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oggi decisamente nessuno mi cerchi incautamente

8 Set
 
sono di pessimo, pessimo, pessimo umore.
mi rendo conto benissimo di avere sicuramente anche io delle mancanze, ma in questo contesto direi che esse sono ben più che colmate dalle attenzioni che ho sempre avuto e continuo ad avere e di cui ci si approfitta grandemente. e non si ricambiano, soprattutto. e vabbè.
per il resto (e sottolineo resto, non gente, perchè il disprezzo è davvero elevato), esclusion fatta per chi se lo merita, fottetevi, ho altro a cui pensare.

ma è proprio vero che dal letame nascono i fiori?

19 Ago
dovevo iscrivermi a giurisprudenza, mica a medicina. 
modestamente la mia ars oratoria sbaraglia le tesi più macchinose.
che peccato sprecare così il dono dell’affabulazione!
ma non un solo verbo proferirà la mia bocca.
a costo di schiattare in corpo.

Beware of the Trigger

20 Mag
non capitava da un po’ che scrivessi due volte nell’arco della stessa giornata.
bè, stavolta lo merita.
sono scazzata, nervosa, agitata, arrabbiata e indi molto molto incattivita.
siccome in siffatti momenti dalla mia bocca esce solo veleno contro tutti, chi più chi meno, me ne sto zitta.
perchè direi una marea di cose di cui potrei pentirmene subito dopo.
uomo avvisato, mezzo salvato. indistintamente.
la mano è sul grilletto.

Pitch Black.

9 Mag
che giornata di merda.
non entro nei particolari per non pronunciarmi oltre, potrei diventare molto volgare e scurrile.
perciò adesso mega infusioni di fragole e grey’s anatomy, sperando che la stanchezza prevalga su tutto il resto e il sonno giunga presto.
però. prima.
come farei senza di te.
come facevo senza di te, piuttosto.
grazie di esistere.

quo usque tandem abutere patientia mea?

24 Apr
riflettendoci attentamente, do ut des non è la miglior regola applicabile alla mia vita.
do ut des implica che che io debba dare qualcosa per ricevere altro in cambio.
beh, io sono arcistufa, anche solo di farmi pugnette mentali e di perdere tempo a pensare alle reazioni degli altri.
solitamente, io agisco per come mi sento di fare, non perchè moralmente devo qualcosa a qualcuno, ancor meno perchè voglio qualcosa in cambio.
e difficilmente chiedo qualcosa, tendo a volermela cavare sempre da me, perchè molto stupidamente penso che se chiedessi un favore, verrei aiutata, semplicemente perchè io dico no solo se davvero mi è impossibile, anche se va contro i miei bisogni. perciò, davvero ingenuamente evito a priori di arrecare disturbo al prossimo.
ma questa, purtroppo, non è la normalità.
dato che non viene messa in atto l’onestà tanto professata e ululata ai quattro venti in maniera assolutamente incongrua e incoerente, comunque mi parrebbe perlomeno rispettoso chinare la testa e chiedere scusa.
non sopporto chi si crede al centro del mondo. guarda che non sei solo tu ad avere impegni su impegni. non è che gli altri cazzeggino 24 ore su 24, sai.
e le solite scuse mi hanno davvero scocciata.
ma tanto si sa, roberta è buona, non alza mai la voce.
sì, infatti è così che andrà: non un solo verbo proferirà la mia bocca (e tanto di cappello!).
ma i miei gesti – anzi, i miei non-gesti, perchè adesso basta – saranno cattivi anche per me.
sì, adesso basta andar incontro agli altri, oltre al danno subisci anche la beffa. e questo è il colmo, per quanto mi riguarda.
incasso bene i colpi. ma io mica ho perso la mia dignità, eh…

perchè la sincerità è per pochi

28 Feb
odio parlare a vanvera.
odio dire qualcosa e non essere ascoltata.
odio che mi si ripeta una cosa.
odio ripetere qualsiasi cosa.
odio i bis, di qualunque genere, di qualunque natura.
odio dover essere comprensiva.
odio non essere mai compresa.
odio che si giunga ad una conclusione prima ancora che finisca un discorso.
odio giungere subito ad una conclusione.
odio le cattive prime impressioni.
odio le pessime sensazioni. perchè in tutti e tre i casi, spesso e volentieri ci prendo.
odio che mi si chieda scusa giusto per darmi un contentino.
odio che esistano e respirino la mia stessa aria persone così stupide e ottuse da ritenersi sempre nel giusto e non chiedere mai scusa.
odio la faccia tosta di certa gente.
odio non avere la faccia tosta, a volte. sarebbe cosa buona e giusta mandare a fanculo un po’ di bella gente, di tanto in tanto.
odio la mia incapacità di andare fino in fondo alle cose. comunque, questo è un altro discorso.
ma adoro la pazienza che ho nel valutare le persone, perchè mi salva in situazioni di merda, mi premia di tanto in tanto, ma soprattutto mi permette sempre di osservare dalla seconda linea.
e di vedere un po’ tutto nella giusta prospettiva.
questo di me non cambierà mai.
e sono nervosa e incazzata, con tutti e con nessuno, con qualcuno in particolare.
sono profondamente delusa dall’immaturità e dall’irresponsabilità dilaganti.
sono incredibilmente incazzata dall’insolenza di certe parole.
ma sono anche paradossalmente divertita dalla penosità della cosa. al limite della noncuranza.
pertanto faccio un passo indietro. doveroso.
ristabiliamo ordine e equilibrio. perchè non ne vale la pena. non ne vale assolutamente la pena.
e credo che non ci possa essere niente di peggio.
se non raschiare il fondo, ma per quello non c’è più rimedio, ormai.
 
se solo potessi tornare indietro.
presterei più attenzione alle tue preziosi lezioni.
all’epoca non avevo abbastanza acume per capirne la sottigliezza.
anche se qualche seme lanciato qua e là ha dato i suoi frutti…
 
vedi, per esempio, vorrei avere la tua faccia tosta.
per dire qualcosa, non tutto, ma qualcosa.
giusto un attimino far capire a chi di dovere che la pacchia è finita.
invece no.
perchè sono invischiata in meccanismi più grandi di me.
tipo così. solo che lei pare gradire, a me non piace molto sguazzarci.

una menzogna tagliata a verbale, che assurda non trova dissenso

29 Gen
dire che sono piuttosto arrabbiata è a dir poco un eufemismo.
odio e disprezzo la burocrazia italiana e la cosiddetta giustizia.
dato che ho così pochi pensieri per la testa e così poche cose cui badare, perchè non aggiungercene altre? perchè non costringermi per la vostra incapacità e idiozia a fare giri assurdi per bologna, chiamate interminabili, gitarelle in paesucci contigui? a perdere pomeriggi interi, e soldi che non mi spettano?
non so se la gente sia più stupida o menefreghista. è un grosso dilemma.
"eravamo davvero curiosi di conoscere questa storia, sa? è alquanto intrigante…"
non so cosa mi abbia dissuasa dall’idea di rivoltare la scrivania, salirci sopra e strozzarlo.
e poi.
quante parole. parole vuote.
che me ne faccio se non ho un riscontro nei fatti?
anche se a volte i fatti incarnano i pensieri?
insomma, di cosa ci si può davvero fidare?
se non si tiene fede alla propria parola, se non si hanno riscontri oggettivi, se non bastano assicurazioni e conforto, su cosa si può fare affidamento?
ed è poi così giusto ricercare la costanza, quando tutto in questo mondo è mutevole e instabile?
soprattutto le persone.