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It is a lovely thing that we have, the animal instinct

13 Nov
Dovrei andare ogni giorno in ospedale, perché è l’unica cosa che mi fa ricordare perché faccio tutta questa fatica.
Mi sento nella mia pelle. Gongolo quando il prof si rivolge a me perché ha capito che lo seguo, perché lo seguo davvero in ciò che dice, anche se quell’esame lo farò tra 18 mesi. Poi mi sale l’ansia perché penso al tempo che corre e non torna più, e a tutte le possibilità che risucchia via con sè. Invidio quell’idiota del mio compagno di tirocinio, che è in regola, ma è un’idiota integrale, o non ha le nozioni base o è proprio demente, nel qual caso era nel posto giusto.
Alla fine, me ne sbatto. Il confronto con questo genere di individui che purtroppo rappresentano la maggior parte di "noi" è gratificante.
La mia strada è lunga. Ma quando arriverò in fondo sarò migliore di altri.
E. Farebbe bene a molti un solo giorno in ospedale. Molti dei "drammi" della nostra vita si trasformano in bolle di sapone. Dovremmo ringraziare il cielo di essere nati sani e per ogni giorno di salute che ci viene donato.
Oggi ho rischiato il pianto un bel po’ di volte. Sarò pure cinica col resto del mondo, ma almeno la mia sensibilità è intatta nei confronti dei pazienti, ed è quello che mi interessa.

La defenestrazione di Praga

17 Ott
Non ritengo sia stupido aiutare una ragazza appena uscita dal liceo, appena giunta in una città nuova, scaraventata nella vita universitaria e in una vita a tre con svariati obblighi e doveri, ad orientarsi un minimo tra bollette, volture, contratti, o semplicemente nella scelta del supermercato migliore in zona.
Perfetto, tu sei superwoman, clap clap.
Pensa a me, allora.
Tu hai avuto amiche dei tempi delle elementari a due passi da te, qui. Sei stata un anno in un collegio, hai avuto modo di capire come muoverti in città e cosa significa l’indipendenza – l’indipendenza, attenzione, non la solitudine, l’assenza totale di una spalla su cui piangere o di una persona amica cui chiedere consiglio. Hai avuto – hai!! – una mamma che, se devi andare dall’estetista, cerca quello più vicino a te e ti prende l’appuntamento.
Poi per carità, hai un bel paio di palle. Sarà forse merito dello spiccato egocentrismo che a volte sfocia in arroganza pura?
Perché anche io ho un gran paio di palle. Ho anche una mamma che sta poco bene, punta di un iceberg di problemi famigliari. E ho un esame in cui sono infognata da mesi e chissà per quanto altro tempo. Ma tuttavia, tuttavia, la mia coscienza mi impedisce di lasciare allo sbaraglio questa povera diciannovenne che mi ricorda tanto me, all’inizio di questa vita. Ok, io ho imparato da sola a districarmi in qualsiasi impiccio, anche "solo" burocratico, in cui mi sono ritrovata, e non sono stati pochi. Non è da tutti imparare e farcela, ma tutti dovrebbero almeno provare a badare a se stessi senza pesare sugli altri, questo è sacrosanto. Ma io non posso fare a meno di pensare che se avessi avuto qualcuno che mi indirizzasse, perlomeno, nelle direzioni giuste una o due volte, sarei caduta meno spesso nel baratro dello sconforto e della tristezza. O più semplicemente, avrei perso meno tempo, meno lezioni, meno esami, meno bile.
Forse sarei cresciuta meno in fretta. Forse non sarei cresciuta così bene. Perché per te sarà anche da idiota perdere tempo a fare una tisana con la nuova arrivata, chiederle della sua giornata e bermi il suo entusiasmo e la sua logorrea, ma tant’è, preferisco poi recuperare il tempo non stendendo più – e sottoliniamo più – il tuo bucato. Bisogna meritarsi le gentilezze, mica sono gratis.
Buona sì, ma mica scema. Ristabiliamo i ranghi, pliiiiiis.

A questo spunto, facciamo il punto

27 Ago
Depennate geriatria, pediatria, le chirurgie, medicina generale, medicina interna, cardiologia, nefrologia, pneumologia, patologia clinica e compagnia bella, qualcos’altro di cui non ricordo il nome, e – rullo di tamburipsichiatria.
Ebbene sì, giovini miei. Con tutti i pazzi fottuti nel cervello che affollano la mia vita mò statti a vedere che devo andare pure a cercarmeli sul posto di lavoro!
Già io stessa sono in equilibrio precario su un cordino teso su una fossa di leoni, ché lassù c’è qualcuno che mi vuole bene, molto bene… Tuttavia, potrei farci una tesi sperimentale: "i sani di mente attirano i folli come le lanterne attirano le lucciole".
Finale propositivo et costruttivo: invece delle lanterne, procuratevi le friggitrici. Quelle per le zanzare, avete presente?

…è solo il tempo a rivelare la stagione

24 Apr
Serate suggestive.
Serate che dovrei passare con quel bel tomo di 642 pagine (part one), ma che sinceramente anche no.
Serate che ma perché prima no, ispida, sfuggente e diffidente roberta, quanto e più di una gatta selvatica.
Serate in cui emergono verità prima taciute e analogie che proprio non sapevi, non pensavi.
Con uno sguardo capisci. E ami.
Del resto, "ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno".
Anche se, con calma, l’amore non va sprecato. Va conservato, incanalato e donato a chi lo merita, quindi, andiamoci piano.
A volte sbaglio anche io.
Non su cose su cui potrei scriverci un libro, ormai, metterci la foto con la mia faccia e la mia firma autografa, perché io ho il coraggio delle mie azioni.
E io avrei dovuto chiamarmi Cassandra, ma in fondo è andata meglio così, abbiamo conservato la dignità della famiglia, perché fosse toccato a me, probabilmente non avrei salvato mia sorella dalla giusta punizione di chiamarsi Carmelinda.
Perché poi oh, Cassandra fa una brutta fine. Io invece vedo, prevedo e provvedo. Prevenendo.
E poi a volte sbaglio anche io. Aprire gli occhi, riflettere, trarne conclusioni e ammetterlo è grande, grande cosa.
Ma non da tutti.
Può generare incontrollati stati di claustrofobia. Passano, non appena l’obiettivo si rifocalizza in mente.

Storia della Colonna Infame – di pagliuzze e travi negli occhi…

20 Apr
Non bisognerebbe mai vergognarsi ad ammettere le proprie debolezze.
Perché tutti ne abbiamo, è umano.
Tanti rapporti sarebbero più semplici e puliti se solo si fosse… un po’ meno opachi. Non dico trasparenti, ve lo concedo, ma almeno un po’ meno opachi.
Invece no, la maggior parte della gente preferisce nascondersi dietro ciò che non è, millantare rettitudine e coerenza, per aver poi modo di venire davanti a me, con quella faccia, e osare dipingermi cattiva, intollerante, ingrata.
Con quella faccia pronunciare certe frasi, e poi spazzarle via con un’altra sola.
La gente, faccia pace col cervello, prima di instaurare un dialogo con me. Ché io, ciò che faccio e che dico viene dal cuore, e posso prendermene in toto la responsabilità, perché non so cosa voglia dire fare altrimenti.

E vabbè che presto o tardi dalle serie A si cade nell’eccellenza, però io dalla serie B scappo ad allenare!

And I feel like I just got home

15 Apr
Non esiste oggettività nel mondo.
Per cui io mi sento di dire che non conta se il mio comportamento non viene compreso o apprezzato o imitato. Tanto quanto me ne frego che esso possa essere altresì sdegnato o frainteso.
Non mi interessa per il semplice motivo che ciò che faccio e dico non nasce (più) dalla dignità – ché d’orgoglio non si trattava neanche precendentemente, attenzione – o dall’ira o dalla delusione, ma scaturisce direttamente dal cuore.
Il cuore mi dà precise indicazioni su come muovermi, quale strada prendere e perché.
In questo preciso momento, mi riporterebbe dritta in quel di Gallo, il mio nido felice, la mia seconda casa. Dove sono amata e coccolata, ingozzata di buon cibo e teneri vezzeggiativi. Un luogo che mi rigenera completamente da tutte le brutture che – ahimè – mi circondano in questa da sempre per me ostile città.
E allora ripercorro con la mente le passeggiate in bicicletta, i gatti inspiegabilmente bicolor e incredibilmente fiduciosi, gli esperimenti culinari, l’effetto cinema della tua enorme televisione, le cene pantagrueliche in compagnia più che ottima – perfetta, in entrambi i casi.
Qui lascerei un bel fermo immagine.
Invece no, devo chiudere il discorso di prima. Il cuore detta le regole. E non scenderà più a compromessi, a nessun costo.
La mia ultima parola.

Ogni cosa è intimamente connessa a tutto il resto, per questo sono legato ai miei nemici così come sono legato ai miei amici… nessuno di noi è mai veramente solo.

Da tutti quelli inquinano il mio campo io mi libererò perché ora sono stanca!

28 Mar
I miei amati Subsonica ieri sera erano davvero in formissima. Samuel addirittura svariate volte si è dato a virtuosismi vocali, e ha scazzato giusto un paio di volte, il minimo sindacale.
Li amo, li amo, li amo.
Li amo su canenero, mi fate piangere.
Li amo su stagno, mi date i brividi.
Li amo su piombo, mi fate sudare.
Li amo in tutto, perchè mi permettete di staccare la spina dalla noia volgare, dal pregiudizio, da chi ti infanga e non rinuncia a mentire.
E ne avevo estremamente necessità in questo momento in cui sono in fuga e costantemente pronta allo scontro, perché l’errore riflesso in un lampo è un taglio che resta a fondo se riesci a sopravvivere, ma io sopravvivo, sopravvivo, sopravvivo come un fiume di città, e vado avanti con occhi rossi lucidi senza paure, adesso.
Perciò grazie Chiara per aver pensato a me, e grazie a tutti gli altri, sono stata benissimo con voi e non vedo l’ora di bissare con gli Afterhours! E un grazie in particolare a Luca, ma in generale…
E ho anche un messaggio per voi: lasciatemi in pace, adesso io voglio pensare solo a studiare. E alle vere belle persone che mi circondano. Perché è a loro che vado a donare la bella persona che sono e che avete perso.
Avete avuto svariate possibilità di confessare, di scusarvi, di meritarvi un perdono: adesso no, adesso proprio no.
Perciò, fatemi il favore, cessate una volta per tutte di offendere la mia intelligenza e non cercatemi, perché sarei molto, ma molto sgradevole e cattiva. Non vi conviene.
Se e quando dopo l’esame vorrò parlarne sarò io a cercarvi, non temete.
Ma dubito, dubito fortemente che possa succedere, perché – RIPETO – ve ne ho date tante di possibilità per farvi avanti. Ho pensato – sperato – che aveste una coscienza, che foste un minimo rosi da sensi di colpa.
E invece fino a ieri mi avete dimostrato l’esatto contrario, perché non posso proprio ammettere che mi si dica che l’unico insegnamento tratto da questa storia è che bisogna starsi zitti. Bè, mi par ovvio, non sia mai che si impari a farsi gli affaracci propri e soprattutto ad essere onesti. Eccerto certo, continuiamo a vivere nella menzogna, nell’omertà, il mondo non può che migliorare! Inculiamoci tra amici, tanto ci si uccide persino in famiglia, che sarà mai?
Sapete che insegnamento traggo io da queste parole?
Che evidentemente ho a che fare con persone che sono agli antipodi da me, per sensibilità e per intelligenza.
Sinceramente, non vedo cosa ci sia da recuperare.
Toh, questa ve la dedico… col cuore. Mi sa che ieri parevo un’indemionata.

Ritorno sui miei passi
e adesso contali bene
Il tempo che è passato
non è una buona ragione
Ho idea che non mi basti
lo scambio di un’opinione
E neanche l’imbarazzo
con cui mi mostri le scuse
La muta del serpente
nasconde il tuo vero nome
Di chiacchiere suadenti
sono già stato a lezione
Baciando la fiducia
con un rasoio a due lame
Come ti gira dopo un colpo di pistola? Ti vedo un po’ a corto di numeri!
Ci provo gusto, me ne accorgo e allora, non mi vergogno dei miei limiti e lividi.
Senti come gira dopo un colpo di pistola… non mi seccare coi tuoi alibi.