Ti ricordi i giorni chiari dell’estate…?

2 Mag

Grazie ad un nipote carinissimo che auguro a tutti (quelli cui voglio del male), che al mio ritorno a casa mi ha fatto trovare il mio Sacro Bauletto Rosso sventrato, dilaniato e saccheggiato come da una banda di sciacalli, ho fatto un tuffo nei ricordi, ma di quelli abissali, sia il tuffo che i ricordi. In pratica, il suddetto Bauletto conteneva gelosamente (si narra di un drago a 3 teste a guardia, che il nipotastro malefico deve aver ingoiato senza colpo ferire come una cozza cruda senza limone e ruttato dopo 3 secondi netti) anni e anni di diari, quaderni, lettere, biglietti e fogli sparsi della mia adolescenza tutta. Non solo miei, ma anche di altri “scrivani”.

Ora, in primo luogo: è stato uno shock leggere nero su bianco che ebbene sì, anche io ero, anzi, sono stata un’idiota. Sballottolata da sbalzi umorali degni di un bipolare tipo I, con fasi di ottimismo alle stelle (della serie viva la vita, viva l’amore, massì tutto volgerà al meglio perché non può che andare così… CERTO, svegliati, deficiente!) e pessimismo cosmico cui manca solo la descrizione metodica dei metodi più efficaci per morire lentamente e con dolore; colma di supponenza come se dall’alto dei miei 16 anni sapessi già tutto del mondo; governata dagli ormoni, embè.

Fa invece estremamente piacere riscoprire che già all’epoca asfissiavo tutti con le mie teorie psicanalitiche per tutte le tasche, perciò vedi, almeno qualcosa di buono lo andavo covando. Da qualche parte, molto ben sepolto, c’era un nucleo della personcina che sarei diventata.

Ma questa personcina si è anche chiesta se è proprio necessario perdere con l’età – anche se in favore di un notevole aumento del proprio QI, micachenò – tutta quella speranza, quell’ottimismo, quella fiducia nelle persone, nel cambiamento.

Io credo nel cambiamento, e non potrei fare altrimenti, visto il lavoro, la missione che voglio compiere. Ma spesso cado nel tranello della semplificazione, della regolarizzazione, del sì o no, bianco e nero. Per placare la mia natura emotiva e ansiosa ho bisogno di seguire strade delineate con tutta la loro bella segnaletica, senza cercare a casaccio scorciatoie. Ho bisogno della sicurezza che mi dà il possedere la risposta giusta, razionale. E chiudo in soffitta le emozioni, i sentimenti, tutti i bivi che creano e la paura costruttiva e il batticuore che ti dà percorrerli scoprendo cose nuove.

Non so, forse dovremmo tutti rimanere un po’ adolescenti. Dovremmo tutti andare ad aprire ogni tanto lo scrigno dei ricordi e ricordare chi eravamo. Non può fare mai male alle persone che siamo.

Mal che vada, ci faremo quattro risate. Con tutto lo spettro (è il caso di dire) di male e bene che possa essere, come è successo a me questa sera, penseremo a tutte le persone che hanno attraversato la nostra vita dedicando loro qualche pensiero e augurio speciale.

Allora ciao a voi tutti, spero stiate bene, siate felici e soddisfatti delle vostre vite, spero abbiate trovato quello che stavate cercando. Vi voglio bene, e vi ringrazio per avermi aiutato nella costruzione di un pezzetto di me :’ )

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