Archivio | aldol darkene triptizol RSS feed for this section

sto precipitando… forse stavo volando?

3 Ott
probabilmente, basterebbe che tornassi ad essere ingenua, spensierata e fiduciosa nel solo concetto della speranza.
invece no. sono sempre più guardinga e circospetta e miscredente sui gesti, le intenzioni, le parole altrui.
mi dico che invevitabilmente c’è sotto qualcosa. che niente e nessuno sono mai come sembrano, che chiunque dietro le mie spalle è pronto ad sferrarmi una coltellata.
questo, ovviamente, mi conduce a determinati comportamenti di conseguenza.
e vorrei poter dire che sono una paranoico-maniacale, vorrei poter dire che la realtà mi smentisce, mi scredita, ma purtroppo non è così. anzi. la realtà riesce addirittura a sorprendermi, alle volte.
ma forse il problema non è negli altri, la maggior parte dei quali ultimamente vedo così imperfetti, così limitati.
quante persone sfanculerei tranquillamente, in questo periodo, come niente fosse. così, anche solo a chiedermi che ore sono, se il tono non mi è piaciuto. e se lasci i piatti sporchi per tre giorni di seguito apriti cielo!, oh ma sei bacata a 30 anni ancora non sai cosa sia il minimo di igiene necessario et fondamentale? ti mangerei la testa, così, a morsi, proprio per il gusto di farti male.
insomma, certo non sono perfetta, ma vi assicuro che mi metto in posizione da attaccare senza poterlo essere a mia volta.
nel senso, io posso rinfacciarti questo, farti notare questa mancanza, rimproverarti per quest’altra cosa…tu? ops, pare che non mi si possa accusare di nulla…
golden rule, pararsi il culo. e nel grado superiore della mia cattiveria, ne sono maestra indiscussa.
non perfetta neanche io, ma mica scema.
neanche da non rendersi conto che forse il problema sono io, la mia ossessione.
la mia ossessione è studiare, al momento.
vorrei giornate di cinquanta ore.
mi sento in colpa per ogni attimo che non sia dedicato allo studio.
mi sento in colpa quando sbrocco e necessito di una pausa, perchè forse no, forse non la merito.
e per quanto possa sgobbare, ogni notte mi addormento pensando che non ho fatto abbastanza.
ogni notte mi addormento profondamente insoddisfatta.
solo le mattinate in reparto e ben poche altre cose mi scrollano, come fossero una sorta di manovra liberatoria di hallpike applicata ai brutti pensieri.
forse non avrei dovuto ricevere quella notizia, stamattina.
ma ormai l’ho ricevuta, l’ho metabolizzata e immagazzinata, ed è sempre qui, un chiodo fisso.
e che si fa?
niente. si studia.

Coriandoli a Natale

22 Set
io giudico sempre un libro dalla copertina.
se vado al di là di essa, do tempo qualche facciata per farmi cambiare idea o continuare a deludermi.
non tanto l’immagine, quanto il titolo è tutto, secondo me.
il titolo nasconde dietro di sè una filosofia fine, ma spiccata per quell’animo che la coltiva.
certo io non coglierò mai il significato profondo che l’autore ha voluto imprimergli; ma se il suo titolo, se quelle poche parole sono in grado di smuovermi qualcosa dentro, di far partire la mia mente alla ricerca delle più diverse associazioni di idee… è fatta.
non importa chi sia l’autore o quale sia il tema del libro, io l’ho scelto.
ecco, io credo di aver scelto troppe cose nella mia vita guardandone solo la copertina.
la maggior parte di queste scelte sarebbe da gettare nel cestino della spazzatura. è che non si può, ecco tutto.
io vorrei, vorrei, vorrei disperatamente.
ma non ci riesco. non ce la faccio. 
nè a tornare indietro, nè ad andare avanti.
 
…è semplice ma non dire che
la vita ti prende soltanto alle spalle
Ti ha preso in un giorno che ti senti inutile
e magari ancora troppo stanco per ricominciare
Ma scommetto che poi tu te ne andrai…
 
Wake up,
grab a brush and put a little makeup,
hide the scars to fade away the shakeup
You wanted to
 
è inutile sai,
vorrei ma non puoi…
toccarmi nel cuore,
entrarmi negli occhi…
 
I don’t think you trust in my self righteous suicide
Father, into your hands I commend my spirit
Father, why have you forsaken me? 

tutta una farsa, ecco cos’è

16 Set
mi viene da ridere a sentirmi dire quanto sono ignobile e pessima perchè non faccio mai una telefonata in più.
ma vaffanculo.
perchè io dovrei avere il pensiero di essere costantemente informata sulle vostra vite, quando a voi non viene mai nemmeno per l’anticamera del cervello l’idea vaga ed eterea di digitare il mio numero e chiedere a questa povera scema come se la passa?
ognuno ha i suoi problemi, sacrosanto.
ma i vostri sono forse più gravi dei miei?
o forse più semplicemente io li tengo per me?
in fondo, io non pretendo che mi cerchiate – non me ne frega nulla – .
e poi non so voi, ma io non ho voglia di disperdere energie inutilmente.

vorrei uscire stanotte, dimenticare il mio nome

10 Ago
vorrei avere la battuta pronta. dire quel che è giusto, lenire le ferite, comunicare la mia partecipazione.
invece no.
allora, vorrei farmi i cazzi miei, restarne fuori, non essere neanche sfiorata da avvenimenti e faccende altrui.
oppure, vorrei che perlomeno mi si ascolti, ho capito che dette così sembrano cagate, ma perchè per una volta nella vostra vita non mi date credito? a me, che mi spiace dirlo, dimostro molta più maturità di voi, che avete il doppio dei miei anni.
mi piange il cuore. mi piange il cuore e non riesco a pensare ad altro.
se non che… se il buongiorno si vede dal mattino, quanti altri pessimi incontri farò tutt’oggi?

fuori è un giorno fragile

6 Ago
 …ma tutto qui cade incantevole, come quando resti con me…
sì ma oggi sei partito. e io sono precipitata direttamente all’inferno.
fanculo fanculo fanculo.
a chi consideravi la persona migliore della terra e invece ti ha amaramente deluso.
alla grettezza, alla mentalità ristretta, ai geni. soprattutto, ai geni.
tempo quindici giorni e salgo sul primo treno.
quindici giorni, NON UNO DI PIù, giusto perchè prima non posso. logisticamente e sentimentalmente.
perchè staccarmi da tre-quattro persone qui è sempre uno schianto nel cuore.
il resto è feccia.
e letizia… cazzo se non hai ragione. su TUTTO. sei ufficialmente la mia dea, sappilo.

è solo il tempo a rivelare la stagione.

6 Giu
sono molto preoccupata.
le notizie che giungono mi rendono inquieta e tesa.
mi fanno anche molto incazzare.
il mondo è una merda e la vita ingiusta. chi non se lo merita raggiunge tutti i suoi obiettivi e chi vale se la prende a quel posto.
non è giusto, non è giusto, non è giusto.
no, loro non lo meritano.
vorrei poter fare qualcosa. ma non ho alcun potere.
posso solo accontentarli in quel poco che mi chiedono, per quel tanto che mi danno.
e improvvisamente, tutti i pensieri degli ultimi giorni svaniscono, come neve al sole.
comunque io non alzo la cornetta. non ne ho la forza, non in questo momento.

destini (paralleli) pronti a perdersi?

26 Mag
lo so. spesso e volentieri farebbe comodo pensare "è destino, doveva andare così".
ci si mette il cuore in pace e si va avanti per la propria strada, incolpando il fato che non ha reso possibile questo o quest’altro.
bè, è un’enorme cazzata.
sono fermamente convinta che sia tutto nelle nostre mani. che tutto sia reso possibile o meno dalla nostra volontà, dalle nostre scelte.
credo però nei momenti. e nelle persone.
a volte non coincidono. per fortuna, purtroppo, chissà.
dipende da quale prospettiva la si vede. dal lato in cui ci si trova.
la domanda fondamentale da porsi a questo punto è: meglio vivere di rimpianti o di rimorsi?
sono sempre stata per la seconda. ma.
mi sento profondamente triste e malinconica, e non so il perchè.
forse è la sindrome premestruale, forse gli effetti collaterali, forse l’aver letto le avvertenze del foglietto illustrativo e averle fatte mie, punto.
in ogni caso, spero passi presto.
se c’è una cosa che so, e so bene, è che non posso più perdere tempo a filosofeggiare.
devo pensare solo a quest’esame, ai tirocini, al mio agosto in reparto, al prossimo esame, a quello dopo, all’altro ancora e così via.
questa sarà la mia unica priorità.