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Training Autogeno

20 Nov
Roberta non vede l’ora che la sua coinquilina torni al lavoro, perché non ne può più di averla tra i piedi tutto il santo giorno. E’ lì, che chiede cose, che parla di cose inutili, che fa rumori, che sporca, che non pulisce. Roberta rimpiange le mattinate in assoluto silenzio! Roberta incrocia le dita e spera che in ditta la assumano a tempo pieno, oppure che si laurei a marzo, a luglio o quando le pare, basta che si tolga dai piedi, così Roberta potrà scegliere una nuova piccola e mansueta matricola da addomesticare come le piace.
Roberta è stupita: non sapeva, fino a un mese fa, che preferiva S a E. Riflettendo, Roberta si convince sempre più che questa sua insospettata, inusitata, ma – ahimè – istintiva repulsione sia nata dalla terribile somiglianza di E con un’orrida – e per fortuna ex – conoscenza.
Roberta vorrebbe solo laurearsi e trovarsi un eremo per sè, esclusivamente per sè! Ammessi solo gatti come coinquilini, permesso eccezionale di visite occasionali a fidanzati e amici.

L’Autunno di Praga

15 Ott
La verità è che mi faccio il mazzo e non riesco a fregarmene un cazzo! Maledizione!
Sarà che troppo cinismo e troppa durezza negli scorsi mesi si sono trasformati ora in tenerezza per la nuova, piccola arrivata. O sarà semplicemente senso della decenza, se mi sento male a non pulirle lo schifo lasciato da chi è andato via. Vabbè, capisco la fretta, capisco soprattutto che il cerchio si chiude, però cancellare con una bella lavata di spugna – metaforica e non – un passato da non donna di casa non mi avrebbe infastidita, eh.
E se io mi allargo in casa fisicamente, c’è chi tenta di allargarsi virtualmente. Perché, da brava coglionazza, ho fatto molto più del dovuto. Pensavo di potermelo permettere… invece devo tenere bene a mente che non bisogna mai, mai abbassare la guardia.
L’importante è saperlo, perché poco importa, l’orsaggine mi appartiene, devo solo tirarla fuori di nuovo. Altro che baci, abbracci, orse di tutto il mondo uniamoci. Vade retro!
Lo so, sembro più insana del normale, ma vi assicuro che tutto ciò ha un senso. Giuro.

Se Dio non avesse voluto che mangiassimo i deboli, perché li avrebbe fatti così deliziosi?

Lo scopo e la missione

10 Ott
Pigra pigra pigra. Sono pigerrima. E soprattutto, STANCA.
La ricerca della fantomatica nuova coinquilina è gravata quasi interamente sulle mie spalle, e ci sta, dai, considerato che condivideremo una stessa parete, indi per cui se fa casino mi appello al diritto e quasi dovere di torcerle personalmente il collo.
Mi manca molto la micetta – anche se la casa rimane più pulita, eliminata la talpa della polvere – e anche la sua padrona. Io poi che sono così routinaria per certe cose, che ve lo dico a ffà, sono molto in ansia per tutto ciò, mi si sfaldano le unghie e mangio le pellicine, ed è l’inizio della fine, perché se una cosa non va come deve andare, allora anche tutto il resto rotolerà appresso, it’s my golden rule, yeah.
Sono un paio d’anni ormai che più s’avvicina il mio compleanno e la mia orsaggine diventa inquietantemente maggiore. O sarà che a volte cado ancora dal pero, sperando in cambiamenti che non sono avvenuti? E io che mi credevo…
Comunque, tra venti giorni a quest’ora sarò finalmente di nuovo sul suolo di Praga, e possibilmente, starò già tracannando birra insieme al mio ammore e in barba ai miei 24 anni. E come dice sempre mia cuggina, tutto il resto è noia!

Però mi faccio il mazzo, forse non mi frega un cazzo, e già…
E non mi frega più, non so neanche il perché
Capivo già di più, comunque tocca a me…

Passami le sneakers, meglio scappare

25 Lug
Continuo ad alzarmi eroicamente ogni mattina alle 7.30. Scandisco il tempo come sempre, in modo da trovami, come sempre, alla scrivania con il libro aperto davanti non più tardi delle 8.30.
Ma le pagine non avanzano. Sono ferma alla stessa facciata da giorni. Ripeto l’argomento precedente perché lo dimentico, in continuazione, e ci perdo una mattinata, dopodiché mi dico "ok, adesso pranzo, mi guardo un telefilm, e poi inizio, sì, ce la faccio!". Invece va a finire che devo assolutamente andare a comprare quella pochette rossa prima di tornare a casa, e già che ci sono perchè non andare a vedere se magari han abbassato il prezzo di quella magnifica t-shirt? E le scarpe? Oh mio dio, non posso tornare a casa senza un paio di scarpe da sera decenti!
E qui chi mi conosce può capire realmente i fatti: io odio andar alla ricerca delle scarpe. Unica donna al mondo, credo. Ma non perché non mi piacciano: il problema è che ho gusti non difficili, di più. Impossibili. Perchè le scarpe che voglio io, sempre, non esistono. Non le hanno ancora prodotte. Nella mia mente faccio una crasi di svariati modelli, creando ibridi che magari saranno in voga l’anno prossimo, chissà. Cioè, ma poi parliamone: ‘ste cose di plastica/vernice/poliuretano et similia che vanno di moda quest’anno, a me fanno vomitare. E non è (solo) una scusa per entrare da Furla.
Comunque, il succo è che la ricerca delle scarpe in realtà funge da copertura per non studiare. Un po’ come quando pur di non studiare ti offri di pulire la cucina (in modo da tacitare eventuali sensi di colpa per il tempo andato), solo leggermente più ricreativo e piacevole.
Non ce la faccio, non ce la faccio. Ho un obiettivo cerchiato in rosso per settembre, ma non ce la faccio. Nada, sono svuotata di ogni energia. Mi secca cucinare, mi secca il mio pallore e neanche il cazzeggio mi vien bene in questa landa desolata.
Preparatevi a lunghi scritti inutili, come sopra.
Anche perché poi ci si legge a settembre. L’unico pc disponibile di tutta casa è nel nuovo studio paterno, e in quanto tale abbordabile al massimo di notte, ma cari miei, io di notte vivrò. Bisogna estirpare quest’insana abitudine di alzarsi così presto.

In tempi non sospetti

25 Lug
Gli eventi odierni mi ricordano che chi fa da sè, fa per tre, in senso letterale. E che pararsi il sederino è sempre cosa buona e giusta.
Tuttavia, devo smettere di pensare di poter fare a meno degli altri, perché questo è prendersi in giro. Perché prima o poi, avrò bisogno di appunti, di un calcolo istat, di un letto dove dormire in giro per l’italia.
Vabbè. Cose da affrontare volta per volta. Magari a settembre. Sia lodata la mia fervida fantasia.
Necessito di vaaacaaaaaanzaaaaaaaaaaa

Fammi sentire distante da ciò che più a cuore mi sta
Fammi sentire distante, lontana anni luce da qua…

Cronaca di una crisi isterica imminente

12 Lug
Appena sveglia ho constatato l’inesorabile processo di muta, ovvero: mezza faccia spellata.
Ho avuto la fregola di non so che addosso per ore, perciò ho fumato e ho mangiato senza criterio, perché non sapevo in che altro modo placarmi. Di sicuro ho sbagliato a guardare Ally McBeal…
Ho depennato dalla lista degli argomenti da studiare solo 3 voci TRE, che poi vabbè, vogliamo dire che un argomento era da solo di 8 pagine e ok, però sul groppone 12 luglio me ne rimangono 6. Dove me li metto questi 6? Quando li faccio, dove li aggiungo, dove diamine li infilo? E sottoliniamo: non è stata pigrizia, nè indolenza, proprio no, e il prossimo punto lo spiegherà dettagliatamente.
Ho divorziato definitivamente da windows, dannandolo e/o bannandolo per sempre dalla mia vita. Ho perso 190 preziosissimi minuti di questa giornata in un’attività potenzialmente utile, ma che dico, che mi era alquanto necessaria per lo studio e invece, statti a vedere che dopo migliaia di scansioni il mio caro documento pdf… puff! Dimezzato, disordinato e mezzo illeggibile.
Non ho parole.
Invece sì: ma cos’ho fatto di male per rimanere bella bella come la zita di polignano?!

Tra piccole iene

23 Apr
Lo so. Talvolta – talvolta – sono un’ingenua.
Il fatto è che se c’è una cosa di cui proprio non mi capacito è l’incapacità di mettersi nei panni altrui. Io lo faccio sempre, prima di dire o fare qualunque cosa. Tranne ovviamente quando si oltrepassa quella famosa soglia dopo la quale divento moooolto egoista e ancor più menefreghista, faccio le cose a mio comodo e per mio comodo.
Ma generalmente, io tendo a fare tutto per conto mio senza contare su nessuno, non solo perché me la so cavare in quanto arrogante e asociale, ma anche perché odio pesare sugli altri, conscia del fatto – tra l’altro anche incerto e decisamente dubbio – che se chiedo aiuto, se non altro per educazione o gentilezza, dovrei riceverne. In teoria.
Allora. Posto che ho offerto io il mio aiuto. Posto che sono settimane che ti inseguo cercando di strapparti delucidazioni sull’argomento. Posto che avevo detto che, per quella cosa, ci voleva preavviso. Posto che domani arrivano i miei tesori e io potrei anche sparire dalla faccia della terra per 5 giorni.
Ma come cavolo puoi ricordartene… il giorno prima? Ma la gente pensa che io non faccio un cazzo dalla mattina alla sera? Che può chiamarmi all’ultimo minuto che tanto mi posso liberare da qualunque altro impegno con uno schiocco di dita?
Ma la gente ragiona certe volte? O pensa davvero esclusivamente ai cazzi suoi?
A me va anche bene, tanto non mi stupisco più di nulla. Ma ficcatevi bene in testa che d’ora in poi dalle mie labbra usciranno tanti di quei no, non posso che non ne avete neanche idea.
Adesso torno dal mio caro muratore moldavo tanto dolce e caro, che più puliamo e mettiamo in ordine durante, meno siamo stanche e più tardi torniamo stanotte.
Addio miei cari… almeno fino a martedì.