Keep calm and carry on

14 Mag

Io vorrei fottermene della voltura dell’acqua, delle briciole sul tavolo, delle dimenticanze, dei limiti altrui; vorrei che il mio cuore non battesse più forte, che la mia pressione non balzasse fin sulle guance a colorarle di porpora e invece vorrei dare un calcio alla porta e buttarla giù. Non ingoiare, aspettare, respirare e metter via. Io avrei la rabbia di tratto? Ma porca miseria no, ed è un gran peccato. Purtroppo ho l’ansia di tratto e non posso farci un cazzo. Se non mettermi in borsa l’entact pur’io quando sarà.

Io vado in loop, una, due, tre ore. Sullo stesso maledetto motivo.

E allora mi viene in mente la scena della dottoressa con il paziente schizofrenico tipo, costretta a spiegare tutte le sante volte il fragile equilibrio di quella linea sottile sul grafico tracciato a mano: sopra c’è la salute, sotto c’è la malattia. E la linea che fa su e giù, su e giù, anche se lei tenta con tutte le forze di rimetterla in plateau.

Ma sarà poi vero che io ho superato la gran prova? Mi chiedo ossessivamente questo.

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