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Keep calm and carry on

14 Mag

Io vorrei fottermene della voltura dell’acqua, delle briciole sul tavolo, delle dimenticanze, dei limiti altrui; vorrei che il mio cuore non battesse più forte, che la mia pressione non balzasse fin sulle guance a colorarle di porpora e invece vorrei dare un calcio alla porta e buttarla giù. Non ingoiare, aspettare, respirare e metter via. Io avrei la rabbia di tratto? Ma porca miseria no, ed è un gran peccato. Purtroppo ho l’ansia di tratto e non posso farci un cazzo. Se non mettermi in borsa l’entact pur’io quando sarà.

Io vado in loop, una, due, tre ore. Sullo stesso maledetto motivo.

E allora mi viene in mente la scena della dottoressa con il paziente schizofrenico tipo, costretta a spiegare tutte le sante volte il fragile equilibrio di quella linea sottile sul grafico tracciato a mano: sopra c’è la salute, sotto c’è la malattia. E la linea che fa su e giù, su e giù, anche se lei tenta con tutte le forze di rimetterla in plateau.

Ma sarà poi vero che io ho superato la gran prova? Mi chiedo ossessivamente questo.

Neutron star collision

22 Lug
Sono veramente stanca. Anche e soprattutto di dover litigare in continuazione con i ricordi selettivi che mi vedono sempre sconfitta contro chi, evidentemente a questo punto, non riesce proprio a capire per un cazzo quanto io non mi senta bene, né fisicamente né moralmente.
Non sto bene, e questa cosa mi abbatte e mi sconforta sempre più.
Trovo davvero patetico, o meglio, mi trovo davvero patetica, se penso di aver sempre confuso i ruoli, di aver sempre protetto e di non essermi mai fatta proteggere.
E adesso è troppo tardi.

Deny, deny, deny

31 Mar
Non pensi mai che il tuo corpo ti possa tradire.
Non a 25 anni, non quando studi medicina. Non perché tu non sappia a cosa vai incontro, respirando, mangiando, amando. Ma perché il fatto di saperlo ti fa credere che tu riconoscerai ogni più piccolo segno, che non ti sfuggirà mai nulla, che sarai in grado di prevenire o perlomeno di curare nei tempi giusti.
Niente di più sbagliato.
In ogni caso, la sensazione predominante al momento non è tanto lo sbigottimento, l’incredulità da notizia totalmente inaspettata, che c’è; non è l’angoscia del conoscere per filo e per segno cosa significa ogni parola pronunciata con asetticità (che dio me ne scampi dal diventare così) e ogni passo che dovrò fare, che c’è; non è l’ansia di creare l’ennesimo problema, l’ennesimo pensiero nei miei genitori, che c’è.
Ma il tradimento. Non riesco a concepire il tradimento del mio corpo.

Tutta la gente non sa dietro quale dolore

24 Ago
Lo squarcio. Si è subito richiuso. Non ha avuto il tempo di scalfire la coltre di nero, buio, dolore.
Ho del sangue sotto le unghie. Non è mio, ma è come se lo fosse. Allele più, allele meno.
Terrore, ecco cos’ho provato. Tamponato, disinfettato, fasciato, ecco cos’ho fatto. Abbracciato. Pianto.
Certo sono più portata per le prime.
Perché diamine psicanalizzo perfetti estranei nella stessa misura con cui non riesco a parlare col sangue del mio sangue?
Ho paura, tanta paura. E una nausea che mi stringe lo stomaco in una morsa d’acciaio.
Le lacrime. Quelle credo di averle terminate.
E per la prima volta, dovrò violentarmi nel cancellare una persona dalla mia vita.

Once more, with feeling

1 Mag
Allora io adesso voglio, pretendo di sapere da qualcuno di voi come cazzo può fare una cristiana ad addormentarsi ad orari decenti, a concentrarsi su un esame di merda, a pensare alle persone e alle cose belle della propria vita, quando puntualmente, archiviato un casino, se ne apre un altro di proporzioni bibliche.
Se io potessi parlare per cinque minuti 5 a tutti quelli che si lamentano per delle grandissime puttanate, se potessi raccontare loro un decimo della mia vita… allora sì che comprenderebbero quali sono i veri problemi.
E mi dispiace sparire, mi dispiace non farmi sentire, ma io non sono un eleboratore elettronico, non posso tener conto di tutto e tutti voi, che pretendete pretendete pretendete comprensione e devozione e basta. Io non ce l’ho, il tempo per voi.
Sapere le cose in anticipo non aiuta per un cazzo. Non serve ad evitare che ti cadano le braccia, che il respiro si mozzi, quello schianto nel cuore.
E adesso, non so dove sbattere la testa. Non capisco come agire, come comportarmi. Sono ferma immobile nella nullafacenza, mentre il cervello macina e macina pensieri, ricordi e teorie.
So solo che vorrei mettermi in un angolino e piangermi addosso, per qualche ora almeno, come indennizzo per tutte le volte che non l’ho fatto.

l’aria è più pesante che mai

8 Dic
i dottori robbins e cotran dicono cazzate. una sigaretta ogni dieci giorni non ti uccide che poche cellule dell’epitelio polmonare (che sarà mai, ce ne saranno milioni) e solleva l’umore. leggermente. roba che poi se poddie ti urla nelle orecchie alibi sono due le cose: o lasci tutti i tuoi averi al barbone della conad sabrina oppure ti butti sotto una macchina. o tutte e due. in questo caso, nessuna. non ho un soldo neanche per piangere, barbone mio, che te devo da’?
l’idea di tornare in una casa vuota – ma pulita, alleluia, ci ho messo tutto il pomeriggio, approfittando dell’assenza delle malefiche coinquiline – mi metteva un po’ d’angoscia. d’altronde, non c’è un posto dove potrei sentirmi meglio, in questo momento. non in questa casa. non nella mia vera casa. non da qualcuno perchè non sono in grado di sfogarmi. o forse sì, ma potrei allagare il malcapitato di brutte parole o di lacrime amare. forse mi sentirei meglio a casa di luca, dove mi sento così coccolata e protetta come forse mai. ma non posso piantarci le tende. peccato.
saranno gli ormoni, saranno le feste, sarà che a breve mi tocca l’ennesimo confronto, ma la situazione non cambia.
sono molto triste. e arrabbiata. e nervosa. e ne risentono proprio tutti, temo.
il fatto è che nel momento in cui mi arrabbio, a me sembra di pensare davvero cosa dico. e sono cose velenose, ve lo assicuro. ma poi tutto si fa di nuovo così confuso.
non ci capisco niente.
vorrei urlare, a squarciagola. ma poi…
cosa devo urlare? cosa ho da dire? cosa non va?
e soprattutto, come si aggiusta? ma cosa si è rotto? si può incollare con un bel mastice? o bisogna cambiare in toto il pezzo?
e che pezzo è? dov’è? a che serve?
stasera voglio ubriacarmi. disperatamente.
 
Dopo aver guardato affondare il tuo cuore
dopo aver permesso al tempo di giudicare
stringo le mie spalle senza niente da dire
Piove sui miei alibi
piove sui rimpianti
l’acqua scorre e porta via il tempo che ci resta…

Fuck You for Loving Me

13 Nov
dovrei fare un passo indietro.
scendere dal piedistallo e smetterla di guardare la vita dall’alto.
ammettere, perlomeno con me stessa, che sto sbagliando.
non condannare gli altri per colpe che commetto anche io. seppure intimamente e lontano da ogni sguardo altrui.
ma farlo significherebbe stravolgere completamente la mia vita, reinventarmi e rimettermi in gioco.
io vorrei farlo.
ma sono intrappolata in questa vita, tra queste quattro mura, in questo mio corpo.
vi direi: adesso me la strappo via, questa pelle, con le unghie e con i denti, e corro via, e passo a prendere te e solo te, tieniti pronto.
ma rilassa pure i muscoli. in questo mondo, non mi è dato poterlo fare.
mi dispiace.
per chi non intuisce la tempesta e continua placidamente il proprio viaggio; per chi la prevede, la comprende e vorrebbe affrontarla, ma gli è negata: e invece la subisce doppiamente. senza poter sapere se poi, alla fine, sarebbe riuscito a domarla.