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My Blueberry Nights

6 Nov
La Praga dei miei ricordi è molto diversa.
All’epoca, la vedevo come una città magica e accogliente, che quasi ti inglobava tra le sue viuzze a gomito per poi lasciarti perdere nel flusso della folla dei suoi grandi viali. Ogni chiosco era un miracolo, e i bicchierini di vin brulé paragonabili all’ambrosia. Il vicolo d’oro con i suoi mille colori pastello non perdeva l’aura di mistero, e il cimitero ebraico era ancora più fitto e cupo e pauroso.
Questa Praga è sì magica, il suo splendore in ogni angolo è ormai scolpito nel tempo. Ma.
Avrei voluto continuare a credere che la chiesa di Santa Maria di Tyn sorgesse dal nulla, dritta dritta con le sue torri dal palazzo di fronte, e non scoprire vicolo dopo vicolo il suo cortile interno.
Dopo 3 giorni e mezzo, non sopportavamo più né i chioschi – davanti i quali ormai passavamo tappandoci il naso causa "profumo" di salsicce, cipolle e crauti, dalle 8 di mattina e per tutta la notte – né la "leggerissima" cucina ceca: il manzo con panna e mirtilli? Ottimo. Le salsicce con cipolle e peperoni? Sfiziose. Il goulash? Da provare. Ma poi fate scorta di antiacidi, digestivi e actimel…
Non potevo credere che visitare il vicolo d’oro costasse più del biglietto per l’intero castello e che Franz Kafka abbia vissuto un po’ dappertutto nella città…
Ciò che più mi ha turbato però è la scortesia del suo popolo, senza eguali. Vabbè, sono italiana.
Vabbè, sono pure terrona, il confronto regge con ben pochi popoli. Ho capito che fa freddo e la pelle tira, però un sorriso non equivale immantinente ad una ruga! Ché poi, francamente, tutta ‘sta bellezza delle donne ceche io non l’ho vista…
Comunque, in conclusione, Praga è incantevole (non per niente i miei amati Subsonica ci hanno girato il video, ahahahah); se ci si va con temperature più miti, in 3 giorni si visita ampiamente tutto e non si rischia che i pasti siano altamente gastrolesivi (in ogni caso, consiglio di intervallare con macdonald’s e kfc, e qui dico tutto). E contate bene i soldini, ché i caldi e simpatici camerieri cechi, oltre alla mancia si tengono anche il resto!
Io di questa Praga ricorderò che nella sera del mio compleanno sono stata in una delle pivovar più famose, U Fleku, dove mi han fatto la serenata e ho tracannato allegramente – come predetto – la loro birra scura, portata in gran quantità e in continuazione da un cameriere per le sale e gentilmente posata davanti a chiunque ne fosse sprovvisto. E se obiettavi ti guardavano male! Sarà forse stata complice la birra, ma me ne sono fregata di chi si fosse ricordato o meno la data, sia perché ho avuto dimostrazioni, anche tardive, di chi conta e quanto e di quanto valgo io, sia perché, detto come va detto, mi sarebbe bastata una sola altra persona accanto e tutto sarebbe stato perfetterrimo.
Come perfetta è l’immagine di noi due che camminiamo stringendo le nostre manine guantate e paffute… andando incontro al nostro secondo anniversario. Perciò stavolta tanti auguri a te, amore mio!

visto da qui lo spazio sembra immobile.

28 Nov
sono giorni un po’ sconclusionati.
giorni in cui annaspo a fatica, cercando di tenermi a galla in un mare che è invece placido e senza onde.
l’insonnia inevitabilmente si accompagna a risvegli a tarda ora. sogno ciò che dovrei/vorrei fare e poi non faccio, perchè sono priva di voglia di fare.
aggiungiamo la mia personalissima crisi di metà ciclo.
considerando che comporta ingordigia illimitata ed estrema irritabilità.
fortunatamente non mi ha ancora fatto visita il pianto a sorpresa alla prima notizia semi-tragica/felice e/o al primo spot pubblicitario.
ma quando succederà, potrò disporre del mio nuovo preferiterrimo alboom che caccia incredibbbilmente via tutti i pensieri e del mio amò, all’occorrenza sveglia efficiente, accompagnatore in luoghi di perdizione mangereccia, parafulmini, ma soprattutto gioia della mia vita.
questa è tutta per te. per noi.
 
oggi io e te siamo comete instabili,
luci intrecciate che fendono oscurità
tra tempeste ed eclissi,
le galassie e i riflussi,
tra deserti e ghiacciai 
il mio sole, il mio sole, il mio sole
sarai
e sono qui a immaginare anche per noi
un tempo sospeso
un frammento di eternità
le curvature del tempo
ci attendono
ma se adesso tu
resti con me,
finché avrò fiato
soffierò via le tue nuvole
tra tempeste ed eclissi,
le galassie e i riflussi,
nei crepuscoli so
che il tuo sole, il tuo sole, il tuo sole
sarò.

Un Anno. e Un Giorno.

8 Nov
causa possibile et prossima implosione del pc, ieri ho dovuto affrontare un lavoro che rimandavo da tempo, ossia travaso di dati sul disco fisso e relativa pulizia, perchè non si può avere idea delle cose inutili e vecchie che conservo nel mio vetusto e stanco piccì. ne trae giovamento non solo lui, ma anche io, che finalmente mi libero di certe zavorre mentali e materiali di cui solo dopo mi rendo conto che… perchè mai erano qui?
questo incipit per dire che: les jeux sont faits; ma soprattutto, non ho avuto il tempo di potermi lanciare in teneri e smielati resoconti di questo anno insieme a te. diciamo anche che la sonora batosta etilica della notte prima non mi faceva ancora tanto articolare bene le parole, eh.
ma poi, perchè?
non starò qui a tirare somme o a dilungarmi in particolari, non servono, tantomeno quando la ciliegina sulla torta allo scoccare dell’anniversario è comunque la Serata Perfetta, che a volerla organizzare appositamente non ci saremmo mai riusciti.
e non mi interessa cosa gli altri vedano da fuori. che io ti accontento e ti lascio scegliere i film al cinema e tu sopporti i miei cangianti gusti musicali. che storcano il naso davanti a tutti i nostri modi di dire e di essere. sapete, mica è tutto qui. e poi, che ve frega?
dunque. oggi si ricomincia.
brindiamo, intanto virtualmente, con lo spumante che ci ha regalato paolo: a tantissimi altri di questi anni, ricchi di tantissime altre serate perfette.
Ti Amo!

grandi riflessioni estemporanee

31 Ago
i miei tesori:
1) aver imparato a sbrigare tutto da me, senza dover affidare me stessa a nessuno, chè solo così ci si può trovare sempre bene nella vita;
2) sapere di potermi affidare sempre e comunque a voi, poichè il destino è stato così magnanimo con me da concedere che le vostre strade ora, nei tempi passati e nell’avvenire si incrocino sempre con la mia.
poche certezze. ma buone.
vi adoro, lo sapete?

io non tremo, è solo un po’ di me che se ne va…

8 Mag
maggio è il mese delle ricorrenze.
non passa giorno nella dimenticanza.
la mia famosa memoria, volente o nolente, riporta a galla scene, immagini, emozioni.
ricordo via marconi e il sorbetto al limone, ricordo piazza santo stefano e quei vicoli stretti, ricordo la grigliata sui colli e i bagni comunicanti.
ricordo il dolcevita giallo, le scarpe rosa, la polo azzurra, ricordo la superficie liscia delle cose; domande, troppe domande, pochissime risposte e milioni di teorie ed elucubrazioni mentali; e ancora, quella camicia nera – che continua a portarmi (s)fortuna! – , la maglia gialla macchiata di vino, il vestito bianco a pois rosa di ale mentre bevevamo caffè e mangiavamo biscotti in una cucina sconosciuta alle sei del pomeriggio… bè, mi par giusto, c’eravamo appena alzate!
ricordo strette al cuore, risate gioiose soffocate con la mano, tante lacrime, nausea, felicità, speranza, incomprensioni, rabbia, indifferenza. tutto in uno.
quanto male mi sono fatta? o quanto male mi ha fatto?
non importa, non importa più; perchè ho iniziato a scrivere per causa sua, esattamente un anno fa, ma poi sei arrivato tu, che mi hai dimostrato che l’amore può essere scisso dal dolore, può essere risate e tenerezza e passione e affetto e complicità.
un rapporto stabile e sereno, che non si cura più del passato, ma è totalmente incentrato sul presente e proiettato nel futuro.
ieri abbiamo compiuto sei mesi, sempre festeggiati in maniera inusuale, come nostro solito 😀
ma tanto, come ti ho detto ieri, un giorno vale l’altro, perchè ogni giorno trascorso insieme meriterebbe un degno festeggiamento…
non si cancellano i ricordi, sono prepotenti, non lo permettono; e per quanto adesso l’opinione delle persone coinvolte possa essere mutata, la loro figura rimarrà sempre inalterata nel tempo, fissata in paesaggi mentali che non temono niente e nessuno.
ed è giusto così.
l’importante è dar loro il giusto valore: nè troppo, nè troppo poco.
personalmente, se tra dieci giorni vado a finire nel suo reparto, penso che riderò fino alle lacrime per l’ironia della sorte. almeno fin quando non mi interrogherà! XD
non si può giocare con il cuore della gente se non sei un professionista… perlomeno stavolta non giocherà con il mio, di cuore.

kai men

16 Apr
non importa che io sia un’alta marea.
importante è che ci sia sempre un castello di sabbia su cui abbattersi, per poi ritirarmi, ancora, placida.
e di nuovo, avanzare cancellando tutto ciò che incontro sul mio cammino, parole, orme.
non importa, fintanto che ci sarà la luna a dirigermi e vegliarmi, da lassù.
e in verità, vi dico che non ho paura.
se non quella di non riuscire più a dormire da sola, dopo quattro notti abbracciati stretti, pelle contro pelle, respiro nel tuo respiro.
 
non ho bisogno di nient’altro.

forse è così, io vivo fuori tempo

12 Mar
sono lenta.
nell’agire: sono pigra da far schifo, se posso rimandare una qualsiasi cosa, lo faccio, senza remore. pertanto, spesso e volentieri ho bisogno di essere messa alle strette, di vedere il tempo che scorre via, veloce, di essere spronata, anche sgridata, perchè no. però senza ironia, ma con una punta di dolcezza, altrimenti mi chiudo a riccio, incomincio a rimuginare, a cercare falle nel sistema e ciao…
sono lenta anche nel comprendere, situazioni e persone. causa la mia connaturata diffidenza. e il mio esigere tanto da chi mi circonda. è un po’ un continuo esame. ci metto mesi a decidere se fidarmi o meno di qualcuno, e nonostante tutto il mio giudizio su di esso è in continua evoluzione.
sono lenta, ma anche incredibilmente rapida: mi basta un’occhiata per capire se una persona mi piacerà e in meno di cinque minuti è già più o meno catalogata. avevo dodici anni quando gabri mi è apparsa davanti con il suo radioso sorriso. ancora diciotto, quando invece ad apparirmi è stata ale coi suoi mille colori. e non ho avuto nessun timore o dubbio nell’incontrare persone con cui condividevo tante parole e uno schermo.
ma è stato il tempo, è stata la razionalità, l’esperienza che mi hanno insegnato a diffidare degli occhi porcini e delle personalità ibride e ad andare con molta cautela con chiunque abbia gli occhi verdi. e a non meravigliarmi troppo se dietro una stronza snob con la puzza sotto il naso si nasconde una bella persona.
non ho deciso di partire. semplicemente, è stato il primo velocissimo pensiero compiuto che mi è balenato in testa appena la mia mano ha contato quanti soldi avevo in mano. quello che ha prevalso su scarpe, borse, intere serie manga e svariata altra roba.
allo stesso modo, questi tre giorni a londra sono volati, quasi come un sogno da cui fatico ancora a svegliarmi del tutto.
camminate interminabili, in cui mi ubriacavo di tutto ciò che mi si parava davanti con un misto di stupore, gioia e incredulità che tuttora mi pervade.
shopping compulsivo, panini corti, cartoline ironiche, orsetti gommosi, risate isteriche, fotografie senza senso ma uniche -perchè londra, nella sua luminosità, nel suo ordine, nei suoi colori, nelle sue forme, è qui stampata nella mia testa, altro non serve-, scaramucce infantili che si risolvevano in cinque minuti, tu che mi porgi il mignolo ed io che ti allungo l’indice, come i bimbi, come noi.
ho imparato che non ho perso l’insana abitudine di adagiarmi, appoggiandomi a chi mi fa sentire più sicura di quel che sono davvero. è solo sopita.
non riesco a essere più specifica. perchè devo ancora metabolizzare l’intero viaggio.
non ho avuto neanche il tempo nè il modo di agitarmi per il pranzo di domenica. che è andato benissimo, tra l’altro.
del resto, se i geni determinano la sostanza, la forma vien plasmata dall’ambiente… pertanto, i tuoi non potevano che essere persone squisite.
e in fondo, non voglio dire di più.
il resto è mio, il resto è nostro.
e non importa la velocità con cui decidiamo di godercelo. abbiamo tutto il tempo del mondo.