare al disordine cosmico.