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Beat your heart out

15 Mag
Mi sento molto Izzie Stevens negli ultimi giorni, anche se le mie paranoie non sono dovute al fatto che vedo e converso amabilmente con il fantasma di un mio ex, ma ad un concreto campanello d’allarme dolorifico. Peccato non abbia l’autorità per farmi fare esami da capo a piedi da tirocinanti inetti, poichè io sarò nuovamente a breve l’inetta tirocinante. Comunque.
Scritte le suddette righe apotropaiche mi sento meglio.
E anche se nella mente continuo a registrare, poi metto tutto via a casaccio, decisa più che mai a prendere le cose per come verranno.

Astonishes

6 Set
Veramente, veramente patetico. Anzi no. Patetico. Ecco, così va un po’ meglio.
E ridicolo, sì, ridicolo, perché ho il mal di pancia da risate, quello proprio delle grandi occasioni.
Dovrei decisamente smetterla di sperare che esistano quelle creature mitologiche chiamate Uomini, visto che i rari avvistamenti si rivelano, alla fine, solo dei gran buchi nell’acqua. Eccezion fatta per il mio esemplare, che mi tengo ben stretta.
Ben strano è trovare conferma in parole che sono già state dette… non riesco ad abituarmici, ogni volta mi scopro sorpresa, anche se sorpresa non ce n’è, mai.
E allora mi soffermo a ripensare al suono della voce, ai gesti delle mani, al movimento delle labbra… per pregustarmi al meglio il finale di questa storia. Il mio finale.

Si (ri)aprano le Danze!

8 Lug
Bè cosa dire. Questo posto ha decisamente bisogno di una sana ristrutturazione.
Eccezion fatta per quanto scritto – nonostante a volte ridicolo, patetico, vergognoso – che è e rimane sacro e pertanto incancellabile, tutto il resto necessita di un’urgente e radicale modificazione (ma se l’andazzo è come per la famosa risistemazione della mia camera, stiamo freschi -_-).
Mi sembra un altro mondo, un’altra epoca, un’altra me.
Tante cose sono cambiate negli utimi mesi.
Ho sofferto molto, adesso posso dirlo. Non del tradimento, non delle delusioni, non delle aspettative eluse, ma della mia reazione di totale chiusura nei confronti di chiunque. Chiunque fosse scevro da ogni colpa, intendo. Il passante per strada, per esempio.
Mi sono concentrata esclusivamente su me stessa. La cosa migliore che potessi fare per me, per la mia vita disastrata, su cui si è nuovamente affacciato il sole.
E adesso con gioia e speranza ritrovata, posso constatare che chi è rimasto, chi ha insistito, chi mi ha cercata e ha continuato a darmi tanto, troppo per il poco che offrivo in cambio, è chi vale sul serio. Nel mio cuore e nella mia vita. Posso constatare che quando dai sinceramente affetto ad una persona che merita, viene percepito, viene ricambiato, e soprattutto non viene dimenticato.
Oggi sono felice. Perché la ruota gira, basta saper aspettare. Oggi posso gioire, perché anche chi mi circonda è felice e sereno, o perlomeno sembra sulla strada giusta, e io non posso che augurare il meglio.
Sono felice e vorrei essere meno criptica, ma questa fonte è profondamente alimentata dalla felicità altrui, perciò… shht!
Non ho niente da chiedere in questa notte di Tanabata maturi*. Il Grande Demone Celeste è tornato a guardarmi con indulgenza! Arigatooo (>o<)

*Il 7 Luglio in Giappone si festeggia il “Tanabata maturi” (Festa delle stelle innamorate).
La leggenda racconta di due stelle che abitavano sulle sponde opposte del Fiume Celeste, Ama no gawa (la Via Lattea): Kengyu (Altair) e Shokujo (Vega).
Shokujo era la figlia dell’Imperatore Celeste, la Fanciulla Tessitrice che creava stoffe meravigliose per vestire le divinità, lui era il Mandriano. Presi da folle passione amorosa, si dedicarono totalmente l’una all’altro, dimenticando ogni cosa e trascurando i loro doveri per lungo tempo: lei smise di tessere, lui lasciò che il suo toro diventasse pelle e ossa. Quando gli dèi protestarono di non avere più di che vestirsi, l’Imperatore, adirato, decretò che i due innamorati tornassero a vivere separati, sulle sponde opposte del Fiume Celeste, concedendo loro un solo incontro all’anno, nella settima notte del settimo mese.
Ancora oggi in Giappone la decorazione principale della festa sono frondose canne di bambù sistemate un po’ ovunque, per strada, davanti alle case, lungo le gronde dei tetti, sugli usci e nelle stanze. Esse vengono ornate di cartigli di cinque colori recanti poesie d’amore, di desiderio e di attesa.
Poiché è credenza comune e molto diffusa che i desideri buoni e belli espressi in poesia nella notte di Tanabata siano destinati a compiersi entro tre anni, questa speciale notte è considerata notte di desideri e di speranza.