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Doppelganger Syndrome

14 Set
Che poi, cos’è che non mi piace? Avere il controllo? Ma non credo proprio.
E’ che evidentemente qualcosa di saggio dentro me, molto in profondità, c’è ancora: è l’amigdala, è lei che ragiona attualmente, poi a parlare muoversi fare sono io, la brutta copia della me vera.
Lei invece sa. Cosa sappia di preciso non mi è dato sapere, sono solo un modesto fantoccio, seppur di carne e sangue e lacrime e sudore.
O forse reagiamo solo, come dobbiamo come possiamo, alla crescente concentrazione di progesterone e al blocco totale di nicotina.
Non lo so. Che novità.

Special needs

1 Ago
Il mio commento ad esternazioni di questo genere è sempre stato "che coglione, perché piangersi addosso così"?
Ma, nonostante i lunghi rapporti, le lunghe relazioni più o meno stabili, devo dirlo: io rimarrò sola, eccezion fatta per almeno due gatti (e assolutamente niente cani, quest’altra cosa perlomeno è chiara).
Non ce la posso fare. Probabilmente non ce la voglio fare, a farmi aiutare dagli altri, permettere loro di starmi vicino e di amarmi.
E’ assolutamente imbarazzante il modo in cui mi complico ulteriormente la mia già intricata vita.
Questo blog dovrebbe intitolarsi, ora come ora, Penelope alla tela, altroché.

Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest’alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull’acqua e
Su quello che non c’è
Arriva l’alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull’acqua e
Su quello che non c’è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello

Parole che muoiono.

16 Feb
Sono stanca di essere il pilastro, la musa ispiratrice, colei che sprona e sostiene e poi guadagna l’angolo buio quando non serve la sua presenza. Forse è meglio essere usa e getta, in confronto.
Sono stufa dei giri di parole, di frasi cariche e di gesti vuoti.
Probabilmente sono io quella sbagliata in questo mondo, non lo metto in dubbio. Io che pretendo sempre di parlare, di chiarire, chissà poi di che. Io che non concepisco le sfumature di grigio. Io che non riesco ad accontentarmi. Io, che voglio giocare all’adulta consapevole e sicura di sè, mentre sono ancora solo una bimba spaurita e ingenua… Lo sono, porca miseria, e allora perché mai nessuno intorno a me se ne accorge e la fa finita di caricarmi le spalle di ulteriori pesi?

Butterflies and Hurricanes

14 Gen
Facciamo che fino a fine mese bado bene a non muovere un muscolo.
Non scrivo qui, non apro msn… ovviamente nei limiti che la mia scarsa forza di volontà mi impone.
Non parlo, soprattutto, ché tanto da un lato sono imbavagliata e dall’altro faccio fatica a mordermi la lingua, perciò tanto vale che risparmi il fiato per ripetere quest’esame che evidentemente non s’ha da fare.
Ma poi, un passo alla volta, troverò le mie risposte, quali che siano, qualunque sia il prezzo da pagare.
E non sarebbe male trovare qualche minuto per cambiare questo space, il titolo non ha decisamente nulla a che fare con me (per poco ancora, si spera) e questo verde, che dire… non si può proprio vedere.

Et puis, je fume

10 Gen
Pare che abbia la sguardo da furbetta combinaguai.
Ce l’ho sempre, stampato in faccia, quando faccio qualcosa che non so dove mi porterà, ma che di certo mi provocherà scombussolamenti.
Io sono così: ho bisogno di sentirmi viva, di avere pensieri più profondi della normale e vitale quotidianità, ho bisogno di sentirmi in pace con me stessa, anche se questo molto spesso si traduce nell’annegare in colpe presunte e in un romanticismo nella sua accezione più vera che fingo e spergiuro non mi appartenga.
E’ un periodo strano, annaspo nella malinconia, nella nostalgia, di persone che mi son lasciata alle spalle per paura di lanciarmi nel vuoto e di eventi che ho scongiurato per un soffio per il terrore di cadere e sbucciarmi il cuore.
Avrei decisamente bisogno di un vocabolario apposito per trovare le parole giuste per descrivere e descrivermi, ma non esiste, e se esiste, lo possiede qualcun altro, e non posso afferrarlo perché mi scotterei le dita.
So che è normale e logico poter vedere il passato nella sua interezza, trovargli una collocazione, dargli un significato soltanto adesso. E nonostante tutto, non trovare le risposte giuste, non sapere come agire, non sapere quello che voglio e tantomeno come ottenerlo.
Riesco a pensare e a pianificare solo le cose materiali, gli esami, la laurea, e anche lì, dopo, il vuoto. Cosa sarò, cosa diventerò, a quale disciplina medica donerò tutta me stessa per la vita.
Mi sento parte di un enorme ingranaggio tritarifiuti che è la vita, che mi mangia i secondi, i minuti, le ore, i giorni e gli anni in un niente, che mi cattura in una rete dalla quale non riesco a fuggire, che mi spinge a ottundere i sensi e a far funzionare il cervello, lasciandomi vuota in un angolo.
Forse devo smettere di bere e andare a dormire.
Ma anche lì, nei sogni, posso sperare di non trovarmi ancora di fronte alla stessa sconosciuta porta?

Giardini di Marzo

7 Mar
Io credo fermamente che in qualche universo parallelo qualcuno apra ancora nottetempo la porta della mia camera per infilarsi nel letto accanto a me, qualcuno prepari ancora un narghilè, qualcuno cada nella vasca a furia di ridere, qualcun altro, ancora, mi tenga la mano davanti a un falò.
Io credo che in quell’universo ci siano tante emozioni forti e intense, scolpite nel tempo, non soggette al suo scorrere, alla caducità, alla morte.
Quell’universo trova spazio dentro me, e tanto basta. Per ora.

Strade

10 Nov
L’incredibile fragilità umana, la tenerezza di una moglie con un marito violento, ad insistere per una cura che non esiste, per quell’involucro di uomo che è regredito alla stato di neonato, l’accettazione che da un momento all’altro possiamo morire, o peggio, restare intrappolati in questo nostro corpo come in un vestito troppo stretto e soffocarci, soffocarci dentro, me col camice bianco tra i corridoi a specchio, i segni che cerchiamo e quelli che non vogliamo vedere, farsi così tante domande e non trovar risposte in alcun libro. Me lungo via Isaia. Penelope sai, come te anche io sono stanco di capire tutto quando le cose se ne vanno…