The unbearable lightness of Being

29 Mag

Dovrei sempre, e dico semprefidarmi del mio istinto.
Ho un’estrema consapevolezza di me stessa, scarna e fioca nei pregi, ma i miei difetti, i miei limiti non hanno segreti per me.
Così come so benissimo cosa e chi dovrei evitare, come la peste, ma è proprio in virtù di quei difettucci di cui sopra che ci finisco sempre con tutte le scarpe. Nell’abisso che portano dentro di sé.
Sto facendo progressi, però.
Se adesso mi affaccio nell’abisso, faccio 2 passi indietro, poi un passettino in avanti mettendo in scena un pericolosissimo cha cha cha su una china scivolosa… ma alla fine non precipito, in un modo o nell’altro, confido che entro i prossimi 5 anni arriverò a sporgermi, verificare lo spaventoso baratro innanzi a me e fare dietro-front senza neanche voltarmi. Anzi, scapperò a gambe levate.
Sì, sarà così necessariamente.
Stavolta me lo sono proprio meritata. Karma is a bitch, dicono. Oh, sì.
Questa è stata la punizione esemplare per la mia hybris, mi sono sentita tanto superiore da disprezzare ciò che avrei potuto avere, non valutandolo alla mia altezza, in cambio di cosa? Parole vane e al vento, parole lanciate così, senza peso.
Io in fondo sono una debole, sempre pronta a tornare sui miei passi in cambio di molto poco… ma questo per me è un peccato mortale. E’ come infilarmi uno spillo e spingere in maniera decisa sull’unico tasto reset che io possieda.
Io so mentire, so omettere e so inventare, mantenendo sempre la mia (dis)onestà intellettuale. So adattarmi a ciò e a chi ho davanti, facendo le mie considerazioni, decidendo il mio piano d’azione e il comportamento che terrò. E attenzione, non è falsità. Se tu sei sincero con me, io con te lo sarò il doppio. Se mi deludi non avrai più neanche una stilla di me. Come la Sabina di Kundera, questa è per me l’unica verità possibile. La sola e vera. Di cui le parole sono ambasciatrici.
Le parole hanno il loro peso. Sono proiettili, una volta sparate non puoi risucchiarle nella canna del fucile. E devi prenderti la responsabilità delle ferite che possono provocare.
Se non sei pronto a farlo, per me vali meno di zero. 
Le persone cambiano, i sentimenti cambiano, cambiano persino i piani d’azione! E’ lecito. Ma cambiare è un conto, scrollarsi la responsabilità di quanto detto con banali scuse è un altro, molto salato al mio tavolo.
Perciò il succo di tutto questo ciarlare qual è? Che il mio unicorno non esiste.
Non vanno bene per me né l’abisso, né il prato pieno di fiorellini di campo, perché me lo dice il mio istinto e posso sentirlo, fin dentro le ossa.
Ma non mi accontenterò mai, perché senza alcuna immodestia, so quanto valgo. So cosa merito.
Devo solo trovare la giusta via di mezzo, e non smetterò di cercarla perché so che è lì fuori.

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