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dlin dlon, consigli per gli acquisti

29 Feb
mi piace, mi piace, mi piace.
e adoro brian, il prete adultero, cinico, bastardo e senza cuore (più o meno[meno]).
lo amo e lo odio, ma più lo amo, credo.
dexter, rimani imbattuto. ma sei seriamente a rischio.

mi piace osservare le stelle perché sono intense, ardenti, esplosive.
quando le guardo mi sento euforico e tranquillo insieme, e non sapevo che qualcuno potesse farmi lo stesso effetto.
ma… ora lo so. guardare te è come guardare le stelle.
mi fai sentire come una parte di tutto e che sono al mio posto.

e comunque temo che cederò su xp. maledizione, pensavo di essermene liberata, ma non si può. safari e il blog non possono convivere.

quando mi ci metto sono un genio del male

27 Feb
dunque, parto il 15, scendo a beri, scarico le valigie da hermione o furia, a vostra scelta, ci macchinizziamo e via ad andria, ove la groova prenderà possesso di noialtri.
ma soprattutto, mi evito quei due-tre eventi di cui, manuela docet, freca nudd.
niente scuse poco plausibili o atti d’ostilità manifesti.
semplicemente, salgo sul treno.
qualcuno può averne a male? può darsi. qualcuno può avere da ridire? forse. a me interessa? non craaid.
l’unico eventuale incoveniente sarebbe la perdita della festa degli ortopedici. ma sulla bilancia, non pesa abbastanza…
muahauhauhauhauhauhua.
sono estremamente eccitata e contenta.
mi complimento con me stessa.

beautiful garbage

24 Gen
succedono cose strane ultimamente, a casa mia.
rapporti di più di un lustro finiscono, grandi passioni sfioriscono, uomini entrano con fare furtivo e schioccano baci nel silenzio (del mio studio). litigi infarciti di paroloni. improvvisamente, il volume si alza mentre paolo fox parla del leone, e poi la voce muore, senza più arrivare allo scorpione. si parte, stavolta non più dirette a casa, con l’ultimo acquisto sexy in valigia.
la gatta graffia sulla porta della mia camera alle due di notte, in cerca di serenità.
robe da pazzi.
e pensare che ero io l’anima della festa, la casinista implacabile della casa, esposta alla mercè dello sguardo torvo e dei giudizi pesanti.
vabbè, ovviamente esagero, ho il gusto del tragico, al momento.
ci sono lati positivi: finiranno i tè pomeridiani all’insegna dello studio delle congiunzioni astrali e dell’analisi dei fondi del caffè per sapere quando acquario e scorpione avrebbero potuto parlare senza scannarsi, finiranno le estenuanti opere di convincimento sul non sfogliare per tre ore il catalogo dell’ikea, ché quello rimane, sia lui che il nostro budget. oppure – TERRORE – adesso inizierà la versione casalinga di uomini & donne??
come rimpiango le benedette aule studio del sant’orsola!
che poi non è che voglio far credere che studio diciotto ore al giorno. tantomeno con le mie nuove ossessioni-compulsioni.
sono particolarmente sensibile al cambiamento minimo di una qualsiasi consuetudine che mi appartenga ormai. una giustificazione per il cazzeggio? furrrrbi.
tanto lo so: lo studio si piglierà tutti gli anni in cui beltà splendea nel mio giovine corpo.
che culo. -_-
poi, vedo talmente tante puntate di diversi telefilm che, a breve, confonderò trame, eventi, personaggi; nel lungo periodo, mi convincerò di essere susan, alice, chloe o addirittura dexter. in quest’ultimo caso, per piacere, preoccupatevi.

cioè, no. parliamone.

31 Ott
passi lo shopping bagnato. passi il pomeriggio in cucina.
ma poi. la pioggia torrenziale da fuori si è spostata dentro casa e noi, come cretine, a spostare mobili e sistemare bacinelle dappertutto,  con minù perplessa che vi si affacciava, cercando di spiegarsi quelle docce naturali. indi per cui, ho passato circa 12 ore al telefono, e non solo per gli auguri, ma soprattutto per litigare con amministratore, muratori e condomini.
almeno ho sfogato la mia isteria con loro.
la cena è stata tutta da ridere. ho dovuto ubriacarmi, dopo.
"ehi, non ci si vede da un po’, come va?"
"bene, dai… "
"bene… dai? che vuol dire?"
"considerando che mi piove in casa ed è il mio compleanno… bè, fai tu!"
insomma, sono andata a dormire stanca e snervata, ubriaca e cullata da un giardino zen giapponese, tra la grondaia sul balcone e i secchi nel corridoio…
però contenta. contenta perchè pensavo di aver perso un paio di persone.
invece forse no.
forse. spero.

logorrea mattutina

17 Ott
uff. non riesco a dormire.
mi ero svegliata e riaccucciata neanche un minuto prima che la sveglia suonasse. e dopo, nemmeno il pigiama mi ha ridato quel calore che il letto ormai aveva inesorabilmente perduto.
un po’ perchè è completamente sfatto, e sono talmente pigra da non volerlo riassettare. un po’ perchè ho cominciato a pensare: al margine laterale dello sfenoide, alla ricetta che devo farmi fare dalla dottoressa, al gelido sorriso della segretaria di radiologia, al mio ritrovato bisogno di scrivere, alla torta di mele nel freezer… ah no, ops, quella è per domenica. pardon.
al compleanno di una ex amica. oggi. sì sì, proprio ex. nel senso che adesso la deridiamo, spesso e volentieri, per tutte quelle cose che prima ci legavano e per tutte quelle altre cose che magari già non ci piacevano, ma erano lei, e quindi le amavamo. o perlomeno tolleravamo.
io personalmente le tolleravo. a distanza di tempo mi rendo conto che era, per me, semplicemente una persona con cui mi ero ritrovata a passar del tempo, molto tempo, per forza di cose, ma alla fine dei conti… cosa ci legava? nulla. o forse è una vita troppo lontana quella a cui guardo, senza vedere più con gli stessi occhi di allora.
brutto destino quello delle ex amiche.
non ricordo neanche il perchè, sia finita.
ricordo perfettamente il come.
ricordo che ero stanca, di te e della tua alterigia, e di tutte le vicissitudini della mia vita. forse per questo non ti ho difesa. forse per questo non ti ho cercata.
forse per questo ho preferito lasciar correre, adeguarmi ai rimbrotti delle altre e subire le loro decisioni.
come una storia d’amore liceale che finisce così, perchè si è cambiati, perchè si scelgono strade diverse, perchè ci si stanca della solita minestra e vogliamo assaporare una pietanza diversa.
ma ti dirò, oggi come allora: chissene.
tuttavia, dovunque tu sia, auguri.
un avvertimento, però: ok che non hai mai avuto gusto nel vestire, ma se ti ribecco in mezzo alla strada vestita di marrone con una borsa argento… ti investo! ma che schifo!

je ne veux pas travailler

20 Set
certo che quando entri negli ingranaggi del fancazzismo è difficile uscirne.
in questi giorni è stato come essere in vacanza post-esame, solo che non ero in una vera fase post-esame.
avevo 13 giorni di tempo. ne ho buttati la bellezza di 7.
ed eccomi qui, a 6 giorni dall’esame – di nuovo – con gli stessi argomenti indietro.
ma stavolta, sinceramente, non mi tange.
non ha svolto il ruolo per cui era stato concepito.
questo esame ha perso ogni attrattiva psico-sentimentale ed è ridotto a mera formalità.
che dovrei comunque decidere a riprendere in mano, se voglio espletarla.
se non fosse la cosa più stupida che io possa (ri)fare, andrei avanti, dritta sparata.
ma è la cosa più stupida che io possa fare.
bè, dopo mandare a fanculo il prof se mi sega di nuovo senza lasciarmi aprire bocca, brutto-stronzo-che-ti-si-possa-atrofizzare-la-laringe.
ma se lo meriterebbe e andrebbe fatto, questo.
…dicevo? ok ok ok: spengo tutto e mi do anima e corpo all’emostasi. forse.
ci provo.
altrimenti, oltre ad essere la solita incosciente, pigra, incostante, stralunata e sconcertante, posso anche essere stupida.
chissà.
ma poi, secondo voi, lucas perdonerà brooke per essere andata a letto con chris? in fondo, lei l’ha fatto perchè lui è uscito con rachel (che fa gattina di cognome ed è tutto dire) che, lei non sa, si è fatta trovare da lucas ignuda come un verme nel campo di basket, con solo una palla a coprirle le bocce… questa cosa mi tormenta! e mi fa riflettere: brooke = zannetta è un tòpos!
…me ne vado.

Roberta dal dottore.

19 Set
o meglio, dottoressa.
e invece no, perchè guarda caso ha uno specializzando/tirocinante. uno. maschio.
mohinder suresh, capello più incolto.
mi misura la pressione: 160 su 90. tachicardia incontrollata.
"ehi, dobbiamo chiamare un cardiologo??"
ahahahahahahahah!
no grazie. che più gelido non si può.
spero, nella mia vecchiaia ovviamente, di beccarmi qualcosa di diverso da una cardiopatia, altrimenti mi lascerò morire, piuttosto.
"e quindi anche tu ti sei addentrata in questo mondo di pazzi…"
non dirmelo, ti prego, e porgimi la spalla, chè devo piangere!
il tutto, dopo aver subito i problemi di prostata di un tizio nei dettagli e il predicozzo di una nonnina: eeeh, voi giovani di oggi, già dal dottore… io ci sono andata la prima volta a 82 anni, sa? perchè noi vivevamo bene, mica come voi, che fate tardi la sera e siete così promiscui!
quella vecchiaccia intrigante poi, tra le altre cose, mi ha chiesto se poteva andare prima di me, tanto "ci metto un minutino"… e invece ce ne ha messi 43!!!
il commento di luca: ma mi meraviglio di te, come puoi fidarti delle vecchie dal dottore?! sono la razza più infingarda che ci sia! peggio degli informatori scientifici, eh!
eliminati: medicina generale e soprattutto… geriatria!!!