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double exposure

8 Mar
ci sono decisioni che vanno prese sull’onda del momento.
perchè poi perdono senso, perdono slancio, perdono motivazione, anche.
altre decisioni invece, vanno ponderate lungamente, perchè se cadi in fallo… bè, può venire a crearsi una bella spirale di guai.
basta saper discernere.

la gente sta male

25 Feb
non capisco che senso abbia spendere 45 euro per un latte detergente, e poi non passare l’aspirapolvere nella propria stanza per 20 giorni.
non capisco che senso abbia ammazzarsi di palestra tutti i santi giorni, e poi mangiare esclusivamente pizza, gelato, toast e patatine.
non capisco l’immaturità di una persona che a 30 e passa anni io dovrei poter considerare donna, ma non posso se è irrispettosa, è egoista, infantile, ma soprattutto di una irresponsabilità che mi fa andare fuori di testa.
non capisco perchè ostinarsi ad interpretare il ruolo della signorina posata, quando non lo si è.
e parlando ancora di ruoli, non capisco chi si definisce amica, e poi parla male di te appena volti le spalle, per giunta in maniera poco intelligente, perchè ops… al tuo fianco c’è qualcuno che sa – credo di sapere, ma direi che i fatti parlano – davvero cosa voglia dire quella parola.
io non capisco le persone.
o meglio.
dal’alto del mio piedistallo non posso che lanciare sguardi di disapprovazione e disprezzo. presunzione?
può darsi.
ma non posso farci niente se, più conosco persone e le persone, più rimango delusa, e stringo ancor più il cerchio intorno alle poche di valore che mi sono accanto.
perciò, se non li puoi battere… abbattili, non val la pena abbassarsi al loro livello per unirsi a loro, seppur in maniera fraudolenta (ma ahimè, gustosissima!).

I don’t care if you don’t care

19 Feb
l’amore è il desiderio di darsi in balia dell’altro. chi si dà all’altro come un soldato si dà prigioniero, deve prima consegnare tutte le armi. e così privo di ogni difesa, non può fare a meno di chiedersi quando arriverà il colpo. l’amore è dunque continua attesa di un colpo imminente.

c’è chi l’ha detto prima e meglio di me! anche perché io lo riassumerei in maniera molto meno fine, perciò mi attengo alla suddetta.
ora, con questo non incito alla sfiducia, ché non si può certo vivere guardinghi e all’erta.
io sono buona e cara. molto malleabile, mi adatto a cose, persone e situazioni finché il mio equilibrio non venga turbato.
guardo, ascolto, giudico, in silenzio.
parlo, poco, molto poco. e mai come in questo periodo gli eventi che mi circondano mi rammentano sempre più come questo mio atteggiamento sicuramente schivo, sicuramente sfuggente, a tratti certamente anche indisponente, mi salvi la… vita più e più volte.
però. c’è un però.
"non è che, siccome a me va bene tutto, allora non sono dotata di una personalità forte e non ho miei gusti, mie preferenze, miei desideri!"
seconda citazione. da chi mai mi sarei aspettata (e qui casco io, di presunzione).
frase illuminante, a dir poco.
peccato che in alcune scatole craniche regni l’oscurità totale.
peccato, ancor più, che io lo dico una volta, lo dico due volte, lo dico finanche tre volte: poi mi arrabbio e comincio a far di testa mia. e non c’è possibilità di invertire la marcia, perché diventa evidente che la strada che percorrevo era a senso unico.

nell’apnea di un fondale

9 Feb
quant’è strano sentirsi raccontare dalle parole di chi ti guarda?
associare ad un tuo pensiero, un tuo gesto, una tua emozione, una parola che forse tu no. tu, no.
e magari tu stessa narrare episodi ridendo, quegli stessi episodi che tempo fa ti tenevano stretta in una morsa di dolore, rabbia, incomprensione. ridendo e vedendo, per la prima volta, tutto più chiaro.
la pochezza, la superficialità, la vigliaccheria che nonostante tutto ti parevano tanto attraenti e desiderabili.
la tua disponibilità, la tua ingenuità, la tua fiducia, alimentate da una notevole fame d’amore.
ma adesso no, adesso si è placata, sono sazia e pertanto nauseata dal cibo offerto in abbondanza.
proprio come questa serata.
tenera, sorprendente, amara, divertente.
vorrei avere più fede e più tempo per alimentare una fame nuova e un po’ diversa.
per poter godere pienamente di queste serate, di queste compagnie che non dovrebbero essere così alternative, ma dovrebbero poter crescere di giorno in giorno. io dovrei farle crescere giorno per giorno.
tipo domani, se fossi furba, dovrei acchiappare qualcuno per la collottola ed infilarci nella macchina di fra, o chi per lui.
ma posso mica sentirmi in colpa se io, questo tempo, non ce l’ho?
se non ho il normale tempo libero di un qualunque altro studente? se, ancora peggio, mi divora l’angoscia che questo tempo si ridurrà sempre più, dallo studio ai tirocini, dai tirocini agli internati, dagli internati alla specialità, e poi solo lavoro lavoro lavoro?
ma chi me l’ha fatto fare? ma potevo farmi una bella triennale medica qualsiasi, se proprio c’avevo il pallino del biiiip di ospedale?
e invece no, perchè sono megalomane e volevo di più, di più, di più.
ma quanto costa questo di più?
una vita. una vita di occasioni perse, di feste perse, di persone perse.
ok, delirio finito. e dire che avevo iniziato bene.

la glaciazione

29 Gen
in realtà, poi ieri sera è andato tutto bene.
ho studiato fino alle 20 passate, mi sono preparata una cenetta gustosa, mi sono infilata nel lettuccio e dopo pochi telefilm sono scivolata in un sonno sereno.
e ciò che fa maggiormente notizia è che son sveglia dalle 8 – senza litigare con la sveglia – e ho quasi finito un capitolo.
perchè non posso lottare, non posso stare all’erta, non posso stare sulla difensiva, sempre, in attesa di, in attesa che.
non posso prevenire gli errori, non posso colmare le lacune.
e mi sono anche stancata di mettermi al sicuro le spalle.
che si dica che sbaglio, che sono egoista, che sono menefreghista. probabilmente succederà davvero, sempre più.
ma io attenderò placidamente gli eventi. facendo ampiamente i cazzi miei.
d’ora in poi, per quanto mi sarà possibile, farò esclusivamente ciò che più mi aggrada, come e quando voglio.
e pazienza se certe porte resteranno chiuse, pazienza se il telefono non squillerà.
a dirla tutta, io non sono mai rimasta sola in tutta la mia vita. e c’è un perchè.
in secondo luogo, chi conta non abbandona, nè sarà abbandonato, questo è ovvio e scontato e naturale e logico.
 
gelidi tramonti
un tempo erano fuoco sulla terra
pallidi orizzonti
le ceneri di un tempo che dovrà finire
 
 
postilla delle 13.07
cosa c’è meglio che pensare positivo?
ma chiudere quella porta con le tue stesse manine e un bel sorrisone in faccia, naturalmente!

Private Practice

30 Nov
era da tempo che accarezzavo quest’idea.
adesso diventa inevitabile realtà.
un po’ a malincuore – ma solo un po’ – mi preparo perchè questo spazio diventi privato, presto. giusto il tempo di avvertire i più.
chiunque voglia continuare a leggermi, può contattarmi. giuro che la selezione non sarà così feroce 😉
lo dico soprattutto per chi non avrà il coraggio di farlo.
palesatevi. oppure uscite dalla mia vita. semplice, no?

Mushroom Cult

12 Nov
ho fatto un sogno in cui ero uno strano incrocio tra hilary duff e veronica mars: in pratica, nel bel mezzo di un mio concerto sono dovuta scappar via perchè era nato il mio fratellastro, tra l’altro in comune col mio boyfriend/compagno di band.
eppure non ho mangiato pesante, ieri. addirittura sono riuscita a far mangiare a luca la pappadiverdure :O
l’importante è capire come presentare il piatto, poi il gioco è fatto. di più. la domenica è diventata "il giorno delle verdure". ogni domenica me medesima oui c’est moi in qualità di chef proporrà un piatto diverso.
dovrai ringraziarmi per il resto della tua vita mio caro, sto salvando le tue arterie dalla pappa ateromasica e, prima che qualcuno se lo domandi, no, non si mangia.
anche se le verdure ci fanno uno strano effetto, devo dire. allucinogeno, quasi.
tu pensa, mi viene ancora da ridere!
ma la ridarella l’avevo già dal pomeriggio. dopo aver sentito di gianni. dio, che duue paalleeee le notti sotto quella finestra! e adesso?
certi uomini (??? solo per età anagrafica, e comunque e ancora discutibilmente) mi fanno proprio una gran pena. gonfi di sè come palloncini di elio, ma poi se li sfiori appena con un ago… boom!
e i coglioni, mi chiedo, che fine hanno fatto? siete stati castrati? certo, ma dal vostro ego, dal vostro smisurato orgoglio – senza ragion d’ essere, poi. smascherarvi è semplicissimo, ed ecco che poi cascate come frutti ormai marci. peccato però siate estremamente acerbi.
l’orgoglio.
amica mia, io non l’avevo forse predetto?